IAI
Conferenza con Gates e Mogherini

Ue: cooperazione e sviluppo capisaldi azione esterna

31 Ott 2018 - Virginia Volpi, Giorgia Miccoli - Virginia Volpi, Giorgia Miccoli

L’Unione europea non può e non deve essere la risposta automatica a tutti i problemi di cooperazione e sviluppo internazionali: il multilateralismo è la ricetta più efficace. E’ quanto emerso da una conferenza a Bruxelles, di cui lo IAI è stato co-promotore.

L’evento ha confermato che cooperazione e sviluppo internazionali sono capisaldi dell’azione esterna dell’Unione europea, ribadendo quanto già affermato nella Global Strategy dell’Ue, prodotta nel 2016 dall’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini.

L’impatto dell’azione europea è innegabile e i suoi effetti sono facilmente rintracciabili nelle più recenti iniziative di sostegno all’Africa Sub-Sahariana.

Bill Gates all’incontro di Bruxelles
L’incontro di Bruxelles, svoltosi il 17 ottobre, era sponsorizzato dallo European Think Tanks Group  (Ettg), pool di cinque centri di ricerca europei, fra cui lo IAI, nato nel 2010 e finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

Ospite d’eccezione dell’evento, il fondatore della Microsoft Bill Gates, da anni impegnato nella lotta alla povertà. Partecipando al dibattito sullo sviluppo, Gates individua la principale sfida alla crescita nel cambiamento climatico e pone l’attenzione sull’innovazione per dare un taglio alla povertà.

Secondo il magnate statunitense, gli sforzi recenti dell’Unione hanno permesso una riduzione del 26% del totale della popolazione mondiale in condizioni di estrema povertà. Da non sottovalutare, inoltre, il contributo di Bruxelles nella lotta contro malattie letali quali la poliomielite, la malaria, l’HIV e la tubercolosi.

Gates è ottimista ma con riserva: il futuro porta con sé una grossa sfida demografica per l’Africa Sub Sahariana, che nel 2050 conterà circa il 90% della popolazione mondiale in estrema povertà.

L’Europa da sola non basta
Contro questa tendenza, l’Europa ha fatto e continuerà a fare molto, ma non può essere sola: la questione migratoria, la spada di Damocle del cambiamento climatico, la sfida di una globalizzazione equa ed inclusiva richiedono un’azione globale. Richiedono multilateralismo, dicono Charles Goerens e Nathalie Tocci.

Nonostante le turbolenze sul futuro del Mondo, la leadership europea nello sviluppo internazionale è – parola di Gates – strumento necessario per ‘contagiare’ e coinvolgere altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti, che, invece, stanno ora allontanandosi dal multilateralismo scegliendo nazionalismo e isolazionismo.

La discussione, animata da una vasta platea composta da esponenti della società civile e non, cittadini europei e non solo, si è concentrata sulle priorità di sviluppo per il futuro e s’è inserita all’interno dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale Ue 2021 – 2027. Per Linda McAvan, presidente della commissione parlamentare Deve (Sviluppo), laburista britannica, lo sviluppo deve avere un ruolo di rilievo nelle scelte di bilancio, in linea con i Sustainable Development Goals Onu 2015-2030.

Facendo eco all’intervento spontaneo di una giovane americana, l’ambasciatrice dell’Uganda presso l’Ue, Mirjam Blaak Sow, ha invitato l’Unione e i suoi Paesi non a fare la carità, ma ad aumentare gli investimenti e le infrastrutture. In sintonia con la Blaak Sow, Nathalie Tocci: per la direttrice dello IAI bisogna cambiare paradigma e non parlare solo di aiuti, poiché investire in Africa è interesse dell’Europa.

Interessi e sicurezza, punti in comune tra Europa ed Africa
Un interesse, quello europeo, che ha soprattutto a che fare con la sicurezza. Nel mondo attuale, sicurezza e sviluppo si sostengono a vicenda ed è, quindi, fondamentale per l’Ue dare all’azione esterna lo spazio, anche finanziario, che merita. Il ruolo dell’Africa in ciò è imprescindibile e lo è sempre stato, anche se evidenti sono state le difficoltà nel trasformare i buoni propositi in azione politica.

Partendo da queste considerazioni, Federica Mogherini ha definito i flussi migratori alla stregua di una “finestra di opportunità”, in grado di trasformare il sostegno verso il continente africano in una chiave della sicurezza europea.

Che il ruolo dell’Unione nello sviluppo dell’Africa sia imprescindibile è ulteriormente ribadito, quasi all’unisono, da Gates e dalla Mogherini: “L’Europa è la prima donatrice al mondo … si parla di 20 miliardi annui all’Africa” ricorda l’Alto Rappresentante; e Gates le fa eco “l’Europa ha fatto tanto e dovrebbe essere fiera della sua generosità”.

La sfida per il futuro è più che mai aperta: per l’Ue, è cruciale collaborare con i partner regionali favorendo investimenti e contribuendo alla creazione di posti di lavoro. In conclusione, l’obiettivo dell’Ettg è promuovere il multilateralismo e l’impegno costante non solo dei leader nazionali ma anche dei rappresentanti politici nelle Istituzioni europee e nei consessi internazionali.