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Il social e la criptomoneta

Facebook: Libra, vino vecchio in botte nuova?

25 Giu 2019 - Nicola Bilotta - Nicola Bilotta

Dopo aver connesso più di 1.7 miliardi di persone al mondo, Facebook ha lanciato la sua prossima sfida: rivoluzionare il sistema internazionale di pagamenti con una nuova ‘moneta’, la Libra.

Tecnicamente la Libra è una stablecoin, cioè una cripto-valuta la cui stabilità è ancorata alla copertura di una riserva di beni reali – come depositi bancari e titoli a breve termine di valute e Paesi solidi -. Al contrario delle altre stablecoin, il suo valore non è quindi basato su una sola valuta ma su un basket di valute e assets internazionali, mitigando così i rischi speculativi. Inoltre, il suo valore potrà fluttuare giornalmente di un margine massimale del 10%.

La cripto-moneta di Facebook non è conforme all’idea originaria delle cripto-valute, nate con motivazioni politiche prima che economiche, e con l’obiettivo di creare un sistema di pagamenti alternativo, decentralizzato e basato su tecnologie blockchain aperte. La Libra non è nulla di tutto ciò. Il suo scopo è quello di velocizzare i pagamenti tra utenti e di facilitare le transazioni online in una struttura finanziaria tecnologica integrata a quella attuale. Questo strumento non è stato pensato solo per gli utenti Facebook ma anche per il miliardo e mezzo di persone senza un conto bancario che, possedendo uno smartphone, potranno scambiare denaro istantaneamente.

Le caratteristiche di mercato della Libra
Il successo di una moneta dipende da due fattori basilari: deve essere accetta come forma di pagamento e il suo valore non deve essere percepito come troppo fluttuante. Facebook potrebbe avere i presupposti per soddisfare il primo requisito con estrema facilità. Può contare su un rapporto pre-esistente con un enorme base di utenti sulle piattaforme Facebook, Instagram e sull’app di messaggistica istantanea di WhatsApp. Il secondo parametro, invece, richiederà sicuramente uno sforzo maggiore. Bisognerà convincere commercianti e venditori ad usare una cripto-moneta che fluttuerà rispetto alla valuta locale. Quando anche l’accettazione di nuovi strumenti di pagamento semplici come il chip e il pin si è dimostrata lenta e tortuosa, il cammino della Libra potrebbe incontrare degli ostacoli.

L’ambizioso progetto è supportato dalla Libra Association, un’organizzazione indipendente e no-profit, composta da 28 partner. L’ecosistema che ruota attorno alla Libra è eterogeneo e mette insieme i due circuiti di pagamento più importanti al mondo, Visa e Mastercard, con giganti tecnologici e delle telecomunicazioni, come per esempio Vodafone, Iliad, Uber, Ebay e PayPal, con specialisti blockchain e Venture Capital. I membri del consorzio, che dovranno investire 10 milioni di dollari per poter aderire formalmente al progetto, avranno diritto di voto sulla gestione sostanziale riguardante le reti di Libra. Attualmente non è ancora chiaro se tutti i membri abbiano già versato la quota stabilita o abbiano solo preso un impegno.

Aprire le chiave della gestione della nuova moneta è un vantaggio per Facebook che così facendo potrà garantirsi una maggiore fiducia da parte dei consumatori, senza correre il rischio che la Libra sia percepita di sua proprietà, una sorta di ‘Face-coin’. Ma ci sono anche ragioni pratiche dietro tale strategia. Forse la più importante potrebbe essere delegare le problematiche relative alla regolamentazione e alla sicurezza a un soggetto terzo e indipendente, cioè la Libra Association.

Il borsellino digitale Calibra
Intanto Facebook ha già reso pubblico che svilupperà un wallet digitale, Calibra, che sarà integrato a WhatsApp e a Messenger. Calibra permetterà agli utenti di conservare moneta Libra e di accedere alle chiavi crittografiche per gestirla. Quando avverranno i trasferimenti all’interno dell’ecosistema Facebook non ci sarà quindi bisogno del supporto della tecnologia blockchain che verrà invece implementata in caso di pagamenti verso wallet sviluppati da altri operatori. Questo rappresenta un vantaggio per Facebook che, essendo stato il creatore di Libra e potendo sfruttare gli effetti di rete, ha già portato avanti un piano operativo per gestire i flussi di questa moneta tra gli utenti. Calibra potrebbe facilmente imporsi come lo strumento più semplice per i micro-pagamenti nell’ecosistema Facebook – come Facebook Marketplace o Instagram Shopping -, nei trasferimenti – nazionali e internazionali – tra amici e familiari e per le transazioni tra consumatori e negozi terzi.

