– 121: il 4 luglio di Trump fra fuochi e proclami contro Cina e sinistra

5 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La sera del 4 luglio, prima che i fuochi d’artificio squarcino la notte sul Mall di Washington, Donald Trump, in un South Lawn della Casa Bianca gremito da centinaia di persone – poche portano la mascherina e nessuna mantiene le distanze -, ripropone la sua battaglia elettorale contro la sinistra radicale, che paragona ai nazisti.

“Gli eroi americani hanno sconfitto nazisti e fascisti – dice -. Ora siamo sulla strada per sconfiggere la sinistra radicale, i marxisti, gli anarchici, gli agitatori e coloro che in molti casi non hanno neppure idea di che cosa stanno facendo”, dice Trump, partendo da un’ovvietà: “Il nostro passato non è da buttare”. Poi attacca i media, cui chiede di dire la verità.

Il presidente fa, dunque, un’altra prova muscolare dopo quella della sera prima al Mount Rushmore, in un 4 luglio ad alta tensione per le proteste che traversano l’Unione e ad alto rischio di contagio, soprattutto per lui: il coronavirus in piena recrudescenza, dopo una riapertura affrettata, aggredisce pure la sua famiglia.

La fidanzata del figlio maggiore del magnate, Donald Jr, è positiva: Kimberly Guilfoyle, venerdì, era al Mount Rushmore, con Trump e 7.500 sostenitori accalcati senza distanza e senza mascherina; ora, se ne sta tornando a casa in auto con il marito, un viaggio di 2.624 km. È almeno la terza volta in due settimane che il virus sfiora il presidente.

Ieri sera, sul Mall di Washington sono stati allestiti i tradizionali fuochi pirotecnici, voluti da Trump particolarmente grandiosi, mentre grandi città e piccoli centri hanno cancellato i consueti spettacoli, nel timore di assembramenti che aggravino la pandemia. Anche numerosi politici, fra cui Joe Biden, il candidato democratico alla Casa Bianca, hanno rinunciato a parate e altri eventi patriottici. E molti barbecue hanno avuto una dimensione familiare.

In un contesto in cui il presidente organizza eventi con migliaia di persone, incurante del rischio, stride il tweet con cui la ‘prima figlia’ Ivanka invita gli americani alla cautela per il 4 luglio: “Please, restate al sicuro e siate responsabili, osservate le indicazioni delle autorità locali, mantenete le distanze e indossate la mascherina quando siete vicino ad altri”. “Dillo a tuo padre”, è la replica che le arriva dal web, mentre Biden sostiene che “indossare la mascherina è un gesto patriottico”.

I casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati ‘appena’ 43.000, dopo tre giorni consecutivi sopra i 50 mila (ma nei giorni festivi i dati tendono sempre a essere inferiori), portando il totale, secondo la Johns Hopkins University, vicino a 2.840.000 contagi e a 129.676 decessi – cifre alla mezzanotte sulla East Coast -.

Ma Trump sbandiera dei successi contro l’epidemia “venuta dalla Cina”: “Abbiamo fatto 40 milioni di test e per questo abbiamo molti casi, il 99% dei quali innocui”. E assicura: “Avremo una cura o un vaccino” prima della fine dell’anno. La colpa? E’ della Cina: “La sua segretezza, i suoi inganni e il suo insabbiamento hanno consentito al virus di diffondersi in tutto il mondo”.

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