IAI
Verso la Presidenza ceca dell'Unione europea

Uno zuccherino per l’Europa

20 Ott 2008 - Lenka Rovnà - Lenka Rovnà

Nel primo semestre del 2009 la Repubblica Ceca avrà la Presidenza di turno dell’Unione europea. È il secondo nuovo stato membro, dopo la Slovenia, ad assumersi questa responsabilità. C’è un’immagine curiosa che in questi giorni viene pubblicizzata dalla televisione ceca e sui manifesti affissi all’aeroporto di Praga e in diversi altri posti. È una zolletta di zucchero con accanto lo slogan Evrop? to osladíme che in italiano si potrebbe rendere: “Addolciremo, l’Europa” o “Daremo all’Europa una medicina”. Sono espressioni che suonano strane. Lo slogan ha infatti un doppio significato: uno positivo, che esprime la volontà di addolcire qualcosa, l’altro piuttosto minaccioso, che sembra alludere all’intenzione di dare una lezione all’ Europa.

Zucchero ceco
Il governo ceco, che è criticato per il suo euroscetticismo, sostiene che la campagna pubblicitaria si rivolge soltanto all’apatica opinione pubblica interna cercando di smuoverne l’interesse. Tuttavia lo slogan è stato oggetto di un’attenzione alquanto imbarazzante da parte dei media internazionali. Ma come mai, per fare dell’ironia, si è scelto un dolcificante?Il governo di centro-destra ha voluto rimarcare che è stata la Repubblica Ceca a inventare la zolletta di zucchero nel 1843, tanto che le è stato dedicato un monumento nella città di Da?ice nel sud della Boemia.

Nello spot televisivo compaiono personaggi famosi, come l’architetto Eva Ji?i?ná, la prima ballerina Daria Klimentová, lo scienziato e ricercatore medico Antonín Holý, candidato al Premio Nobel, il conduttore Libor Pešek, la top-model Tereza Maxová, il giocatore di hockey Jaromír Jágr e il portiere di calcio Petr ?ech: tutti seduti intorno a un tavolo a giocare con la zolletta di zucchero. La scelta della zolletta è stata tutt’altro che casuale. Prima dell’entrata della Repubblica Ceca nell’Unione europea, il Presidente Václav Klaus si era detto preoccupato che il paese potesse dissolversi come una zolletta di zucchero in una tazza di caffè.

L’immagine può inoltre riflettere le divergenti posizioni all’interno del partito di governo: se il Presidente teme la perdita della sovranità, il governo è fiero di mostrare che la Repubblica Ceca può vantarsi della sua creatività.

Cosa ci dobbiamo allora aspettare dalla Presidenza ceca dell’Ue? E cosa ci dice questa campagna pubblicitaria riguardo alle posizioni della Repubblica Ceca?

La Repubblica Ceca è un paese di media grandezza, che ha celebrato il suo quindicesimo anniversario il primo gennaio 2008. Il paese non si è mai completamente ripreso dai suoi traumi storici: il movimento nazionale hussita nel quindicesimo secolo, la battaglia sulla Montagna Bianca e la sconfitta della nobiltà nel 1620, il lungo processo di risveglio nazionale e la formazione di uno Stato indipendente nel 1918 (quest’ultimo successivamente tradito dai suoi nemici non meno che dai suoi alleati nel 1938 a Monaco), ed infine l’occupazione sovietica nel 1968 seguita dalla normalizzazione.

È questo retaggio storico che rende così insicuri i cechi ed è all’origine del loro scetticismo nei confronti degli altri. È questo scetticismo che l’attuale Presidente della Repubblica ha portato in dote al partito da lui fondato, il Partito democratico civico, che è oggi al governo.

Il video clip con tutti quegli uomini famosi alle prese con una zolletta di zucchero che finisce per cadere in una tazza di caffè, potrebbe anche voler trasmettere il messaggio che i cechi, se vogliono, possono superare la loro timidezza così spesso camuffata da arroganza.

Euroscetticismo latente
Ma è questa l’interpretazione più corretta? Il dubbio rimane. L’attuale governo è retto da una fragile coalizione di tre partiti di centro-destra. Il maggiore, il Partito Democratico Civico, caratterizzato da posizioni scettiche, nonostante molti suoi membri ed elettori siano a favore dell’Unione, lancia segnali contraddittori sulle questioni europee. Gli altri due piccoli partiti – l’Unione Democratica Cristiana-Partito Popolare e il Partito dei Verdi – sono invece a favore dell’integrazione europea.

I partiti dell’opposizione di sinistra hanno a loro volta posizioni diverse sull’integrazione europea. I socialdemocratici, che si fanno un vanto di aver portato la Repubblica Ceca nell’Unione europea, appartengono al campo dei pro-europei, mentre il Partito Comunista rifiuta l’integrazione.

Data la posizione inaffidabile del governo, lo spot può essere visto come un tentativo, più o meno riuscito, di sdrammatizzare le divisioni all’interno della coalizione di maggioranza, facendovi sopra dell’ironia, e di sottolineare al contempo la complessità del problema.

