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Tra maggioranza e opposizione

La spada di Damocle finlandese su Next Generation EU

5 Mag 2021 - Gianfranco Nitti - Gianfranco Nitti

La Commissione europea, al 4 maggio, ha ricevuto un totale di 14 Pnrr, i piani nazionali di ripresa e resilienza, da Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Polonia. Nel testo presentato a Bruxelles, l’Italia ha richiesto un totale di 191,5 miliardi di euro di sostegno nell’ambito del dispositivo di ripresa e resilienza (Rrf) del Recovery Plan Next Generation EU, di cui 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti. Il Pnrr italiano e quello degli altri Stati membri dovranno adesso essere valutati dalla Commissione e approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata.

Il piano italiano è strutturato intorno a sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; coesione e inclusione; salute. I progetti del piano coprono l’intera durata del Rrf fino al 2026, proponendo interventi in tutte e sette le aree chiave europee.

Tuttavia, una mina vagante potrebbe far saltare tutta la costruzione ideata dall’Europa per far risollevare i Paesi membri dalla batosta pandemica. Questa bomba a tempo, che andrà disinnescata con un forte impegno, è rappresentata dalla Finlandia, che farà avere il proprio Pnrr alla Commissione nelle prossime settimane.

La ratifica della decisione sulle risorse proprie
La decisione sull’incremento delle risorse proprie, che serve come garanzia per l’emissione degli Eurobond necessari a finanziare l’intero Next Generation EU, deve essere infatti ratificata da tutti i Paesi membri: è sufficiente che un Paese si opponga per a far saltare la macchina (o, più verosimilmente, a ritardarne la partenza); se Polonia e la Germania hanno rimosso i propri ostacoli, la Finlandia sembra avviata su una salita difficile.

La commissione Affari costituzionali del Parlamento finlandese, l’Eduskunta, ha infatti deciso che il pacchetto sia approvato dall’Aula con una maggioranza qualificata dei due terzi ma il governo di coalizione guidato da Sanna Marin non ha i numeri per raggiungere la soglia. In commissione Affari costituzionali, il partito di Centro, che pure fa parte del governo, ha votato insieme all’opposizione, facendo passare la richiesta di una maggioranza qualificata invece di una semplice, e mettendo quindi in difficoltà la coalizione.

Se gli altri quattro partiti di governo (Sdp, Alleanza di sinistra, Verdi e Partito popolare svedese) dovrebbero sostenere il pacchetto, il principale partito di opposizione, il partito di Coalizione Nazionale (Ncp), in gran parte filo-europeo, che pure ha criticato alcune scelte sul pacchetto per la ripresa, ora detiene i voti decisivi per la sua approvazione o meno. I responsabili del gruppo parlamentare dell’Ncp hanno annunciato che il partito si asterrebbe sulla ratifica della decisione sull’incremento delle risorse proprie, che considera problematico in quanto spinge l’Ue verso trasferimenti fiscali, tuttavia consentendo al governo di ottenere comunque una maggioranza di due terzi, se tutti i parlamentari dei partiti di governo votassero per il pacchetto. Se tutti gli eletti del Ncp si astenessero, ci sarebbero 161 voti attivi disponibili e una maggioranza dei due terzi sarebbe pari a 108 voti, alla portata dei cinque partiti di governo, che dispongono di 117 dei 200 dell’Eduskunta.

“Situazione complicata”
Il leader del gruppo parlamentare del partito di Centro aveva detto in precedenza che i propri deputati si sarebbero espressi a favore della ratifica, ma questo calcolo è stato di nuovo messo a rischio quando almeno due deputati dell’Ncp hanno annunciato che avrebbero comunque votato contro il pacchetto. Il dispositivo di ripresa e resilienza di Next Generation EU fornirà circa 672,5 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni per aiutare gli Stati membri a riprendersi dalla recessione indotta dalla pandemia. In base al pacchetto, la Finlandia riceverebbe circa 2,9 miliardi di euro nel prossimo futuro per rimborsarne circa 6,6 miliardi di euro entro il 2058.

Il leader dell’Ncp, Petteri Orpo ammette che la situazione è complicata per la sua formazione, ma ribadisce che il partito di Coalizione nazionale è il “più europeista” della Finlandia e apprezza la stabilità che l’Ue offre ai suoi Stati membri. Tuttavia, l’Ncp considera il voto sull’aumento delle risorse proprie dell’Unione un passo verso il debito comune per finanziare le uscite dei Paesi finanziariamente meno stabili. La palla passa ora alla commissione parlamentare per le Finanze, che redigerà una relazione finale che sarà posta in votazione in Parlamento.

Per Orpo, “deve inviare un messaggio chiaro che delinei la posizione della politica europea finlandese e della politica economica in Europa in futuro. Non vogliamo che misure come questa diventino una soluzione permanente“, aggiungendo però che un voto contrario avrebbe effetti catastrofici sulla Finlandia.

Una situazione altalenante ed instabile che potrebbe sfociare in un risultato imprevedibile e con riflessi su tutta l’Ue.