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Parla direttore Columbia Global Centers

Tunisia: Youssef Chérif, nessuno può recitare il ruolo di Essebsi

9 Ago 2019 - Francesca Caruso - Francesca Caruso

“L’emozione dei tunisini durante i funerali dell’ex presidente Mohamed Beji Caid Essebsi ha dimostrato che oggi non c’è nessun politico in grado di incarnare il ruolo che incarnava lo stesso Essebsi. I partiti tradizionali tunisini hanno avuto una vita difficile durante la dittatura e la maggior parte si sono ricostituiti o formati dopo il 2011. Ma da quel momento, solo Ennahda ha continuato ad essere un partito forte e unito”, dice a Affarinternazionali.it Youssef Chérif, direttore del centro di ricerca Columbia Global Centers di Tunisi.

Professor Chérif, il popolo tunisino è sembrato molto scosso dalla morte del presidente Essebsi. Le sue esequie, oltre ad essere un momento emozionante, hanno rappresentato un momento politico importante per la Tunisia. Perché?
Youssef Chérif – L’ex presidente Essebsi incarnava diverse figure. Quella del vecchio padre di famiglia e del politico che, per otto anni, è stato onnipresente nella vita dei tunisini. E quella del capo dello Stato, intorno al quale si riuniva la patria. Era in un certo senso il successore del presidente Habib Bourguiba, fondatore della Repubblica. La sua perdita è stato un momento di lutto collettivo e anche la dimostrazione che alla fine le divisioni che ci sono tra i tunisini non sono così forti. I funerali hanno anche mostrato che oggi non c’è nessun politico che sia in grado di incarnare il ruolo che rappresentava Essebsi per via del suo carisma ma anche delle circostanze che lo avevano portato al potere otto anni fa. Inoltre, oggi i candidati devono confrontarsi con una popolazione che ha molta diffidenza della classe politica.

Il 15 settembre ci saranno le elezioni presidenziali. Il 6 ottobre quelle legislative. Momenti tesi?
Youssef Chérif – Saranno tesi per via della compagine politica del Paese. I partiti che parteciperanno sono tutti in competizione fra di loro e pochi hanno detto che formeranno delle coalizioni. Nelle prossime settimane vedremo delle provocazioni verbali tra i candidati attraverso i media o Facebook. E inoltre, dato che molti partiti non riescono  a strutturarsi, ci saranno anche molte lotte interne e defezioni, che saranno accompagnate da scandali e accuse reciproche.

La lista dei candidati delle legislative conferma l’emergenza di un blocco di indipendenti. Anche da voi, come in Europa, i partiti tradizionali sono in crisi?
Youssef Chérif – Esattamente. Bisogna ricordarsi che i partiti tradizionali tunisini hanno avuto una vita difficile durante la dittatura, e la maggior parte si sono ricostituiti o formati dopo il 2011. Da quel momento, solo Ennahda ha continuato ad essere un partito forte e unito. Gli altri, di fronte al disinteresse della popolazione che li considera il male del Paese, sono diventati desueti o molto deboli. I partiti in voga oggi non sono quelli che erano in lizza nel 2011 e nel 2014 (a parte Ennahda) e che difficilmente supereranno il 10 per cento. Poi ci sono i nuovi venuti: alcuni sono indipendenti, altri hanno ottenuto dei voti durante le municipali del 2018, altri vengono da associazioni caritatevoli, come il partito politico che si sta formando intorno alla figura di Nabil Karui, fondatore del canale televisivo Nessma.

A metà giugno, erano stati adottati una serie di emendamenti alla legge elettorale che impedivano ai candidati esterni di presentarsi alle prossime elezioni. Crede che Mohammed Naceur, attuale presidente ad interim, cercherà di resuscitare questa legge, che Essebsi aveva affossato?
Youssef Chérif – Mi stupirebbe. C’era voluto molto tempo per adottare la legge e i partiti presi di mira ne hanno guadagnato molta popolarità a causa del fatto che questa legge fosse stata proposta un mese prima delle elezioni. E poi Naceur è qui per gestire gli affari del Paese. Mi sembra difficile che inizi a prendere delle decisioni che rischiano di ridurre la coesione tra i cittadini.

Ennahda parteciperà alle presidenziali e ha da poco annunciato il suo candidato. La Tunisia potrebbe avere un presidente di Ennahda?
Youssef Chérif – Ennahdha, con grande sorpresa, ha appena annunciato che il suo vice-presidente Abdelfattah Mourou sarà il candidato alle prossime elezioni. Ciò detto, il partito non ha la maggioranza assoluta ma tra il 25 e il 40 % dei voti. Quindi il suo candidato, che non è nemmeno appoggiato da tutto l’elettorato del partito, dovrà fare fronte a una forte opposizione e, al secondo turno, al voto utile. Essendo al governo dal 2012, gli sono imputati molti dei problemi economici e di sicurezza.