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Macron cambia premier: un nuovo governo per mettere al sicuro la rielezione

3 Lug 2020 - Alberto Toscano - Alberto Toscano

“Il primo ministro Édouard Philippe ha rassegnato le dimissioni del suo governo e il presidente della Repubblica Emmanuel Macron le ha accettate”, recitano le fonti dell’Eliseo nell’annunciare, la mattina 3 luglio, la svolta al vertice della Francia. Comincia così la nuova fase del mandato quinquennale di Macron, decollato nel maggio 2017 con la netta vittoria al secondo turno delle presidenziali a spese di Marine Le Pen. Sullo sfondo delle dimissioni-licenziamento di Édouard Philippe e della nomina quasi immediata del successore Jean Castex si stagliano due date: il 28 giugno 2020 (secondo turno delle elezioni comunali) e il periodo aprile-maggio 2022, quando si svolgeranno le presidenziali.

La batosta delle comunali
Domenica scorsa, alle comunali, gli elettori hanno sconfessato il partito La République en Marche (in sigla Lrm) che fa riferimento a Macron. Una duplice batosta derivata da un’astensione record (quasi il 60%) e da un voto alle formazioni d’opposizione. Se l’astensione ha indicato la crescente sfiducia dei francesi nell’insieme della classe politica, il voto alle opposizioni ha fustigato in particolare l’équipe macronista. Nel 2017 Macron prometteva di superare il vecchio steccato destra-sinistra. Dopo le recenti elezioni comunali, la destra e soprattutto la sinistra ecologista hanno buone ragioni per sorridere. Gli steccati sono rinati, ma stavolta dividono Macron e il suo partito dal resto del Paese.

A destra (malgrado qualche pesante sconfitta sul piano locale), i neogollisti dei Républicains hanno conquistato circa la metà delle città di oltre novemila abitanti. Grazie all’ondata ecologista, già registrata in Francia alle europee del 2019, la sinistra ha riconquistato Parigi e ha espugnato la conservatrice Bordeaux. Gli ecologisti cantano giustamente vittoria e i socialisti sembrano rinati, grazie tra l’altro alle conferme di Anne Hidalgo a Parigi e di Martine Aubry a Lille. Il bilancio di Lrm nella capitale è disastroso: sui 17 municipi (gli arrondissements sono 20 ma quattro di loro sono stati per la prima volta accorpati) uno solo è stato vinto da una candidata presentatasi al secondo turno sotto le bandiere macroniste.

Un nuovo cast per sperare nel bis all’Eliseo
Macron si era presentato come un riformatore, ma adesso (dopo il sostanziale fallimento della legge sulle pensioni) il suo programma è chiaramente in crisi. Dunque deve modificarlo, rilanciarlo e renderlo credibile. Modificarlo in senso ambientalista e sociale: l’onda verde e le inquietudini sanitarie sono due aspetti dello stesso anelito popolare verso uno Stato buono, giusto, efficace e generoso. Rilanciarlo grazie a nuove forme di partecipazione alla vita democratica locale e nazionale. Renderlo credibile grazie a nuovi interpreti del film con cui spera di sedurre la Francia nella primavera 2022.

Il nuovo premier francese Jean Castex

Un cast al cui vertice c’è il nuovo primo ministro Jean Castex e che – almeno dal punto di vista dell’Eliseo – continua a includere Édouard Philippe, ormai solo sindaco della città di Le Havre. Philippe è più popolare di Macron, deciso a tenerlo agganciato al proprio carro per evitare gli vengano strane idee (presentarsi lui stesso o sostenere un altro candidato) in vista delle presidenziali del 2022.

Monsieur Déconfinement
L’uomo chiave, accanto a Macron, della politica francese è dunque Castex, un signore di 55 anni, che conosce a menadito l’Eliseo per essere stato uno dei più stretti collaboratori del presidente Nicolas Sarkozy come suo vice-segretario generale dell’Eliseo. Castex è un politico col cuore a destra ed è dal 2008 sindaco di Prades, un comune di seimila anime incastonato tra il Mediterraneo e i Pirenei. Ma è soprattutto un tecnocrate, figlio (come Macron) dell’Ecole nationale d’adminstration (Ena), che dai primi anni del dopoguerra sforna prefetti, manager pubblici, alti funzionari e tutto quanto fa potere. Alcuni media francesi presentano (probabilmente con ragione) Castex come un uomo aperto, gioviale, efficace e sensibile alle tematiche sociali.

Tra le sue responsabilità degli ultimi mesi c’è stata quella di organizzare l’uscita dal “confinamento” dopo la fase più acuta dell’emergenza coronavirus. Adesso Castex comincia il lavoro, che non sarà facile, di scelta dei nuovi ministri e di spostamento di alcuni tra quelli vecchi. Macron vuole lanciare al Paese un segnale di cambiamento rispetto alle prime fasi del suo mandato. Ha dunque bisogno di un nuovo governo più che di un semplice rimpasto. La lista dei ministri sarà resa nota ben presto e a quel punto si vedrà quanto il governo Castex sarà davvero nuovo.