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L'UNGHERIA E IL CORONAVIRUS

Il Parlamento ungherese concede pieni poteri ad Orbán

30 Mar 2020 - Giulio Ucciero - Giulio Ucciero

Il Parlamento ungherese ha votato il 30 marzo 2020 la concessione dei pieni poteri per il premier Viktor Orbán per combattere il coronavirus. Nei termini della legge, Orbán, – scrive il sito dell’Ansa – senza limitazione di tempo, può governare sulla base di decreti, chiudere il Parlamento, cambiare o sospendere leggi esistenti e ha la facoltà di bloccare le elezioni. Spetta a lui determinare quando finirà lo stato di emergenza. Inoltre, chi diramerà “false notizie” rischierà da 1 a 5 anni di carcere.

La legge è passata con 138 voti favorevoli contro 53 contrari. Hanno votato a favore i deputati di Fidesz ed alcuni dell’estrema destra. L’opposizione ha cercato di far inserire nel testo una limitazione temporale di 90 giorni, garantendo in cambio il suo appoggio, ma Orban ha rifiutato.

Il sito dell’agenzia riporta le prime reazioni politiche nel Paese. “Oggi inizia la dittatura senza maschera di Orbán”, dichiara il leader dei socialisti ungheresi Bertalan Toth, mentre il presidente del partito nazionalista Jobbik ha parlato di “colpo di Stato”.

“Valuteremo le misure approvate in tutti gli Stati membri alla luce dei diritti fondamentali – scrive su Twitter il commissario alla Giustizia Didier Reynders, responsabile anche della tutela dello stato di diritto -. È in particolare il caso dell’Ungheria, che oggi ha votato nuovo provvedimento sullo stato di emergenza che introduce sanzioni penali per la diffusione di false informazioni”. Nel settembre 2018 il Parlamento europeo aveva chiesto al Consiglio di agire per evitare che Budapest violasse i valori fondamentali dell’Unione europea, in particolar modo con riguardo a indipendenza giudiziaria, libertà di espressione, diritti delle minoranze e di migranti e rifugiati.

Il voto in aula era inizialmente previsto la settimana scorsa, ma l’ostruzionismo dell’opposizione lo ha fatto rimandare ad oggi, quando è stata sufficiente la maggioranza dei due terzi dei parlamentari. Il provvedimento votato dal Parlamento magiaro prevede le misure più restrittive oggi in vigore nei Paesi del Gruppo di Visegrád.