IAI
I VOLTI DI VISEGRÁD

Eduard Heger: dalle panche di una Cattedrale alla premiership in Slovacchia

1 Ott 2021 - Osservatorio Sociale Mitteleuropeo (Osme) - Osservatorio Sociale Mitteleuropeo (Osme)

È l’attuale primo ministro slovacco, carica che ha assunto il 1° aprile scorso. Si tratta di Eduard Heger, l’uomo che è subentrato a Igor Matovič alla guida del governo del Paese dopo che quest’ultimo aveva presentato le dimissioni. Un premierato breve, quello di Matovič: entrato in carica il 21 marzo 2020, l’ex primo ministro ha avuto quest’anno seri problemi legati alla sua gestione della pandemia.

All’insaputa del resto del governo e della maggioranza che lo sosteneva, aveva deciso di acquistare 200 mila dosi del vaccino russo Sputnik V non autorizzato dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, in più era divenuto bersaglio di aspre critiche per il modo in cui stava gestendo la seconda ondata pandemica. Si parla del periodo compreso fra febbraio e marzo di quest’anno, durante il quale la Slovacchia ha avuto il triste record dei decessi pro-capite tra gli stati membri. In considerazione di questo stato di cose Matovič si è dimesso, cosa avvenuta il 29 marzo scorso lasciando il posto a colui che era stato numero due e ministro delle Finanze del suo governo.

Manager di Dio
Nato a Bratislava nel 1976, Eduard Heger si è laureato ventitré anni dopo alla facoltà di economia dell’Università della capitale col titolo di ingegnere. Dopo gli studi universitari ha avuto diverse esperienze professionali che, tra il 1998 e il 2000, l’hanno visto assumere, perlopiù, cariche dirigenziali in ambito commerciale. Dal 2001 al 2005 è stato attivo in veste di consulente per la società statunitense Cubic Application che svolgeva opera di consulenza per il ministero della Difesa slovacco.

Nel periodo compreso fra il 2005 e il 2007 ha operato come amministratore della comunità cristiana slovacca sotto l’egida della Cattedrale di San Martino a Bratislava. Heger ha infatti fama di essere un credente convinto, tanto che, nel tempo libero, ha più volte preso parte all’erogazione di servizi offerti dalla Chiesa cattolica slovacca. Un tempo ateo, si è convertito al cristianesimo dopo la morte del padre avvenuta nel 1999, anno della sua laurea.

Dopo il lavoro di amministratore della comunità cristiana del Paese, Heger si è riavvicinato al settore commerciale operando, fra il 2007 e il 2016 negli Stati Uniti come country manager per conto del produttore slovacco di vodka Old Nassau. Esperienze professionali, quelle appena esposte, che l’hanno aiutato ad affinare le sue capacità manageriali. Capacità che, a un certo punto, il protagonista di questo breve racconto ha deciso di destinare all’attività politica che ha intrapreso, in modo strutturato, nel 2016.

Inquisizione slovacca
La sua scelta è caduta sul partito conservatore OL’Ano (Obyčajní Ľudia a Nezávislé Osobnosti, Gente Comune e Personalità Indipendenti, spesso chiamato semplicemente “Gente Comune”). Sarà utile a questo punto soffermarsi sulla natura di questa forza politica. Si tratta di un partito fondato nel 2011; le prime elezioni alle quali partecipa sono le legislative del 2012 in seguito alle quali manda 16 deputati al Parlamento che quattro anni dopo diventano 19. Alle europee del 2019 manda un eurodeputato al Parlamento europeo, che siede nel gruppo del Ppe, e alle politiche nazionali dell’anno successivo ottiene quasi il 25% dei voti diventando il primo partito del Paese.

OL’Ano è conosciuto come partito impegnato nella lotta alla corruzione, nel sostegno all’inasprimento delle pene contro i corrotti e alla realizzazione di una maggiore trasparenza negli affari pubblici. Definita populista, nel 2019 questa forza politica ha chiesto severe restrizioni in materia di interruzione di gravidanza e suggerito sanzioni pecuniarie per le donne ultra-quarantenni che ricorrevano all’aborto. La proposta comprendeva anche una serie di linee guida alle quali i medici si sarebbero dovuti attenere nell’esporre alle interessate la procedura relativa all’interruzione di gravidanza e le sue possibili conseguenze a livello psicologico.

Vi è da aggiungere che, nel corso della campagna elettorale del 2019 Matovič ha dichiarato che OL’Ano non intendeva dar luogo a coalizioni di governo con partiti favorevoli alle unioni civili per le coppie dello stesso sesso. Inoltre, sempre questo partito respinge il sistema delle quote di ricollocamento dei migranti sostenute dalla Commissione europea.

L’anti-burocratico
Ma torniamo a Eduard Heger che, prima di diventare capo del governo, è stato autore di una scalata interessante all’interno di OL’Ano. Nel 2016 si è presentato alle parlamentari ed è stato eletto deputato. Successivamente è diventato presidente del gruppo parlamentare di tale forza politica, presidente del Comitato del Consiglio nazionale per il controllo dell’intelligence militare e membro dei comitati del Consiglio nazionale per gli affari economici ed europei.

In prima linea nella critica al governo di Robert Fico, nel corso del suo mandato è stato definito il secondo membro più attivo del Consiglio nazionale. Come tale ha presentato oltre 170 progetti di legge e preso la parola in Parlamento 680 volte. Da ministro ombra delle Finanze all’interno dell’opposizione, ha redatto il programma economico del movimento di cui fa parte per ottenere finanze pubbliche “sane” e presentato una serie di misure per combattere la burocrazia.

Da buon membro di OL’Ano si è impegnato in proteste contro la corruzione nelle alte sfere e ha organizzato, insieme ad altri, l’iniziativa “Stop Gambling” volta a vietare il gioco d’azzardo e le slot machine. Heger è noto per le sue posizioni conservatrici moderate e in un certo qual modo liberali rispetto all’interruzione di gravidanza, alle questioni riguardanti la comunità Lgbtq e alle politiche sulla tossicodipendenza. Primo ministro dalla scorsa primavera, ha in mente una Slovacchia giusta e pronta a combattere il malaffare dovunque si annidi; Slovacchia che a metà settembre ha ricevuto la visita di papa Francesco.

Foto di copertina EPA/STEPHANIE LECOCQ

Nel 30esimo anniversario dalla creazione del Gruppo di Visegrád (che abbiamo ricordato qui), AffarInternazionali cura un ciclo di approfondimenti sui volti che popolano l’universo dei quattro Paesi che fanno parte della formazione (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca), in collaborazione con l’Osservatorio sociale mitteleuropeo (Osme).