IAI
I GIOVANI E L'AMBIENTE, BENE PUBBLICO GLOBALE

Il Premio IAI 2020 dedicato alla crisi climatica

24 Feb 2020 - Margherita Bianchi - Margherita Bianchi

Il pianeta, l’Europa e io: come contrastare i cambiamenti climatici, assicurare un modello di sviluppo sostenibile e tutelare l’ambiente? Questo è il tema che l’Istituto Affari Internazionali ha scelto per la terza edizione del Premio IAI, dedicato ai giovani under 26, studenti delle scuole superiori, universitari e neo-laureati, e assegnato ai migliori saggi su temi riguardanti la realtà europea e globale. Per concorrere, è necessario inviare il proprio saggio e/o il proprio video-clip, entro il termine ultimo del 5 aprile 2020.

 

 

La concentrazione di CO2 in atmosfera è oggi arrivata a livelli mai toccati nella storia della civiltà umana, dandoci per ora solo un assaggio della forza distruttrice del riscaldamento globale: sono sotto i nostri occhi eventi meteorologici sempre più estremi e frequenti – a partire da tempeste e siccità – e i processi potenzialmente irreversibili che stanno minacciando intere comunità –  a partire dall’innalzamento dei mari e dal rischio estinzione di interi ecosistemi terrestri e marini, fino alla desertificazione – tutti responsabili di vecchi e nuovi problemi sociali ed economici in molte aree del mondo. Sullo sfondo, una fortissima crescita della domanda di energia va di pari passo, nei prossimi trent’anni anni, ai processi di urbanizzazione, alla crescita economica e demografica, facendo aumentare i tre grossi problemi della sfida: l’accesso a tutti all’energia e allo sviluppo, ad una produzione sostenibile, alla sicurezza.

In breve, la sfida climatica è evidentemente legata a tutte le altre: il riscaldamento globale potrebbe compromettere gravemente la stabilità politica e la produttività economica, le infrastrutture e il settore agroalimentare, costituire un rischio per la salute pubblica e la biodiversità, aumentare le diseguaglianze e i flussi migratori, compromettere il futuro del lavoro e la fiducia nelle istituzioni democratiche. Ed è anche una questione di equità globale – per il fatto che storicamente alcuni Paesi hanno inquinato più di altri – e di equità intergenerazionale, come ci ricordano i giovani dalle piazze di tutto il mondo.

Nel corso dell’ultimo anno, infatti, milioni di giovani, scesi in piazza con proteste e mobilitazioni, hanno acceso i riflettori sulla necessità di politiche pubbliche mirate a fronteggiare le sfide climatiche. Gli scioperi hanno visto l’Italia tra i Paesi con più alta partecipazione in Europa, continente cui si domanda una rapida transizione verso energie pulite e rinnovabili insieme a paradigmi dell’azione pubblica e del settore privato che siano sostenibili e circolari. Queste proteste a livello europeo hanno contribuito all’ ‘onda verde’ delle ultime elezioni del Parlamento Europeo e alla definizione di una Commissione che sembra voler fare del clima il suo cavallo di battaglia. Per rispondere in maniera adeguata all’emergenza climatica – limitare l’innalzamento globale della temperatura media entro 1,5 gradi come richiesto dalla comunità scientifica – l’Europa vuole, infatti, abbattere le sue emissioni entro il 2050.

L’azione europea, anche qualora ricalcasse le buone intenzioni per ora sul tavolo, comunque non basterebbe: in quanto bene pubblico globale, il clima non può essere preservato senza azione globale. Per questo, negli ultimi tre decenni la comunità internazionale ha profuso sforzi e risorse diplomatiche per stabilire un efficace regime di cooperazione. Nonostante la presa di coscienza dell’opinione pubblica e l’impegno delle Nazioni Unite, tuttavia, la coerenza e l’ambizione dei diversi Paesi differiscono ancora in modo molto significativo, anche nella stessa Unione europea che si erge a leader climatico a fianco della Cina, soprattutto dopo l’uscita di scena dagli Accordi di Parigi degli Stati Uniti. I punti deboli dentro e fuori dall’Unione purtroppo non mancano, ma il 2020 sarà un anno cruciale per capire se davvero ci sarà la volontà di fronteggiare la sfida con gli strumenti adeguati.