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Qatar: l’impatto della crisi sull’Ue e l’Italia

11 Giu 2017 - Giovanni Finarelli Baldassarre - Giovanni Finarelli Baldassarre

La rottura dei rapporti diplomatici tra il Qatar e i più potenti Stati arabi del Golfo e non solo, avvenuta pochi giorni fa, ha sorpreso i governi occidentali, da anni coinvolti in importanti relazioni commerciali e politiche con l’Emirato.

L’accusa di sostegno verso i gruppi jihadisti mossa contro Doha ha imbarazzato i partner europei, da tempo impegnati con il Qatar nella lotta al terrorismo, ma certo non li ha sorpresi, anche se, appena pochi mesi or sono il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano aveva esaltato in un suo discorso il ruolo dell’emirato nella lotta al sedicente Stato islamico, l’Isis.
Molti sospettano secondi fini celati dietro questa pesante accusa: gli sviluppi della vicenda sono ancora incerti. Nonostante ciò, è indispensabile considerare come un isolamento internazionale del Qatar perpetrato nel tempo avrebbe serie conseguenze per l’Europa e per l’Italia.

Un piccolo Paese gigante economico
11.437 chilometri quadrati, il Pil pro capite più alto al mondo e invidiabili risorse naturali (specialmente petrolio e gas naturale), il Qatar negli ultimi anni si è affermato nello scenario internazionale come una sorta di gigante economico, diventando, con il suo sproporzionato potere commerciale, un ospite sempre ben gradito alle tavole degli interlocutori occidentali.

La crescita economica qatariana è stata a dir poco miracolosa, con tassi di crescita mediamente a cifra doppia (anche se negli ultimi anni quest’accelerazione ha conosciuto un rallentamento) sostenuti dalle massicce esportazioni di petrolio e gas naturale.

Questa solidità economica, agevolata da istanze modernizzatrici e riformiste nel campo sociale, portate avanti nel rispetto delle componenti più conservatrici e tradizionaliste della società qatariana, hanno garantito al paese una stabilità maggiore rispetto quella dei suoi vicini arabi durante le Primavere arabe. Infatti, il Qatar è stato uno dei pochi Paesi a non subire i tumulti, spesso sfociati in violente proteste e rivolte, che hanno sconvolto quasi tutti i Paesi arabi a partire dal 2011.

Rapporti stretti e duraturi con partner occidentali
Questa singolare stabilità e questo enorme patrimonio economico hanno creato stretti e duraturi legami tra gli Stati occidentali ed il Qatar, visto come un affidabile partner in una regione particolarmente critica ed instabile.

L’immagine del piccolo Stato mediorientale si è andata consolidando negli anni, grazie ai proficui investimenti fatti dalla famiglia reale in Europa e negli Stati Uniti, la collocazione in territorio qatariano della più grande base aerea statunitense fuori dai confini geografici del continente americano e la partecipazione a diverse iniziative civili e militari promosse dai governi occidentali come la missione Unifil II in Libano ed il Doha Development Round del Wto, l’Organizzazione del commercio mondiale.

Inoltre, grazie ai suoi investimenti in infrastrutture sportive all’avanguardia, il Qatar è riuscito ad aggiudicarsi la difficile competizione per organizzare e ospitare i Mondiali di Calcio nel 2022.

Gli investimenti in Europa e in Italia
Questa relazione di reciproca fiducia è solidificata dai gargantueschi investimenti qatariani in Europa. Miliardi di euro, soprattutto provenienti dai forzieri della famiglia reale al-Thani, sono stati riversati nelle economie europee negli ultimi anni. Le principali destinazioni di questi investimenti miliardari sono Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Italia.

In particolare, il rapporto tra la famiglia reale qatariana e l’Italia è singolare e degno di nota. Infatti, mentre negli Stati nord-europei i soldi degli sceicchi sono stati spesi per investimenti nelle grandi banche finanziarie (da Barclays al Credit Suisse alla Deutsche Bank), gli investimenti qatariani in Italia sono stati irrefrenabilmente spinti dall’attrazione della famiglia al-Thani per l’architettura e la moda italiana.

«Il mondo si divide tra quelli che sono italiani e quelli che vorrebbero essere italiani», affermò lo sceicco Suhami al-Thani in occasione dell’acquisto, fatto per mano della Qatar Holding, di una partecipazione del 40% di Porta Nuova (la “Manhattan Milanese”). L’attuale emiro Tamim Ben Hamad Al-Thani ha più volte visitato l’Italia per affari e non ha mai dimenticato di tornare dai suoi viaggi con qualche souvenir.

In pochi anni i qatariani sono così riusciti ad aggiudicarsi il 100% di Porta Nuova con il suo Bosco Verticale progettato da Stefano Boeri. Lo sfrenato shopping italiano della famiglia reale ha portato alla loro acquisizione di gran parte della skyline milanese; di una grossa fetta della Costa Smeralda; e ancora l’hotel Gallia di Milano, la Maison Valentino, l’Hotel Baglioni e Palazzo della Gherardesca a Firenze ed il Westin Excelsior di Roma (solo per citare alcuni degli investimenti parte di una ben più lunga lista).

Le potenziali conseguenze della crisi nel Golfo
Questi spessi fili che legano Europa e Qatar sul piano economico e politico vincolano inesorabilmente gli interessi degli Stati europei ai fatti che stanno accadendo in questi giorni nel Golfo. Poche ore dopo che la decisione di cinque Stati arabi di interrompere i rapporti diplomatici con Doha è stata resa pubblica, i mercati finanziari europei subivano una flessione poco rassicurante.

La crisi diplomatica scoppiata tra gli Stati del Golfo, potrebbe avere infelici conseguenze per l’Europa e l’Italia. Una eventuale destabilizzazione del Qatar, dovuta ad un prolungato isolamento internazionale, significherebbe per il mondo occidentale la perdita di un valido elemento di sicurezza e stabilità nella delicata regione, con conseguenze geopolitiche difficilmente prevedibili.

Inoltre, questa crisi rischia di bloccare un ponte commerciale di grande valore per il nostro continente. In particolare, l’Italia importa significative quantità di petrolio e gas naturale dalla penisola qatariana: nel 2015 il Ministero dello Sviluppo economico italiano aveva stimato per un valore pari a 1,7 miliardi di euro i rapporti commerciali tra i due Paesi. Dunque, è di assoluta importanza andare a fondo nella faccenda per comprendere se le accuse mosse verso il Qatar rispecchiano la realtà o fanno parte solo di un nuovo e pericoloso gioco geopolitico e commerciale tra gli Stati della regione.