Ricorsi e rigurgiti

14 Dic 2017 - Segnali di fumo di Redattore

Ricorso: quasi quarant’anni or sono gli italiani, assieme con una pattuglia di altri Paesi europei, decidevano di dispiegare a Comiso, in Sicilia, nuovi missili americani a “raggio intermedio” (cioè con una gittata compresa fra i 500 e i 5000 km). In tal modo la Nato frustrava il tentativo dell’Urss di guadagnare una superiorità strategica in Europa, che avrebbe potuto portare ad una grave crisi, in particolare in Germania. Mosca prese atto di questa sua sconfitta e poco dopo firmò con Washington il trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) che portò allo smantellamento di tutta questa categoria di armamenti. Ciò fu un grande successo per la distensione e aprì la strada alla decisione di Mikhail Gorbaciov, nel 1989, di non difendere il muro di Berlino e l’integrità della Germania Est.

Il mondo cambiò. Ora però Mosca e Washington si accusano reciprocamente di violare il trattato Inf e stanno sviluppando nuovi sistemi a “raggio intermedio”. Anzi, forse la Russia ha già iniziato a dispiegarli, alcuni dicono dotandoli di testate nucleari ed altri no.

Rigurgito: cosa fare? Alcuni pensano che si dovrebbe ripetere lo scenario del 1980, ma è anche vero che la Russia, pur militaresca e aggressiva, non è la vecchia Urss, che la Germania è unificata e che la Nato ha assorbito gran parte dei Paesi del suo antico rivale, il Patto di Varsavia. E poi c’é il peso dei nuovi equilibri asiatici e l’incertezza sulla politica dell’amministrazione Trump nei confronti sia degli alleati europei che dei russi.

La nuova crisi dei missili pone grossi problemi all’Europa. Nel 1980 la decisione iniziale di dispiegare i missili fu europea, non americana. Non si vede traccia, oggi, di decisioni strategiche europee, né si ha notizia di un serio dibattito sul tema. Un silenzio che non fa ben sperare per il futuro della difesa europea.