IAI
1-Non porre limiti all'immaginazione

Viaggio nei segreti del Giappone

16 Gen 2020 - Umberto Vattani - Umberto Vattani

Tutti i popoli, generalmente, si preparano al futuro, anche quelli che lo temono e vorrebbero che non arrivasse mai. Ma nessuno può farne a meno, nemmeno i più apatici che si mettono prudentemente sulla scia degli altri, più intraprendenti. Pochi sono quelli che abbandonano i sentieri conosciuti, voltano le spalle alle esperienze fatte, cambiano direzione e vanno verso l’ignoto. Tra questi i più temerari, perché maggiormente portati a correre rischi, sono i giapponesi.

Il progresso energetico e tessile sostenibile
Nel campo dell’energia, sono passati come del resto tutta l’umanità, dal fuoco al carbone, dall’elettricità al nucleare. Ma, poi, non paghi e consapevoli che occorre procedere verso un minor impatto ambientale, hanno puntato sull’idrogeno, quando non ci credeva nessuno. Con la loro caparbietà, hanno trovato il modo di addomesticare questo gas leggero, ma difficile da maneggiare perché esplosivo, trasformandolo in uno strumento docile, capace non solo di far funzionare le fabbriche ma anche di muovere i mezzi di trasporto, i pullman e le automobili. Quest’anno, per le Olimpiadi di Tokyo ci si muoverà grazie all’idrogeno o a piedi: tertium non datur.

Lo stesso discorso della realizzazione di ciò che pareva futuribile vale per i nuovi materiali. Cinquant’anni fa fu scoperta la fibra di carbonio, più leggera, più resistente dell’acciaio. Ma tutti ne sottolinearono i limiti, i costi, fermi al bicchiere mezzo vuoto e non a quello mezzo pieno. I giapponesi, tenaci e fautori dell’avvenire, sono andati avanti: oggi sono il principale produttore di questo materiale, fondamentale nella produzione degli aerei e delle macchine da corsa.

Per vestirsi hanno inventato un modo di difendersi dal freddo senza spiumare le oche o tosare le pecore, ricorrendo a materiali leggerissimi, ma assolutamente protettivi contro le intemperie. Oltre alle fibre vegetali, hanno trovato materiali innovativi : così è nata Alcantara, prodotta attualmente principalmente in Italia, dove è diventata un pregiatissimo marchio declinato in tutti gli impieghi del Made in Italy: moda, arredo, design. La più grande catena di negozi di abbigliamento, nata una quindicina di anni fa, ha una gamma di prodotti per tutte le fasce d’età, bambini e adulti, uomini e donne, a prezzi modici con materiali di prima qualità.

L’imponente sviluppo tecnologico, dai treni allo spazio
Non c’è un settore dell’attività umana, del mondo del lavoro, dell’intrattenimento, della medicina, dello spazio, in cui non siano stati creati dai giapponesi modi nuovi di viaggiare, di muoversi, di abitare; oppure non ci sono macchine e apparecchiature brevettate Made in Japan che non abbiano sconvolto e rovesciato il sistema della produzione.

I treni ad alta velocità sono nati in Giappone e il Paese ha ora completato la gamma dei suoi ultimi esemplari, capaci di viaggiare a 400 km l’ora, con i treni a 7 stelle superaccessioriati e di grande comfort che nessuno, neanche il romanziere di fantascienza più creativo, avrebbe mai neppure immaginato. Perfino nelle case dove abitiamo, negli ambienti di ritrovo, negli alberghi, le novità da loro introdotte hanno trasformato il nostro modo di vivere: sono riusciti a popolarli con dei robot, dalla parvenza maschile o femminile, che suonano strumenti musicali, servono da bere, parlano con te e ti danno le informazioni che desideri.

E’ nel campo dell’entertainment che i giapponesi hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere: il primo walkman ci ha consentito di viaggiare con la musica, la televisione ha perso le sue mastodontiche dimensioni, grazie ai pixel le immagini si sono triplicate sugli schermi a un punto tale che l’occhio umano non riesce quasi più a distinguere la differenza tra un’immagine e la realtà.

Persino nella ricerca spaziale hanno seguito un approccio originale. Ai satelliti sempre più pesanti e complessi, i nipponici hanno preferito quelli piccoli, che viaggiano in formazione, in una sorta di costellazione: consentono di vedere quello che succede sul nostro pianeta anche con il cielo coperto di nuvole. Quest’anno tornerà a terra la sonda Hayabusa 2 (Falco pellegrino) che ha raggiunto un asteroide, risalente a 4 miliardi di anni fa, a 342 milioni di km dalla Terra, dal quale ha estratto preziosi frammenti che riporterà nei laboratori per nuove, esaltanti scoperte.

Tokyo: la ‘smart city’ contro i disastri naturali
Soprattutto nelle grandi progettazioni, nella configurazione delle città, le cosiddette ‘città smart‘, il Giappone dimostra la sua visione avanti anni luce. Tokyo è la città più grande del mondo, priva di un unico centro, perché in realtà i centri si sono riprodotti all’infinito. Una metropoli gigantesca in continua metamorfosi. Qui hanno raggiunto risultati notevoli, realizzando sistemi di difesa dalle catastrofi naturali che superano l’immaginazione.

Tokyo è costruita su una immensa pianura dove scorrono cinque fiumi. In passato i tifoni e i monsoni, insieme alle rabbiose piogge torrenziali che li accompagnavano, ingrossavano in poche ore i fiumi, le acque straripavano e si riversavano impetuosamente su ampie zone della città, invadevano le strade, mietendo vittime e distruggendo edifici e centri commerciali. Per evitare il riprodursi di questi disastri e difendere la città dalle inondazioni che si verificavano con una frequenza di 6 – 7 volte l’anno, le autorità metropolitane hanno realizzato, tra il 1992 e il 2006, una faraonica città sotterranea, lunga oltre 6,4 km, che evoca, per la forma sinuosa del percorso, la mitica figura del Drago dell’Acqua.

Al centro di questa città, a 50 metri sotto il livello della strada, si erge una monumentale, solenne cattedrale, sorretta da 59 pilastri di 500 tonnellate ciascuno. Scendere e scoprire all’improvviso una così grandiosa struttura in cemento armato produce nel visitatore un senso di stupore e di sgomento: viene da chiedersi quali giganti abbiano creato un tempio sotterraneo dalle così imponenti dimensioni. Si tratta in realtà di una immensa cisterna alta 25 metri, larga 78 e lunga 177 metri.

Raccolte e convogliate verso 5 immensi cilindri, alti 65 m e dal diametro di 32 m, le acque dei cinque fiumi in piena e delle piogge travolgenti che si abbattono sulla città vengono raccolte e riversate, grazie ad una serie di pompe alimentate da motori più potenti di quelli che sollevano e sostengono in volo i più grandi aerei, nella città sotterranea e condotte nel fiume Edo che precipita e scompare nella baia di Tokyo. Questo sistema che intreccia genialmente architettura e ingegneria, fatto di dighe e di tunnel, costato 2 miliardi di dollari, mette la capitale al sicuro dalle inondazioni che periodicamente la devastavano.

[Segue…]

La seconda parte dell’articolo sarà pubblicata su AffarInternazionali venerdì 24 gennaio 2020.