– 111: Trump sa ancora vincere e in Alabama fa fuori Sessions

15 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump non è elettoralmente ‘finito’, come una lettura superficiale degli ultimi sondaggi potrebbe indurre a pensare: ieri, ha vinto un’incerta primaria in Alabama, dove il suo ex segretario alla Giustizia Jeff Sessions mirava alla nomination repubblicana – voleva riconquistare a novembre il seggio di senatore lasciato al momento di entrare nell’Amministrazione -.

Trump, che s’è legato al dito l’auto-ricusazione di Sessions nel Russiagate e che lo licenziò subito dopo le elezioni di mid-term nel novembre 2018, gli ha fatto campagna contro e ha vinto. Cioè, Sessions ha perso e ha vinto il suo rivale, un volto nuovo per la politica, Tommy Tuberville, ex allenatore di football della Auburn University, che aveva il sostegno del presidente.

Trump ha subito esultato su Twitter: “Grande vittoria, sarà un grande senatore”. Il magnate era stato feroce nel denigrare l’ex segretario alla Giustizia: “Sessions è un disastro”, aveva detto e ripetuto durante una campagna che la stampa Usa presenta come la più negativa di tutti i temi. Il florilegio degli epiteti di Sessions, un “debole”, “un imbarazzo per l’Alabama”, “un uomo di Washington”, “non abbastanza uomo”. Ma pure su Tuberville non s’è andati giù leggeri: “un vigliacco”, “la scelta di Washington”, “uno che ci usa per il suo proprio tornaconto politico”.

Mentre cala il sipario sul teatrino dell’Alabama (e su Sessions), l’epidemia di coronavirus continua ad avanzare negli Stati Uniti: anche ieri, ben oltre 60 mila contagi e circa 800 vittime, per un totale, alla mezzanotte sulla East Coast, secondo i dati della Johns Hopkins University, di oltre 3.431.500 casi e di quasi 136.500 decessi. La Florida resta l’epicentro del sussulto dell’epidemia: ieri, record di vittime nello Stato.

Ragione per cui i repubblicani stanno pianificando di spostare all’aperto gli eventi finali della loro convention presidenziale in programma a fine agosto proprio in Florida, a Jacksonville. Il NYT scrive che i capi del partito si sono orientati in tal senso dopo un incontro con Trump e i suoi consiglieri politici.

Dopo aver annunciato di avere firmato la legge sulle sanzioni a Pechino per la stretta su Hong Kong e avere quindi posto fine al trattamento preferenziale per l’ex colonia britannica, Trump ha usato ieri per 45 minuti il pulpito del Giardino delle Rose per attaccare Biden, messo nel mirino su vari fronti e accusato di essere debole con Pechino, di volere il welfare e l’amnistia di massa per i clandestini, di volere abolire la polizia e le prigioni e togliere fondi alle forze armate.

“Stiamo facendo bene nei sondaggi”, sostiene il magnate, nonostante tutti i rilevamenti lo indichino in netto svantaggio. “Penso che l’entusiasmo per me sia più grande ora che nel 2016”, afferma Trump, che confida nella “maggioranza silenziosa”, ma che è “preoccupato per il voto per posta”.

L’Amministrazione Trump ha intanto revocato la decisione di negare i visti agli studenti stranieri delle università che terranno solo corsi online causa coronavirus: una vittoria per gli Atenei di Harvard e del MIT.

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