– 1: alla vigilia dell’Election Day è scontro all’ultimo comizio

2 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

È scontro all’ultimo comizio tra Donald Trump e Joe Biden, alla vigilia dell’Election Day, domani, martedì 3 novembre: scontro in senso quasi letterale, perché su un’autostrada del Texas una colonna d’auto di sostenitori di Trump, con bandiere e insegne, ha affiancato e ‘circondato’ un ‘mega-bus’ della campagna di Biden, cercando di rallentarlo e di costringerlo ad accostare: sull’incidente, le cui immagini sono state mostrate dalla Cnn, indaga l’Fbi.

Negli Stati Uniti, non c’è, come da noi, la giornata del silenzio elettorale, prima del voto. Trump e Biden possono, quindi, fare campagna fino all’ultimo. In modo parossistico, il presidente, che pare uscito dalla positività al coronavirus con energie decuplicate e che, tra ieri e oggi, farà dieci comizi, in sette Stati: obiettivo, evitare di diventare il primo inquilino della Casa Bianca ‘sfrattato’ dopo un solo mandato dopo George H. W. Bush nel 1992. In modo più rarefatto Biden, che chiuderà in Pennsylvania con la sua vice Kamala Harris e con Lady Gaga e John Legend: Biden “è il presidente di cui il Paese ha bisogno per unirsi”, twitta Lady Gaga, postando una sua foto con il candidato democratico.

Gli americani sembrano consapevoli che la posta in gioco è alta e hanno già votato in massa, molto spesso per posta: a due giorni dall’Election Day, erano già 92 milioni ad averlo fatto, circa il 70% del totale dell’affluenza del 2016.

Il profluvio di sondaggi della domenica alimenta incertezza e confusione: tutti concordano sul vantaggio di Biden a livello nazionale (7,2% nella media dei sondaggi di RealClearPolitics), ma la situazione è più frastagliata negli Stati in bilico, determinanti per la conquista della Casa Bianca – non è il voto popolare che conta, ma quello dei Grandi Elettori acquisiti Stato per Stato.

Secondo New York Times e Siena College, Biden è avanti in quattro Stati chiave: Arizona (+6), Florida (+3), Pennsylvania (+6) e Wisconsin (+11), tutti vinti da Trump nel 2016. Secondo Wasdhington Post e Abc, Biden è avanti in Pennsylvania (+7), ma in Florida è testa a testa con vantaggio a Trump; secondo Wall Street Journal / Nbc, Biden ha un solido vantaggio nazionale (+ 10), ma sta perdendo terreno negli Stati in bilico.

In Pennsylvania, Trump ha ricevuto il sostegno relativamente inatteso della Pittsburgh Post-Gazette che, dal 1972, non aveva mai sostenuto un candidato repubblicano e che scrive: “Riteniamo che Donald Trump sia la scelta migliore quest’anno … non è Winston Churchill, ma alla fine fa le cose. Ha gestito la pandemia perfettamente? No, ma nessuno ha un master in pandemia”.

Trump smentisce illazioni secondo cui vorrebbe dichiarare vittoria prima di risultati ufficiali e inequivocabili, ma ripete d’essere pronto a una battaglia legale per impedire che i voti siano contati dopo l’Election Day. “Andremo per avvocati”, dice riferendosi in particolare alla Pennsylvania, dove la Corte Suprema ha autorizzato il computo dei voti per posta fino a tre giorni dopo l’Election Day, purché le schede siano state spedite entro il 3 novembre, e alla North Carolina (addirittura fino a nove giorni).

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia.