– 109: Trump e Ivanka vanno alla “guerra dei fagioli”

17 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Sempre chiare le priorità di Donald Trump: c’è l’epidemia che batte record di contagi ogni 24 ore e l’economia che annaspa, ma lui un giorno licenzia il manager della sua campagna e il giorno dopo va, insieme alla ‘prima figlia’ Ivanka, alla ‘guerra dei fagioli’ in nome del voto ispanico e se la prende con TikTok, temibile strumento di spionaggio cinese. Quanto al coronavirus, ha un’idea ‘alla Bolsonaro’: non potendo migliorare la situazione, ne limita i dati.

Intanto il suo rivale Joe Biden, che lo stacca nei sondaggi, lo sta rimontando sul fronte finanziario: la campagna democratica ha iniziato il mese di luglio con 242 milioni di dollari in cassa, riducendo così il gap da quella di Trump (295 milioni).

Inoltre, il libro anti-Trump scritto da sua nipote Mary Trump ha venduto quasi un milione di copie nel primo giorno ed è saldamente in testa alla classifica dei volumi di maggior successo su Amazon. Il libro, intitolato in italiano ‘Troppo e mai abbastanza: come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”, è un atto d’accusa nei confronti dello zio e soprattutto del nonno, descritto come un “sociopatico” che avrebbe rovinato – non finanziariamente – l’intera famiglia.

Tiene però banco sui media ‘la guerra dei fagioli’, che evoca nel nome un romanzo di Louis Pergaud dalle molte trasposizioni cinematografiche, ‘La guerra dei bottoni’. Claudio Salvalaggio sull’ANSA la racconta così: “Tutto inizia giorni fa, quando Robert Unanue, amministratore delegato di Goya, icona alimentare della comunità ispanica, ha pubblicamente elogiato Trump in un evento pro latinos alla Casa Bianca. ‘Siamo davvero benedetti ad avere un leader come il presidente Trump’, ha detto Unanue”.

“I social hanno reagito subito lanciando una campagna di boicottaggio dei suoi prodotti, ricordando la retorica incendiaria del magnate contro gli ispanici, con i messicani accusati di essere ‘stupratori e trafficanti di droga’. Tra i promotori del boicottaggio Alexandria Ocasio-Cortez, star democratica di origini portoricane, popolarissima tra i latinos. In ballo ci sono i loro voti alle prossime elezioni, contesi fra Trump e Biden”.

“Il padre presidente ha voluto raddoppiare. ‘La macchina del fango della sinistra radicale si è ritorta contro, la gente sta comprando Goya come pazza!’, ha twittato, postando una foto in cui appare seduto alla sua scrivania nello Studio Ovale con allineate davanti confezioni di vari prodotti Goya e i pollici alzati in segno di approvazione”.

Padre e figlia sono anche finiti nel mirino del programma comico Saturday Night Live. “Siamo dentro una violenta pandemia e lui sta facendo le prove per Supermarket Sweep”, programma quiz cronometrato in un supermercato, ha ironizzato il conduttore Jimmy Fallon. “Purtroppo, dopo che Ivanka ha twittato in spagnolo, Trump l’ha immediatamente espulsa”. Ma i fagioli sono – forse – salvi.

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