– 67: Trump chiude la convention repubblicana sulle note di “Vincerò”
Introdotto dalla figlia Ivanka, accompagnato sul palco mano nella mano dalla moglie Melania, Donald Trump ha accettato la nomination repubblicana per Usa 2020: “Costruiremo di nuovo l’economia più grande della storia”, ha detto, parlando dal vivo di fronte a un pubblico di circa 1500 sostenitori seduti l’uno accanto all’altro sul South Lawn della Casa Bianca, pochi con la mascherina, ma tutti pronti ad applaudire ogni passaggio e a tributare ovazioni. “Ho il cuore pieno di gratitudine e di un ottimismo senza limiti”.
Il palco allestito fuori dalla Casa Bianca e la scenografia, con bandiere e maxi-schermo, è quasi parso una sfida alla pandemia, come lo era stato il 20 giugno il comizio a Tulsa in Oklahoma. Solo le persone vicine al presidente sono state sottoposte a test, è stato precisato.
Fuori dalla Casa Bianca, alcune decine di manifestanti, radunatisi vicino a Pennsylvania Avenue 1600, nella piazzetta rinominata Black Lives Matter, facevano musica e cantavano “Trump-Pence fuori subito”. Una band musicale locale, i Tob, suonava dal vivo, ma né la musica né gli slogan hanno disturbato l’evento finale della convention repubblicana.
Il presidente ha parlato per oltre un’ora, magnificando i risultati da lui ottenuti e attaccando i rivali, “affidandosi per fare l’uno e l’altro – scrive il New York Times – a false affermazioni”, sottoposte a fact checking dal giornale, schierato, con il Washington Post, all’opposizione del magnate.
Alla fine, Donald e Melania, che ha un vestito lungo verde, con cinta e scarpe rosse, e tutta l’intera famiglia, figli e figlie con mogli e mariti, assistono ai fuochi d’artificio e a uno spettacolo musicale, con un tenore che intona la romanza ‘Nessun dorma’ della Turandot di Puccini che si chiude con “Io vincerò”. Tutta la serata ha toni e passaggi che oscillano tra un 4 Luglio sul Mall di Washington e un discorso sullo stato dell’Unione in Campidoglio.
Trump promette dieci milioni di posti di lavoro in dieci mesi, il taglio delle tasse e il ripristino dell’ordine e della legalità nelle città investite da proteste e disordini, oltre al vaccino anti-Covid entro la fine dell’anno.
Ma il suo discorso è soprattutto teso a colpire il rivale democratico che lo sfiderà alle urne nell’Election Day il 3 Novembre: “L’agenda di Joe Biden è ‘made in China’, la mia è ‘made in Usa’”, “E’ l’insieme di proposte più estremiste mai presentato da un candidato presidenziale”, “Se Biden sarà eletto, distruggerà la grandezza dell’America”; e, ancora, quasi ossessivamente, “E’ il cavallo di Troia dell’estrema sinistra. Queste sono le elezioni più importanti nella nostra storia: ci sono due visioni, due filosofie, dovete decidere tra il sogno americano e l’agenda socialista”, “se facciamo rispettare le leggi o se diamo carta bianca agli anarchici violenti, agli agitatori, ai criminali che minacciano i nostri cittadini”. Gli Stati Uniti “non sono nelle tenebre”, come li dipinge Biden, ma “sono la fiaccola del Mondo intero”. E Trump torna a paragonarsi a Lincoln, per quello che ha fatto per gli afro-americani e si presenta come “il presidente della gente”, lontano dalle camarille della politica.
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