IAI
L’adesione di India e Pakistan

SCO: quali le prospettive verso Astana

4 Giu 2017 - Diego Bolchini - Diego Bolchini

Mentre l’Ue è in piena fase dialettica con il Regno Unito circa l’implementazione pratica (e finanziaria) della Brexit e la Nato accoglie quale 29° alleato il Montenegro, cinturando definitivamente il mare Adriatico da ricerche altrui di mari caldi, c’è un’altra organizzazione internazionale che si appresta verosimilmente a modificare la sua membership, in questo caso in senso macroscopicamente estensivo.

All’incontro dei capi di Stato dei Paesi membri dello Sco (Shanghai Cooperation Organization) previsto per i giorni 8-9 giugno ad Astana, Kazakhstan, è attesa infatti l’adesione formale all’organizzazione di sicurezza centro-asiatica di India e Pakistan sulla base di una decisione già presa nel 2015.

Gli eventi relativi alla vita della Sco godono tradizionalmente di scarso monitoraggio nei circuiti mediatici occidentali. Tuttavia questa giovane organizzazione, nata nel 1996 come Shanghai Five e passata a 6 membri con l’inclusione dell’Uzbekistan solo nel 2001, pare in procinto di intraprendere prospettive di sviluppo significative tanto sul piano della sicurezza, quanto su quello politico-economico.

Narrative ambivalenti
Al di là della relativamente bassa attenzione dedicatale, la Sco è peraltro anche oggetto di letture alquanto diversificate da parte degli analisti che la esplorano. Da una parte c’è chi vede nella stessa quasi una “Nato of the East”, spostando a oriente l’antemurale atlantico rispetto ai tempi del Patto di Varsavia, laddove lo stesso segretariato generale della Sco ha oggi sede a Pechino.

Dall’altra, vi è chi crede che l’organizzazione sia solo una voluminosa e velleitaria tigre di cartone, mettendo insieme Potenze e Paesi ritenuti strutturalmente “intenibili” tra di loro (da una parte Cina e Russia, dall’altra India e Pakistan) attorno ad un criterio di “sicurezza collettiva” ancora embrionale e ancorato sulle tre minacce rappresentate da terrorismo, estremismo e separatismo.

Sotto l’aspetto della diversità tra Paesi membri, la Nato, da parte sua, ha storicamente affrontato problematiche non dissimili: è stata capace ad esempio diinglobare e gestire – tra alti e bassi -Turchia e Grecia sin dal 1952, riuscendo ad operare oggi dall’avamposto della base aerea di Incirlick quanto ad addestrarsi nella base navale di Creta. Così come è riuscita nel tempo a ricomporre le linee divisive che per decenni hanno caratterizzato il rapporto tra Usa (azionista di maggioranza) e Francia (rientrata nella struttura militare dell’organizzazione solo nel 2009, dopo lo strappo del generale De Gaulle del 1966).

Per certo, ben oltre gli aspetti militari convenzionali, la caratteristica distintiva e di prospettiva attuale della Sco appare quella di potere mettere insieme alcuni dei maggiori Paesi produttori di energia con alcuni dei maggiori consumatori ad alta crescita demografica, oltre a avere tra i suoi membri ben quattro potenze nucleari (Russia, Cina e i nuovi membri India e Pakistan).

Tra terrorismo, osservatori e partner di dialogo
Altri rilevanti Paesi nello scacchiere asiatico quali Iran e Afghanistan sono già osservatori della Sco, rispettivamente dal 2005 e dal 2012. Il focus dell’organizzazione è mirato anche sulla dimensione di difesa anti-terroristica mediante una apposita struttura denominata Rats (Regional anti terrorism structure) Sco.

Sotto questa prospettiva, proprio l’Afghanistan continua a rappresentare motivo di apprensione per i membri Sco, tra traffici di droga e rischi di ulteriori destabilizzazione dell’Asia Centrale. Lo stesso Daesh ha inoltre lanciato recentemente una versione in lingua uigura (diffusa nella provincia a maggioranza islamica dello Xinjang cinese) della sua rivista di propaganda Rumiyah.

Secondo alcuni la stessa Turchia di Erdogan vedrebbe inoltre nella Sco una possibile alternativa in primis all’Ue e in seconda battuta – addirittura – alla stessa Nato. Significativamente per l’anno 2017 la Turchia (che è partner di dialogo Sco dal 2012) presiede il club dell’energia dell’organizzazione, pur non essendo un membro effettivo del sodalizio.

Rilevanza geopolitica in progressiva espasione
Al di là di un istintivo etnocentrismo euro-atlantico, sembra corretto affermare che la Sco sia caratterizzata da una rilevanza geopolitica in progressiva espansione. Lo spettro di attività diversificate (dalla sicurezza all’economia, passando per energia e anche cultura) qualifica la realtà cooperativa di Shanghai quale organizzazione innovativa e sui generis.

Solo il tempo potrà dimostrare la tenuta tra membri attuali e l’effettivo slancio inclusivo di medio-lungo termine esprimibile della realtà Sco. L’Ue (allora Cee) è storicamente partita da un nucleo di 6 membri fondatori, la Nato da 12 nel lontano 1949. La Sco deve ancora scrivere il suo cammino. I prossimi anni rappresenteranno dunque un banco di prova importante per testarne equilibri, attrattività e compattezza interna.