Guerra al Califfato
Le forze Nato rimangono essenziali
A fronte di un inadeguato livello di sicurezza dell’Afghanistan, due dinamiche favorevoli agevolano la stabilità politica a breve-termine. La prima è l’accordo tra i due pretendenti alla presidenza della Repubblica islamica dell’Afghanistan che, attraverso un complesso negoziato, si è concluso con la spartizione del potere tra Ashraf Ghani Ahmadzai, formalmente il presidente, e Abdullah Abdullah, […]
Fare la guerra al Califfo, fingendo di non farla all’Islam
“Non intendo fare guerra all’Islam” aveva detto il presidente statunitense Barack Obama annunciando, controvoglia, la decisione di iniziare la campagna aerea contro il Califfo. Bella frase, condivisibile e apprezzata da tutto l’Occidente. Molto meno e solo di maniera dal mondo arabo sunnita, che sta reagendo impegnandosi al minimo ed esclusivamente in termini di facciata. Più […]
Si può intervenire anche senza le Nazioni Unite
Per la politica estera italiana, questi sono giorni di transizione essendo il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, proiettata verso l’assunzione delle responsabilità a Bruxelles come Alto rappresentante della politica estera europea. Di fronte alla tragedia che si sta consumando in Iraq e soprattutto in Siria ad opera delle truppe del Califfato, l’Italia ha scelto un […]
La Turchia osserva il massacro dei curdi di Kobane
Trattare con i curdi, diffidare dei curdi, aver bisogno dei curdi. E al tempo stesso sostenere i sunniti, ma diffidare, finalmente, dei sunniti estremisti, senza però favorire il regime di Bashar al-Asad sul cui abbattimento si continua a contare. I resti di quella che fu definita la politica neottomana della Turchia sono lì visibili a […]
Le periferie della grande guerra contro il califfato
Potremmo chiamarli paesi alla periferia della Grande Guerra mediorientale che si combatte fra i territori della Siria e dell’Iraq. Ma solo geograficamente: la definizione di periferia non spiega la complessità del loro coinvolgimento. Nella realtà delle cose Iran, Turchia e Israele sono qualcosa di più pericolosamente concreto: paesi ai confini del campo di battaglia. Chi […]
Coalizione anti-califfo senza strategia
L’autoproclamazione dello Stato islamico (Is) fra Siria nordorientale e Iraq occidentale sta costringendo Arabia Saudita e Qatar a un’imbarazzante piroetta, mentre il presidente statunitense Barack Obama non può che riportare Washington in Medio Oriente, pur non avendo una chiara strategia politico-militare. La minaccia di Is argina i dissidi che nei mesi precedenti hanno attraversato il […]
Purché non sia una vittoria evanescente
Barack Obama ha affermato che l’obiettivo è quello di indebolire ed infine distruggere l’IS (lo pseudo-califfato creatosi su territori siriani ed iracheni). Si tratta a questo punto di capire se, per ottenere una tale vittoria, saremo obbligati ad uccidere tutti i militanti jihadisti dell’IS (stimati ad oltre 30mila unità) oppure se esistano altre strade più […]
Crisi con Russia e Isis complicano l’intesa Usa-Iran
Gli ultimi mesi sono stati avari di buone notizie dal fronte internazionale. La crisi in Ucraina e il Medio Oriente sconvolto dall’ascesa dell’autoproclamatosi Stato islamico (Isis) sono sufficienti per assegnare al 2014 la palma dell’annus horribilis del nuovo secolo. Eppure al peggio non c’è mai fine: il fallimento del negoziato sul programma nucleare iraniano potrebbe […]
I rischi della strategia di Obama contro lo Stato islamico
La strategia per combattere lo Stato islamico (Is) del presidente Barack Obama si fonda su tre pilastri: la creazione di una coalizione internazionale contro l’Is, l’appoggio a un governo inclusivo in Iraq, e un’azione mirata in Siria, volta a indebolire la presenza del Califfato e a rafforzare l’opposizione “moderata” al regime di Bashar Al-Assad. Raid […]
Solo in dieci contro il califfo?
Ci risiamo. All’inizio di agosto il presidente statunitense Barack Obama ha tratto il dado e ha ordinato raid aerei per bombardare le agguerrite truppe dell’Isis, lo “Stato Islamico dell’Iraq e della Siria” proclamato dall’ex prigioniero di Abu Graib al-Bagdadi che era stato liberato in quanto “non pericoloso”. Allora, i motivi annunciati erano tre: salvare i […]