– 117: è braccio di ferro sulla riapertura delle scuole

9 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La riapertura delle scuole dopo l’estate diventa una palestra di scontro politico negli Stati Uniti. È  braccio di ferro tra potere federale e poteri statali e locali, mentre il totale dei contagi da coronavirus nell’Unione supera i tre milioni e continua a viaggiare a ritmi record, intorno ai 60 mila al giorno – ci sono discrepanze tra le fonti, se il giorno peggiore sia stato martedì 7 o mercoledì 8 -. La Johns Hopkins University calcolava che, alla mezzanotte sulla East Coast, il totale dei contagi sfiorava i 3.055.000 e quello dei decessi i 132.300 – in entrambi i casi, si tratta delle cifre più alte al mondo -.

Donald Trump, che è in prima linea nella ‘guerra delle scuole’ – vuole una riapertura generalizzata a settembre -, twitta con toni di vittoria: “Il tasso di mortalità del virus è sceso di dieci volte”. Effettivamente, il numero delle vittime giornaliero e il rapporto tra nuovi contagi e nuove vittime è sensibilmente calato.

Ma non è una buona notizia per il magnate presidente che ci sia un’impennata di contagi a Tulsa, Oklahoma, dopo il suo comizio del 20 giugno. “Tra il 6 e il 7 – passato il periodo di incubazione dopo il comizio, ndr -, abbiamo avuto quasi 500 casi”, dice Bruce Dart, direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non cita il comizio di Trump, ma osserva che si tratta solo di “fare due più due” fra l’aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quale – appunto – il comizio.

Joe Biden, il candidato democratico alla Casa Bianca, stigmatizza la situazione. Twitta: “Quando c’erano 15 casi, il presidente disse che il virus non si sarebbe diffuso oltre. Abbiamo appena raggiunto i tre milioni di casi. Stiamo pagando per il suo fallimento”. E poi scrive in una nota: “Trump rivendica d’essere un leader in tempi di guerra, ma, invece di assumersi responsabilità, alza bandiera bianca”, L’ex vice di Barack Obama contesta il rallentamento dei test e l’atteggiamento dell’Amministrazione che “dice agli americani che devono semplicemente ‘convivere’ con il virus”.

Sulla riapertura delle scuole, l’offensiva dell’Amministrazione è compatta: “Le scuole chiuse sono una prospettiva insostenibile”, afferma la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, dopo che il vice-presidente Mike Pence ha annunciato che i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’Agenzia per il controllo e la prevenzione delle malattie, diffonderanno nuove linee guida per la riapertura delle scuole in autunno.

Poche ore prima, Trump aveva criticato i Cdc per le linee guida troppo “dure e costose” in materia. “Da un lato – aveva twittato il presidente – le vogliono aperte, dall’altro chiedono alle scuole di fare cose del tutto inattuabili”.

Trump insiste perché le scuole riaprano in autunno e minaccia di tagliare i fondi pubblici a quelle che non lo faranno. “In Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia e molti altri paesi le SCUOLE SONO APERTE SENZA PROBLEMI. I democratici ritengono che sarebbe politicamente negativo per loro se le scuole aprissero prima delle elezioni di novembre, ma è importante per bambini e famiglie. Potrebbero essere tagliati i fondi, se non aprono”.

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