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News dal mondo dell'energia

Usa meglio di tutti, export record, affari con petrolio e gas

17 Feb 2019 - Raffaele Perfetto - Raffaele Perfetto

Energy dominance americana? Qualcuno storce il naso. Ma i fatti ad oggi sembrano dire così. L’Eia, l’Energy information Administration Usa, ha di recente riportato che la produzione di petrolio statunitense a novembre ha raggiunto un livello record di 11,9 milioni di barili al giorno, il sesto record mensile consecutivo.

Gli Stati Uniti sono diventati nei giorni scorsi il ​​più grande esportatore di petrolio nel Regno Unito per la prima volta dopo il picco del 1957. Fu l’allora presidente Eisenhower ad autorizzare l’esportazione di 300.000 barili al giorno verso la Gran Bretagna necessari dopo la chiusura del Canale di Suez. A quanto pare in parte in cambio dell’impegno di Regno Unito e Francia al ritiro delle truppe, secondo un recente articolo del Financial Times.

Quasi un barile su quattro del petrolio raffinato in Gran Bretagna a gennaio veniva dagli Stati Uniti. Questo dimostra il ruolo sempre maggiore che il petrolio americano ha ora nel mix energetico del Regno Unito.

Exxon e Valero sono state le due società impegnate in queste esportazioni, proprietarie di due delle sei raffinerie di petrolio ancora operative in Gran Bretagna. Lo stabilimento di Exxon a Fawley, la più grande raffineria di petrolio del Regno Unito, ha ricevuto a gennaio oltre 4,3 milioni di barili, derivanti dal petrolio prodotto dallo shale texano.

Nel 2018 la Exxon aveva annunciato una spesa di 500 milioni di sterline per l’impianto da 270.000 barili al giorno, al fine di estenderne la vita utile.

Gas e Medio Oriente
La Germania ha annunciato la costruzione di almeno due terminali di gas naturale liquefatto (Gnl), aprendo così la strada alle esportazioni americane verso uno dei più grandi mercati europei. Parlavo qui qualche mese fa di come il presidente Trump stesse ‘spingendo’ la Cancelliera Merkel da un lato a non sostenere il progetto del gasdotto Nord Stream 2 e dall’altro a comprare gas ‘targato Usa’, anche se il gas liquefatto americano era economicamente meno vantaggioso: quello russo costerebbe circa il 20% in meno.

All’epoca i segnali da parte degli Usa furono interpretati anche come una mossa per riequilibrare lo squilibrio degli scambi con la Germania: il presidente Trump che ha criticato più di una volta l’attivo commerciale tedesco. Intervistato dal Financial Times, Dan Brouillette, vice-segretario all’energia degli Stati Uniti, si è detto “molto eccitato” della mossa tedesca: “Potenzialmente una grande opportunità per il Gnl americano”.

Ancora gas, notizia di alcuni giorni fa. Altro colpo targato Usa: la Exxon e Qatar Petroleum hanno dato il via libera a un progetto da 10 miliardi di dollari per esportare gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti. Altra strada per le risorse sbloccate dallo shale. Il progetto Golden Pass Gnl in Texas, progettato originariamente come impianto d’importazione di gas, è destinato a entrare in servizio nel 2024: esporterà 16 milioni di tonnellate di Gnl all’anno.

A distanza di circa una settimana ancora un’altra notizia dal Medio Oriente: l’Arabia Saudita sta valutando se sviluppare attività di Exploration & Production all’estero. È la prima volta. Il ministro per l’energia e presidente della compagnia petrolifera statale Saudi Aramco, Khalid al Falih, ha dichiarato al Financial Times che l’espansione sarebbe una parte fondamentale del futuro dell’azienda: “Andando avanti, il mondo sarà il campo di gioco dell’Arabia Saudita”, ha affermato Falih.

Energia elettrica
La Tesla ha concluso un accordo da 218 milioni di dollari per rilevare la Maxwell Technologies, società con sede in California che sviluppa batterie elettriche e che vanta tra i suoi clienti Lamborghini e General Motors.

L’acquisizione della Maxwell rientra nella strategia di potenziamento del segmento battery, sul quale la Tesla punta molto. L’obiettivo è cercare un vantaggio competitivo sulle prestazioni e spiazzare gli altri produttori di auto elettriche. Non solo prestazioni, però: l’abbattimento dei costi è una sorgente di vantaggio competitivo.

Maxwell ha un processo brevettato per la fabbricazione di elettrodi utilizzati nelle batterie al litio. Produce elettrodi senza l’uso di solventi (tecnologia a elettrodi a batteria secca). È proprio questo processo, pare, a dare slancio alle prestazioni e ad abbattere i costi.

Il costante miglioramento della produzione delle batterie è diventato un fattore chiave per Tesla per competere con gli altri newcomers nel business delle auto elettriche. Elon Musk, il fondatore di Tesla, ha di recente affermato di essere super-competitivo sui costi per quanto riguarda la produzione di batterie. Nell’ultima relazione trimestrale, la compagnia ha presentato agli investitori  gli sforzi volti all’abbattimento del costo, puntando su logistica e standardizzazione.