Nonostante la qualità degli attori coinvolti nel progetto, bisogna anche considerare gli assenti. Nessuna banca ha per il momento appoggiato l’iniziativa, vigilando probabilmente su quale sarà la reazione regolamentaria delle banche centrali. Se fino ad oggi le cripto-valute non hanno mai raggiunto una scalabilità tale da minacciare la stabilità finanziaria di un Paese, la Libra ne potrebbe avere le caratteristiche richiedendo perciò una maggiore attenzione da parte dei supervisori internazionali.

Non sorprende che le altre grandi piattaforme digitali – Amazon, Google e Apple – non abbiano per ora preso parte al progetto. Negli ultimi anni hanno anche loro sviluppato e integrato – sia direttamente sia in partnerships con banche – diversi servizi finanziari ai loro ecosistemi, come per esempio Amazon Pay o Google Pay. In una specie di risposta velata al lancio di Libra, il 14 giugno Google ha postato sul proprio blog un articolo in cui si spiegava che per favorire l’inclusione finanziaria ci sarebbe bisogno di una migliore cooperazione tra banche, governi e aziende tecnologiche.

In un recente studio, i ricercatori IAI Nicola Bilotta e Simone Romano hanno analizzato in maniera approfondita i modelli di business e le strategie commerciali che spingono i giganti del web a espandersi nell’industria bancaria. Nel caso della Libra, Facebook persegue il consolidamento del proprio posizionamento come medium nelle transizioni tra gruppi economici e il conseguente rafforzamento nel mercato pubblicitario.

Sicurezza e privacy
La consapevolezza che questa nuova cripto-moneta possa raggiungere rapidamente scalabilità ha scatenato una tempestiva reazione dei supervisori internazionali. Già martedì il G7 ha dichiarato di voler aprire un forum per esaminare i rischi sistemici che la Libra potrebbe causare.

Le preoccupazioni riguardano principalmente l’implementazione di misure adeguate contro il riciclaggio di denaro e la salvaguardia della privacy dei dati bancari. Come ha commentato Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra, la Libra verrà discussa “con mente aperta” ma non con “una porta aperta”.

Facebook ha garantito che le informazioni relative alle transizioni effettuate attraverso Calibra saranno tenute separate e non utilizzate per scopi pubblicitari. I margini operativi con i quali questi dati saranno filtrati non appaiono però chiari. Se, per esempio, si integra Calibra al proprio account Messenger e WhatsApp, Facebook potrà sicuramente accedere ad alcuni dati basilari delle transazioni effettuate, come con chi o con quale negozio è stata iniziata una interazione finanziaria. Inoltre, nella bozza di termini dei servizi, Wired ha notato che si darebbe il permesso a Facebook di aggregare dati di Calibra “per facilitare e migliore l’esperienza del prodotto Calibra e i prodotti e servizi di Calibra”. Facebook, forse, non integrerà informazione specifiche sulle transazioni attraverso Calibra, ma resta da capire con quali limiti ciò avverrà.

Facebook ha anche sottolineato che questa nuova cripto-moneta manterrà tutte le transazioni pubbliche e visibili con chiavi di pseudonimi cui le autorità potrebbero accedere in caso di problemi. Le transizioni non sarebbero quindi anonime, mitigando il rischio che questo strumento venga utilizzato per riciclare denaro. 

La scelta del nome Libra non è casuale. Oltre ad essere un’antica unità di misura romana, riprende la parola francese “libre”. L’ambizioso progetto di Facebook di creare una moneta globale, decentralizzata da un qualsiasi stato, è ancora in una fase iniziale per poter effettivamente valutare il suo impatto. Nonostante abbia il potenziale di trasformare radicalmente lo status-quo, la Libra dovrà riuscire a superare gli ostacoli regolamentari e a svincolarsi dal suo creatore per divenire una moneta di e per tutti.