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Rai Documentari

Il linguaggio del documentario Pbs sulle elezioni Usa 2020 trasmesso dalla RAI

27 Ott 2020 - Duilio Giammaria - Duilio Giammaria

Rai Documentari, in collaborazione con la televisione pubblica americana PBS e il programma televisivo FRONTLINE, ha presentato due serate evento alla vigilia delle elezioni presidenziali americane del prossimo Novembre. Il documentario “THE CHOICE – LA SCELTA”, in onda il 26 ottobre in prima serata su RAIDUE, contiene un grande racconto, esclusivo e unico nel suo genere, dei due candidati, Donald Trump e Joe Biden oggi in corsa per la Presidenza della prima potenza economica e militare del mondo: gli Stati Uniti d’America.

Grazie a testimonianze inedite come Mary Trump, la nipote del Presidente in carica, la seconda moglie di Joe Biden Jill Jacobs, Steve Bannon, stratega di Donald Trump e John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale, entrambi licenziati dall’attuale Presidente. “LA SCELTA” ricostruisce fedelmente le carriere, le personalità e i messaggi diametralmente opposti dei due antagonisti a pochi metri dal rettilineo finale del prossimo 3 Novembre.
Il Capitolo seguente del grande racconto in vista delle Elezioni presidenziali 2020, “AMERICAN’S GREAT DIVIDE – da Obama a Trump!”, sarà invece in onda sempre in prima serata su Rai Due il 2 novembre prossimo.
Duilio Giammaria, direttore di RAI Documentari, la neonata struttura che produce, co-produce, seleziona le migliori produzioni al mondo con l’obiettivo di creare in RAI e in Italia un presidio industriale del genere, racconta ai lettori di Affarinternazionali alcune peculiarità dei due documentari.

Nell’epoca dell’abbondanza dell’informazione digitale, la biografia e il linguaggio del documentario potrebbero apparire desueti. La Scelta, il documentario dell’acclamato gruppo di reporters di Frontline Pbs, trasmesso da Rai Documentari su Rai2, dimostra che non è così.

Biden scopre di avere la balbuzie mentre frequenta la scuola cattolica di provincia. Lo prendono in giro e viene persino bullizzato. La sua tenacia lo porterà a diventare il rappresentante degli studenti. Prima dote: la perseveranza. Nell’episodio successivo si vede Biden, molti anni dopo, imitare al limite del plagio il discorso del laburista inglese Kinnock: inchiodato dall’evidenza, chiede scusa e va avanti.

Trump è troppo vivace persino per il padre, l’immobiliarista Fred Trump che guida la famiglia con pugno di ferro: la sua esperienza nel collegio militare lo forma sino a trasformarlo nel bullo del college. Quando una ragazza bianca viene violentata a Central Park, Trump compra pagine dei giornali per chiedere la condanna a morte dei giovani sospettati neri. Saranno pienamente assolti e Trump non ammetterà mai il proprio errore.

Stralci di vita che dimostrano il carattere psicologico dei due candidati e che spiegano come Trump si senta ancora in corsa dopo il drammatico errore di sottovalutazione del Covid-19 o come l’ultrasettantenne Biden si presenti ancora fresco alla sua terza campagna elettorale presidenziale.

Ogni quattro anni esattamente pochi giorni prima delle elezioni, l’americana Pbs, quel che più vicino c’è all’idea di servizio pubblico radiotelevisivo negli Usa, presenta The Choice. La Scelta è il frutto di un certosino lavoro di ricerca di un gruppo di reporter guidati da Michal Kirk, sulla base dell’assunto che il diavolo si nasconda nel dettaglio, anche quando questo sia un semplice evento di vita.

Biden in un fuori onda, si esprime in modo inappropriato sul conto della stella nascente Obama, definendolo il libro dei sogni perfetto: di colore, ma elegante, senza background ma colto… una vera gaffe sul filo del razzismo? Le sue pronte scuse e le spiegazioni suadenti lo trasformeranno nel miglior alleato di Obama che lo sceglierà come suo vice. Come trasformare una gaffe in una vittoria.

Stile diametralmente opposto quello di Trump, nell’episodio perfettamente ricostruito della registrazione indiscreta di Trump che rivela al suo interlocutore il suo successo di seduttore manesco… “le prendo da lì… le bacio… non sanno resistermi”. E’ l’allora consigliere Steve Bannon che rivela come quell’audio arrivò con l’effetto di una bomba atomica nel comitato elettorale di Trump e come tutti si convinsero che sarebbe stato la fine della sua candidatura. Invece nulla: il metodo Trump quello imparato dal suo avvocato, il famigerato Roy Cohen, il “fixer” di McCarthy: mai chiedere scusa e andare avanti a muso duro.

La Scelta 120′ (in onda su Rai2, Lunedì 26 Ottobre alle 21.30) di avvincente ricostruzione giornalistica è un ottima occasione per osservare come anche le grandi personalità politiche siano forgiate dagli eventi della vita quotidiana, un po’ quello che gli storici francesi degli Annales definivano la micro-storia.