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Il nuovo Gruppo Spinelli

Chiamata alle armi per i federalisti

5 Nov 2010 - Andrew Duff - Andrew Duff

Le forze federaliste sono state rinvigorite dalla creazione, a Bruxelles, di un nuovo ‘Gruppo Spinelli’. L’iniziativa è stata presa da Guy Verhoftstadt e Dany Cohn-Bendit, leader rispettivamente del gruppo liberale e di quello verde nel Parlamento europeo, con il sostegno delle deputate Sylvie Goulard e Isabelle Durant.

Consigli ombra
La principale attività di questo nuovo Gruppo consiste nell’organizzazione di incontri ‘ombra’ del Consiglio europeo, prima di ogni incontro formale dei capi di governo europei. Gli invitati dibatteranno pubblicamente le questioni in agenda, seguendo una prospettiva federalista. Spero che questi incontri ombra siano tanto coraggiosi da andare oltre l’agenda ufficiale, trattando anche temi che spaventano i primi ministri.

I cittadini sono invitati a firmare il Manifesto del Gruppo Spinelli sul sito internet www.spinelligroup.eu. Tale iniziativa sarà particolarmente utile anche per il Parlamento europeo, al cui interno il rinnovamento del pensiero e dell’azione federalista è stato indebolito da una certa ‘fatica da trattato’. In qualità di copresidente dell’Intergruppo federalista e di presidente dell’Unione dei Federalisti Europei, offro il mio sostegno all’iniziativa Spinelli.

Tra i personaggi coinvolti nell’iniziativa figurano Jacques Delors, Mario Monti, Joschka Fischer, Pat Cox, Danuta Hubner, Tommaso Padoa Schioppa, Elmar Brok e Amartya Sen.

L’appello del Gruppo Spinelli deplora che “troppi politici rimangono sedotti dalla prospettiva di credere unicamente alla salvezza nazionale. In un’epoca di interdipendenza e globalizzazione, limitarsi alla sovranità nazionale e al metodo intergovernativo non è solo contrario allo spirito europeo, è anche una condanna all’impotenza politica”.

Fedeli all’esempio di Altiero Spinelli, i suoi attuali seguaci mettono in guardia contro un ritorno al nazionalismo e promuovono l’idea di un’Europa più unita e post-nazionale. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e i capi di governo degli stati membri dovrebbero sentirsi lusingati dalla prospettiva di doversi confrontare con un tale forum.

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Vedi anche:

G. Bonvicini: Pensiero e azione nel nome di Spinelli

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