Ma, al di là degli spot pubblicitari, la questione è: come sarà gestita questa complicata situazione durante il turno di Presidenza della Repubblica Ceca nel primo semestre del 2009? Lo slogan principale della Presidenza della Repubblica Ceca è ”un’Europa senza barriere”, che suggerisce una piena libertà di circolazione delle persone, dei beni e dei servizi.

Il governo ceco non vede contraddizione tra l’idea di Sarkozy di “un’Europa protettiva”, (che secondo il Vice Primo Ministro per l’Europa, Alexandre Vondra, si riferisce ai confini esterni) e l’enfasi posta sulla liberalizzazione.

La Commissione europea di Jose Emanuel Barroso volgerà al termine proprio durante il periodo della presidenza ceca. Inoltre il prossimo giugno 2009 si terranno le elezioni per il Parlamento europeo, di conseguenza gli ultimi mesi della Presidenza ceca saranno influenzati dalla campagna elettorale.

Lo stretto sentiero del trattato di Lisbona
Il fattore più importante è che il Trattato di Lisbona non è stato ancora ratificato. Un nuovo referendum in Irlanda non sembra più possibile prima delle elezioni europee, e la Repubblica Ceca è al momento uno dei cinque paesi che non ha ancora concluso il processo di ratifica.

Si presume che la Svezia ratificherà il trattato con voto parlamentare alla fine di novembre. In Germania il Presidente sta aspettando l’ultima parola dalla Corte Costituzionale Federale. Manca poi ancora la firma del Presidente polacco.

Il Parlamento ceco è in attesa della decisione della Corte Costituzionale che dovrà stabilire se il trattato di Lisbona sia compatibile o meno con l’ordinamento costituzionale del paese. Il giudizio di costituzionalità è stato richiesto da due senatori di un partito di governo, l’Ods, che ha una forte presenza alla Camera Alta. Solo dopo la sentenza della Corte il parlamento potrà cominciare il processo di ratifica, che richiederà una maggioranza dei 3/5.

La situazione nella Camera Bassa sembra favorevole ai sostenitori del Trattato. I partiti di governo, con l’eccezione di alcuni esponenti dell’Ods, dovrebbero votare a favore della ratifica. Questa sarà anche sostenuta dalla maggioranza dell’opposizione rappresentata dai socialdemocratici (i comunisti voteranno contro).

La firma del Presidente della Repubblica, che è un forte oppositore del Trattato, può ulteriormente rallentare l’intero processo. È peraltro possibile che si arrivi a un compromesso: la maggioranza potrebbe lasciar cadere le sue obiezioni alla ratifica del trattato in cambio del sostegno dell’opposizione all’installazione di un sistema radar americano sul territorio ceco. È in ogni caso paradossale che spetti proprio alla Presidenza ceca gestire le conseguenze del fallimento del processo di ratifica del trattato di Lisbona.

Un programma ambizioso
La Presidenza ceca ha comunque indicato le sue priorità: incoraggiare la competitività in Europa, garantire lo sviluppo della strategia di Lisbona attraverso l’assistenza alle piccole e medie imprese, promuovere una migliore regolamentazione, incentivare la ricerca, lo sviluppo e l’istruzione, e infine attuare le quattro libertà dell’Unione europea.

Altro importante obiettivo della Presidenza è la sicurezza energetica e le misure contro il cambiamento climatico. L’azione del governo potrebbe però essere ostacolata dalla divergenza di opinione con il Presidente ceco riguardo alle attività e iniziative in materia di cambiamento climatico. Václav Klaus ha espresso il suo profondo scetticismo riguardo all”influenza delle attività umane sull’ambiente in un libro dal titolo eloquente “ A Blue, Not a Green Planet”.

L’Europa dell’Est e la Politica europea di Vicinato rappresentano importanti capitoli nel programma della presidenza, in quanto la Repubblica Ceca aspira a rafforzare la cooperazione con paesi come Ucraina, Moldova, Georgia, Armenia e Azerbaijan. Il governo ceco sostiene l’integrità territoriale della Georgia e chiede alla Federazione Russia il ritiro dal paese.

Altre questioni di rilievo, ma di più lungo termine, saranno, l’adesione della Croazia e l’assunzione di responsabilità nei confronti dei Balcani occidentali. Nel programma della presidenza particolare attenzione è riservata anche alle relazioni con gli Usa e la Nato e alla dimensione transatlantica. Nel complesso la Presidenza Ceca sta definendo obbiettivi abbastanza realistici che riflettono l’attuale situazione.

È consapevole che sia fattori esterni, quali l’aggravarsi della crisi finanziaria, la nuova amministrazione americana, le complicazioni in Iraq, Afghanistan, Iran o nel Caucaso, sia quelli interni, in particolare l’instabilità del quadro politico e costituzionale rappresentano sfide molto impegnative. Chissà che in questa situazione la capacità di improvvisazione e la creatività dei cechi non si rivelino alla fine utili , e che essi non riescano ad usare la loro zolletta di zucchero per addolcire almeno un po’ i tempi futuri, che si prospettano molto complessi.