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Crisi del Golfo

Qatar: il sostegno dell’Iran all’Emirato

17 Lug 2017 - Emanuele Bobbio - Emanuele Bobbio

Dopo il blocco delle relazioni commerciali e diplomatiche imposto al Qatar da alcuni Paesi arabi e sunniti, guidati dall’Arabia Saudita, Doha si è trovata in grande difficoltà, ma ha subito ricevuto da altri protagonisti della politica mediorientale testimonianze di sostegno e concreta assistenza. Fra questi, l’Iran, storico nemico di Casa Saud, che ha condannato con forza il blocco delle relazioni, definendolo una violazione del diritto internazionale e ha subito iniziato a sostenere materialmente e finanziariamente il piccolo Stato del Golfo.

L’apertura di Teheran verso il Qatar
Le prime aperture erano arrivate già il 5 giugno, quando il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, a poche ore dall’apertura delle ostilità commerciali e diplomatiche dei Paesi del Golfo aveva lanciato un tweet di sostegno al governo qatariota, cui, del resto, viene pure rimproverata la vicinanza a Teheran. Il capo della diplomazia iraniana aveva affermato che i vicini non si scelgono, che la geografia non può essere cambiata e che la coercizione non è mai una soluzione indicando il dialogo come strada per risolvere i conflitti nella regione. Nelle parole di Zarif, la Repubblica islamica criticava con forza la scelta dei Paesi sunniti a guida saudita.

La conferma della solidarietà iraniana è poi arrivata il 25 giugno a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum mandato dai sauditi a Doha. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha infatti confermato, in una telefonata, all’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad che l’obiettivo di Teheran è quello di aiutare l’economia del piccolo Paese del Golfo e di espandere le relazioni innescando benefici per ambedue le parti.

Per mostrare che il sostegno non era solo a parole è subito seguito un atto materiale: infatti, tra Qatar e Iran s’è concluso un contratto su beni di prima necessità, in particolare frutta e verdura. All’indomani del blocco, l’Iran si era già premurato di inviare, tramite la propria compagnia aerea, tonnellate di cibo a Doha; e ora l’Iran ha garantito l’arrivo giornaliero, via mare, di circa 1100 tonnellate di beni alimentari.

L’aiuto della Repubblica Islamica è arrivato anche sulla questione degli spazi aerei. Infatti, il Qatar nelle primissime ore successive al blocco aveva affrontato grandi difficoltà nel disegnare rotte per la propria compagnia di bandiera, cui non era più permesso di entrare negli spazi aerei di Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein, fondamentali per raggiungere Doha. La Repubblica Islamica, nelle parole del suo presidente, ha subito garantito che il proprio spazio aereo e marittimo sarebbe rimasto aperto per il Qatar. Questo gesto ha risolto un problema serio per gli aerei della compagnia di bandiera, fino a quel momento costretti ad allungare di molto le proprie rotte per evitare di sorvolare il territorio degli altri Paesi del Golfo.

L’accordo sul giacimento South Pars
Un deciso aiuto è anche arrivato sul tema energetico e in particolare sullo sfruttamento del South Pars Offshore Gas Field: questo giacimento di gas naturale è infatti diviso tra Qatar e Iran. Fino a questo momento, anche per colpa delle sanzioni, il programma qatariota di sfruttamento del giacimento aveva fatto molti più progressi rispetto a quello iraniano, creando abbastanza problemi a Doha. Il giacimento, che è di grandi dimensioni, è unico e di conseguenza difficilmente sfruttabile da una sola estremità senza un parallelo sviluppo dell’altra. Anche per questi motivi negli ultimi anni l’emiro del Qatar aveva deciso di congelare lo sviluppo del progetto.

Il 5 luglio l’Iran ha firmato un contratto di sfruttamento del giacimento con la Total e cpn la China National Petroleum Corporation che porterà a superare la fase di stallo dell’iniziativa. Questo sviluppo permetterà inoltre al Qatar di scongelare il proprio progetto e di aumentare di circa l’8% la propria produzione di gas naturale, che attualmente è la più alta al mondo.

Non è un caso che il governo Rouhani abbia sbloccato questo contratto in questo momento di grande tensione nel Golfo ed è pure probabile, anche se non abbiamo conferme, che il giacimento sia stato al centro delle numerose telefonate che sono state scambiate tra Qatar e Iran in questi giorni.

Tra Teheran e Riad, un cambio di narrativa
Il sostegno che Teheran ha fornito a Doha in questi giorni molto difficili ha già portato dei frutti, dato che l’emirato ha rimandato al mittente le 13 richieste dei Paesi sauditi tra cui vi era l’espressa richiesta di chiusura di ogni rapporto con l’Iran.

Il presidente Rouhani è venuto in soccorso all’emirato del Golfo non solo per cercare di dividere il fronte sunnita, che è sempre stato ostile all’Iran. Rouhani sta anche cercando di smontare una narrativa, saudita e americana, che descrive l’Iran come l’attore destabilizzante e aggressivo nel quadrante. Questa politica di buon vicinato e difesa del diritto internazionale ha portato infatti ad un cambiamento di lettura anche nei media internazionali in cui l’Iran di Rouhani viene letto come l’elemento stabilizzante e l’Arabia Saudita del nuovo principe ereditario Mohammed bin Salman come attore pericoloso e impulsivo.