IAI
Germania

Merkel sconfitta in casa lascia spazio all’Afd

5 Set 2016 - Eugenio Salvati - Eugenio Salvati

Le elezioni in Meclemburgo-Pomerania, nonostante le piccole dimensioni del Land chiamato al voto, potrebbero rappresentare un passaggio rilevante per i futuri assetti del sistema politico tedesco e per la leadership di Angela Merkel.

Nel collegio elettorale della Cancelliera, ma anche in una delle regioni meno ricche della Germania, si è assistito a un notevole rimescolamento delle carte in gioco che indica quanto incerte saranno le elezioni politiche del 2017 e quanto l’ondata populista e di protesta sia arrivata a colpire anche il sistema politico tedesco. La stessa Merkel ha voluto connotare, con una certo il coraggio, il voto di domenica come un test nazionale, implicitamente mettendo in discussione il suo stesso ruolo nella politica nazionale.

Meclemburgo-Pomerania, non solo questione migratoria
I primi dati rilevanti sono quelli dei due partiti maggiori, i socialisti, Spd, e i cristiano democratici, Cdu. Nella tornata elettorale della regione baltica abbiamo la sostanziale tenuta della Spd che, esprimendo il ministro-presidente uscente Erwin Sellering, si attesta al 30,6% dei voti, perdendo il 5% rispetto alle elezioni del 2011.

Anche la Cdu-Csu perde all’incirca la stessa percentuale passando dal 23,1% del 2011 al 19% di oggi. Il calo è molto più marcato se confrontato con le politiche del 2013 o le europee del 2014, rispetto alle quali la Cdu perde rispettivamente il 21% e il 13%. Questo comparazione non è particolarmente decisiva perché osservando la serie elettorale degli ultimi 10 anni nel Land, si nota quanto la Cdu sia forte nelle elezioni generali e cali drasticamente a favore della Spd nelle elezioni locali.

Più che un tracollo, quello della Merkel è una cocente sconfitta che ha più cause, e le principali sono probabilmente legate a questioni del governo locale. La prima, di tipo strutturale, è il fatto che sembra un trend definito quello che vede il junior partner di una grande coalizione, in difficoltà nelle successive elezioni: nel Land baltico i conservatori hanno pagato la loro condizione subalterna rispetto ai socialisti.

Indubbiamente ha però giocato un ruolo anche il clima generale della politica tedesca; benché in Meclemburgo-Pomerania non ci sia stato un grande ricollocamento di rifugiati e richiedenti asilo, il vento di generale sfiducia verso la cancelliera per le politiche migratorie alimentato dalla campagna elettorale di Alternative für Deutschland, Afd può aver inciso sul voto.

Il fatto che il Meclemburgo patisca uno dei più alti livelli di disoccupazione del Paese (benché in netto calo negli ultimi anni), fa sì che la percezione dei cittadini di vedere il proprio precario status economico e sociale ancor più indebolito, può aver alimentato la percezione di un “pericolo immigrati”.

I partiti che risultato maggiormente indeboliti in questa tornata elettorale sono da una parte i Verdi che crollano dal quasi 9% del 2011 al 4,8%, vedendosi esclusi dal parlamento regionale, e soprattutto la Linke. Il partito di sinistra che alle precedenti elezioni aveva raccolto il 18,4%, scivola al 13% non riuscendo così a consolidare la propria posizione di forte antagonista della Spd.

Frauke Petry e il debutto in casa di Afd
Il vincitore è indubbiamente Afd che presentandosi per la prima volta nelle elezioni locali si colloca al secondo posto, con il 20,8%, e consolida la sua posizione di “disturbatore” nel bacino elettorale della Cdu.

Il partito anti-immigrati è sicuramente riuscito nell’operazione di catalizzare il voto di protesta che nelle scorse elezioni del Land era andato in gran parte alla Linke e quello che nelle precedenti elezioni era andato ai partiti minori (“scompaiono” Verdi e Liberali), sottraendo parte degli elettori direttamente alla Cdu.

In una elezione in cui il numero degli elettori è cresciuto rispetto a 5 anni fa (+10%), Afd è anche riuscita a portare al voto chi si era precedentemente astenuto.

Questo può significare che il partito di Frauke Petry è in grado di catalizzare uno scontento diffuso e articolato che ha radici e sintomi molteplici: dalle cause prettamente locali, al rifiuto della politica migratoria, alla necessità di politiche sociali più inclusive sino al rifiuto di una certa omogeneizzazione delle politiche, data dal sempre più frequente ricorso alle grandi coalizioni Spd-Cdu.

In un paragone un po’ azzardato potremmo pensare ad un percorso molto simile a quello del Movimento 5 Stelle in Italia, solo con una origine culturale di destra invece che nel campo valoriale della sinistra post ideologica come nel caso dei 5 Stelle. Un partito che nel corso del tempo perde in parte la sua connotazione ideologica (infatti la matrice libertaria ed elitaria con cui è nata Afd è scomparsa), sfrutta un tema forte (in questo caso l’immigrazione), tramite il quale riesce a condensare uno scontento interclassista e diffuso.

Merkel e i dubbi sul futuro
Il dato di oggi indica quanto il futuro di Merkel sia complicato, così come quello della Cdu, a causa del rafforzamento in Germania di una forza populista così come sta accadendo nel resto d’Europa.

Il partito sembra perdere sì consensi alla sua destra, anche a causa delle politiche più centriste e moderate della cancelliera, ma al contempo sa che la Merkel è la sola che possa condurre di nuovo alla vittoria il partito.

La stessa Spd sarà costretta ad interrogarsi sul suo futuro: in uno scenario politico sempre più frammentato, con il serio rischio che Afd porti una pattuglia consistente di deputati nel Bundestag e forze come la Fdp restino ancora fuori dal parlamento, è molto probabile che nel 2017 si ripresenti la necessità di varare un’altra grande coalizione per evitare uno stallo come quello spagnolo o lo scenario post voto del 2013 in Italia.

Questo scenario danneggia però i junior partner e in particolare i socialdemocratici, che si vedono stretti tra la stabilità fornita dalla leadership della Merkel e una crescente insofferenza verso l’assenza di una alternativa a questa leadership.

Nel momento in cui la Spd vede offuscata la sua posizione di possibile alternativa alla cancelliera e viene sempre più percepita come una sua “propaggine”, è possibile che i socialdemocratici vedano un calo dei loro consensi, e non necessariamente in direzione di partiti di sinistra come i Verdi o la Linke, come sembra aver indicato il voto in Meclemburgo-Pomerania.

.