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"Rage". Il nuovo libro del giornalista

“Trump sapeva del virus ma tacque”: tutte le rivelazioni di Woodward, Mr Watergate

11 Set 2020 - Giampiero Gramaglia - Giampiero Gramaglia

Nel giorno in cui riceve una nomination per il Nobel della Pace, di cui si dice onorato, ma che lascia il tempo che trova, Donald Trump si ritrova nei guai per l’ennesimo libro: questa volta, il titolo è breve, “Rage”, Rabbia, e l’autore è un giornalista famoso e iper-rispettato, Bob Woodward, colui che, con Carl Bernstein, svelò lo scandalo Watergate. A Woodward, il cui libro uscirà martedì 15 settembre, Trump ha concesso 18 ampie interviste (registrate) tra dicembre e luglio.

Anticipazioni del libro erano già trapelate, specie sul rapporto tra Trump e il dittatore nord-coreano Kim Jong-un. Ora s’apprende, tra l’altro, che il presidente sapeva, settimane prima del primo morto Usa per Covid-19, quanto il virus fosse pericoloso, trasmissibile per via aerea, altamente contagioso e “più fatale di una forte influenza”, ma volle “sempre minimizzarlo per non creare panico”. Frasi che contrastano con tutta la costante narrativa del magnate sul coronavirus.

I dati della Johns Hopkins University indicano che, alla mezzanotte sulla East Coast, i contagi nell’Unione superavano i 6.360.000 e i decessi i 190.800 – di nuovo più di mille in 24 ore -.

Comizi che saltano, candidature al Nobel che arrivano
Due comizi di Trump previsti nel fine settimana in Nevada sono stati cancellati. Il Las Vegas Review-Journal attribuisce la decisione alle restrizioni anti-coronavirus imposte dal governatore Steve Sisolak, democratico, tra cui l’obbligo di mascherina e la limitazione degli assembramenti (massimo 50 persone). La campagna di Trump e il partito repubblicano hanno raccolto in agosto 210 milioni di dollari, molto meno dei 364 milioni ricevuti da Joe Biden e dal partito democratico.

A pensare a Trump per il Nobel per la Pace è stato un parlamentare norvegese, che ha formalmente segnalato il presidente per il ruolo di mediazione nell’accordo di pace tra Israele e Emirati Arabi Uniti. “Penso che Trump abbia compiuto più sforzi di qualunque altro candidato per creare la pace tra le nazioni”, ha detto Christian Tybring-Gjedde parlando alla Fox News.

Le reazioni dopo le parole sul coronavirus
Trump non smentisce il contenuto delle interviste a Woodward, ma, in conferenza stampa, spiega: “L’ultima cosa che volevo era creare il panico… Il lavoro che abbiamo fatto è stato incredibile. Ma non volevamo instillare il panico, non volevamo saltare su e giù e cominciare a gridare che abbiamo un problema che è un tremendo problema, spaventare tutti”. La sua portavoce Kayleigh McEnany nega che Trump abbia intenzionalmente fuorviato gli americani sulla gravità del coronavirus.

Lo sfidante democratico Joe Biden, invece, commenta, parlando nel Michigan: Trump “ha mentito agli americani sui pericoli del virus, che conosceva con un anticipo di settimane” e la sua “negligenza è costata vite e ha causato la recessione economica… Non ha fatto il suo lavoro, di proposito”.

Il candidato democratico ha poi twittato: “Se sarò eletto, dirò sempre la verità. Ascolterò gli esperti e farò tutto il possibile per contenere il virus. Metterò sempre al primo posto la salute e la sicurezza, indipendentemente dal costo politico”.

Il giornalista Bob Woodward

Giudizi poco lusinghieri
Il libro di Woodward contiene giudizi duri su Trump di ex responsabili di Difesa e Intelligence. L’ex capo del Pentagono Jim Mattis definisce il magnate “pericoloso” e “inadatto” ad essere ‘comandante in capo’. L’ex capo dell’Intelligence Dan Coats, scrive Woodward, “continua ad avere l’intima convinzione, che va crescendo invece di diminuire, benché non sia suffragata da prove, che il presidente russo Vladimir Putin abbia qualcosa su Trump. Come altro spiegare il comportamento del presidente? Coats non è in grado di vedere altre spiegazioni”.

Woodward riporta anche le parole del virologo Anthony Fauci, lo scienziato più noto e autorevole della task force della Casa Bianca contro l’epidemia: “La durata dell’attenzione di Trump è un numero negativo” e la sua leadership è “senza timone”, “il suo unico scopo è essere rieletto”.

La Cnn ha trasmesso vari passaggi delle interviste rilasciate da Trump a Woodward, comprese quelle in cui ammette che conosceva in anticipo la pericolosità del virus e che ha sempre voluto sminuirlo per non creare panico. Bernstein, il giornalista che con Woodward svelò il Watergate, punta il dito contro il presidente: “Lo ascoltiamo insabbiare questa grave emergenza nazionale. Questo è uno dei più grandi crimini presidenziali di sempre, forse è il più grande crimine presidenziale, e abbiamo la pistola fumante della registrazione di un presidente che lo commette”, ha detto alla Cnn.

La relazione “fantasy” con Kim
Nel libro di Woodward, Trump descrive così la chimica con il dittatore nordcoreano Kim Jong-un: “Tu incontri una donna. In un secondo sai se accadrà o meno. Non ti ci vogliono 10 minuti o sei settimane … Ti porta via meno di un secondo”. Il magnate riferisce anche dettagli delle lettere che lui e Kim si sono scambiati: in una, Kim scrive che la loro relazione è come un “film fantasy”.

Woodward cita una frase di Trump nel 2017 al suo consigliere per il Commercio Peter Navarro contro i vertici militari: “I miei dannati generali sono un branco di femminucce. Si preoccupano più delle loro alleanze di quanto facciano degli accordi commerciali”.

Quando il giornalista gli chiede se come “bianco e privilegiato” non pensa di dover fare uno sforzo per capire la rabbia e il dolore degli afro-americani, il presidente risponde: “No, non lo penso affatto, lei ha bevuto davvero il Kool-Aid”. L’espressione significa credere ciecamente a qualcuno, o in qualcosa, senza metterlo in discussione e fa riferimento al suicidio di massa di Jonestown (Guyana) del 1978, quando oltre 900 seguaci di un predicatore religioso obbedirono ai suoi ordini e si tolsero la vita ingerendo una bevanda in cui era stato sciolto cianuro.

Nel 2018, era uscito un primo libro di Woodward su Trump, senza interviste: ‘Fear’, Paura.