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Corsa senza oppositori

Ortega rieletto in Nicaragua senza sorprese

9 Nov 2021 - Lo Spiegone - Lo Spiegone

Le elezioni in Nicaragua terminano senza sorprese, come tutti pronosticavano. Daniel Ortega è stato rieletto per il quarto mandato consecutivo, il quinto in totale dopo il ritorno al potere nel 2007 e la riforma costituzionale del 2017 che ha annullato il limite dei due mandati. Al suo fianco la compagna di vita e vicepresidente Rosario Murillo, che nel tempo ha consolidato il suo potere sulle principali aziende del Paese e i tribunali guadagnandosi dagli avversari l’appellativo di “strega”. La coppia si conferma con il 75,92% dei voti a scrutinio quasi completo e un’affluenza del 65,3%, secondo il Consiglio elettorale supremo. I dati, però, sono contestati sia dagli attivisti sia dalla comunità internazionale.

L’organizzazione Urnas Abiertas dipinge uno scenario ben più desolante, totalmente opposto a quello descritto dal presidente. L’astensione si attesterebbe attorno all’80%, secondo i calcoli di un centinaio di osservatori sparsi per tutto il Paese, che denunciano inoltre atti di intimidazione in corrispondenza dei seggi. La rappresentante Olga Valle ha segnalato l’arresto di un giornalista di Masaya Al Día, un media indipendente, mentre copriva il processo elettorale, prima di liberarlo solo dopo la chiusura del voto. I militanti del Frente Sandinista de Liberación Nacional, il partito di Ortega protagonista della rivoluzione che destituì il dittatore Anastasio Somoza, avrebbero fatto visita ad alcune case per obbligare i cittadini a votare.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, non ha tardato a definire le elezioni una “farsa”, posizione che sostiene già da tempo. Durante l’estate, il governo di Ortega ha infatti arrestato quasi 40 oppositori tra politici, attivisti e imprenditori, tra cui risultano anche sette “pre-candidati” alla presidenza. Le accuse sono sempre le stesse: si va dalla cospirazione al riciclaggio, passando per il tradimento, grazie alla controversa legge “per la difesa dei diritti del popolo all’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione per la pace”. In questo modo, tutti gli oppositori che aspiravano alla presidenza sono stati esclusi. Tra i più importanti figurano anche Cristiana Chamorro, figlia dell’ex presidente Violeta Barrios de Chamorro, e Pedro Joaquín Chamorro.

La morsa sulle opposizioni
Per dare alle elezioni una parvenza di legittimità, i candidati oppositori sono stati sostituiti da cinque liste di partiti considerati “collaborazionisti” con il regime. Il più importante, il Partido Liberal Constitucionalista (Plc), ha ottenuto il 14,14%, dopo aver precedentemente aiutato Ortega a eliminare l’ultima forza intenzionata a contrastarlo: l’Alianza Ciudadanos por la Libertad. Il Plc, formazione dell’ex capo dello Stato Arnaldo Alemán (1997-2002) lo aveva accusato di “violazione della legge elettorale” per la doppia nazionalità, nicaraguense e statunitense, della sua presidente, Kitty Monterrey. Il Poder Electoral ha deciso quindi di annullare il passaporto nicaraguense e di cancellare il suo documento di identità e il certificato di nascita, portando all’esclusione del partito.

Tra gli altri contendenti, solo due hanno superato il 3%, Camino Cristiano, rappresentato dal pastore evangelico Guillermo Osorno e Alianza Liberal, di Marcelo Montiel. Nessuno di loro ha avuto modo di portare avanti la campagna elettorale, ridotta al minimo dalle restrizioni anti-Covid, che hanno imposto un limite di 200 persone agli eventi in presenza. Ma formazioni come Camino Cristiano non hanno neanche sfruttato i canali social, perché non avevano alcun profilo o non lo usavano da anni.

Le sfide del presidente
Ortega e Murillo hanno violato il silenzio elettorale attaccando nuovamente gli oppositori per le proteste del 2018 contro la riforma delle pensioni, che hanno causato oltre 300 morti. Nel frattempo, in Costa Rica, gli emigrati nicaraguensi si sono riuniti per protestare contro quella che il sandinista definisce “festa civica”.

Sul piano internazionale, però, la coppia presidenziale non avrà vita facile. Oltre alle sanzioni di Unione europea e Stati Uniti, Biden sta studiando la possibilità di ridiscutere la partecipazione del Nicaragua nel trattato di libero commercio tra i due Paesi e la Repubblica Dominicana.

A cura di Alessandro Leone, autore Centro e Sud America

Foto di copertina EPA/Jeffrey Arguedas 

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