IAI
Maarten van Aalderen e NICOLETTA PIROZZI

Italia e Paesi Bassi: due visioni d’Europa?

21 Lug 2020 - La redazione - La redazione

Pubblichiamo la trascrizione audio degli interventi di Maarten van Aalderen (Corrispondente del quotidiano olandese De Telegraaf in Italia) e di Nicoletta Pirozzi (Responsabile delle relazioni istituzionali e del programma “Ue, politica e istituzioni” dell’Istituto Affari Internazionali) durante lo Speciale Spazio transnazionale – la trasmissione di Radio Radicale sull’attualità internazionale condotta da Francesco De Leo – dedicato al vertice straordinario del Consiglio europeo.

Maarten van Aalderen: “Vorrei chiedervi se sapete per quale motivo l’Olanda è diffidente nei confronti dell’Italia quando si tratta della gestione dei fondi pubblici. Questo deriva dal fatto che noi abbiamo un debito pubblico in Olanda che a fine dell’anno arriverà al 63% del Pil, mentre in Italia la previsione è del 155% del Pil e questo non dipende soltanto dal Covid-19, che c’è stato anche in Olanda. È una questione di un’eredità, spesso si dice degli anni ’80. È probabile che sia così. Rutte non è contro l’Italia, anzi lui ama l’Italia. Lui è rappresentante della destra liberale, non sovranista. Il partito di cui lui è capo, il Vvd, è la destra liberale che è sempre mancata in Italia, perché la Lega e Fratelli d’Italia sono di una destra sovranista diversa. È una questione di mentalità. Un aspetto fondamentale della destra liberale olandese è il concetto dell’auto-responsabilità. Quando Rutte in un’intervista per il magazine “7” del Corriere della Sera dice che l’Italia deve imparare a farcela da sola, per gli italiani è una cosa scandalosa, mentre per gli olandesi dice un’ovvietà. È una questione di mentalità liberale, perché nel liberalismo bisogna imparare a pedalare da soli. Gli olandesi da quando vanno in bicicletta da piccoli devono imparare a pedalare da soli e se vanno controvento sono costretti a pedalare di più. È una mentalità che da noi c’è sin dall’infanzia. Questa mentalità della destra liberale non c’è in Italia”.

Nicoletta Pirozzi:”Nessuno con un approccio moderato e analitico può contestare il fatto che all’Italia è mancata negli scorsi anni una volontà e una capacità di riforma che l’Europa si aspetta. Questo è stato a causa dei profondi problemi strutturali che ha il nostro Paese. Sicuramente, – concordo con chi mi ha preceduto- non aiuta il fatto che non sia ancora arrivato da parte del governo un piano credibile di ripresa e riforma che vada al di là di un generico impegno per un’Italia smart and green, che dal punto di vista del linguaggio è molto sexy ma per il momento ha poca sostanza. Questi sono dati incontrovertibili.  D’altra parte è vero che l’Italia viene costantemente attaccata – a ragione- per il livello insostenibile del debito pubblico, ma altri Paesi hanno altri scheletri nell’armadio, a partire dall’Olanda con tutta la questione legata ai paradisi fiscali e al benificio tratto dall’attuale assetto dell’eurozona. In generale, non fa bene scendere in questa logica di contrapposizione tra i diversi Paesi membri. Non fa bene ai singoli Paesi e all’Europa, anche perché ci sono leader e istituzioni europee che si stanno impegnando per trovare una soluzione costruttiva. Credo che l’immagine che abbiamo visto dell’incontro informale a margine del vertice tra il presidente Charles Michel, la presidente Ursula Von der Leyen, il presidente Emmanuel Macron e la cancelliera Angela Merkel sia un’esemplificazione plastica di quello che intendo”.