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Anniversario e mostra

Csce: 40 anni dopo, lo spirito di Helsinki

3 Set 2015 - Gianfranco Nitti - Gianfranco Nitti

Nel luglio 1975, Helsinki divenne la capitale d’Europa: il 1° agosto di quell’anno segnò la fine del lungo negoziato della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Csce) con un vertice che riunì nello splendido edificio in marmo di Carrara di Casa Finlandia (Finlandia Talo), opera del grande architetto Alvar Aalto, i capi di Stato di 35 Paesi e le loro delegazioni.

“Dopo la conferenza, i media internazionali iniziarono a parlare di ‘Spirito di Helsinki’: lo abbiamo scelto come nome della mostra”, da poco conclusasi, che rievocava quei giorni. Spiega Johanna Tolonen, direttrice, del Finlandia Talo: “S’è trattato di una rivisitazione delle calde giornate estive di quel 1975, quando la piccola Finlandia e la luminosa e nuova Casa Finlandia erano pronte a ricevere tutti i capi di Stato europei e delle superpotenze Usa e Urss.

La mostra ripercorreva le storie di quello che è successo in giro per la città e con quali sforzi un piccolo Paese fosse riuscito a organizzare un evento così importante”.

Casa Finlandia e l’Atto Finale
Sempre a Casa Finlandia si è svolta a luglio una solenne celebrazione del 40° della Csce, organizzata dal comitato parlamentare dell’Osce, organismo che nacque come stabile emanazione di quella Conferenza e per realizzare i contenuti del famoso Atto Finale di Helsinki firmato proprio il 1° agosto 1975. Tale evento celebrativo e commemorativo ”è stato il catalizzatore per l’organizzazione della mostra”, afferma la Tolonen*.

Le immagini d’archivio e i testi esplicativi selezionati per la mostra hanno messo in luce anche eventi paralleli di quei giorni. Ad esempio, Betty Ford, la moglie del presidente degli Stati Uniti Gerald Ford, ammirò le case di moda finlandesi del tempo, Marimekko, Vuokko, Friitala e Polar-Turkis, alla presentazione delle loro produzioni in una sfilata di moda presso il ristorante Walhalla nella fortezza sull’isola di Suomenlinna.

Carisma e satira
Il famoso fumettista finlandese Kari Suomalainen esercitò la sua penna tagliente anche sulla preparazione della Csce: la mostra ha presentato cinque sue vignette satiriche.

La simbolica immagine “Direzione Csce” (“Suuntana Etyk”, in finlandese) apparve sul quotidiano Helsingin Sanomat. E fu lui a disegnare la vignetta della “nassa di Kekkonen”, come definiva la Finlandia Talo, circondata da una barriera di sicurezza a catena, in cui i prestigiosi ospiti venivano incanalati.

Urho Kkekkonen fu il carismatico presidente della Repubblica finlandese che riuscì a far arrivare i leader dell’epoca, spesso disposti sui fronti contrapposti della Guerra Fredda. La firma dell’Atto Finale simboleggiò una svolta storica del concetto di sicurezza in Europa, che venne legato alla cooperazione per una composizione pacifica delle controversie, gettando il seme della fine della stessa Guerra Fredda.

La mostra comprendeva anche una raccolta di firme di prova dell’Atto Finale da parte dei capi di Stato, importante reperto recuperato durante il vertice dall’ambasciatore Mikko Pyhälä, che da giovane diplomatico partecipò alla preparazione dell’evento nel Segretariato Csce.

Ricordi personali e la profezia di Moro
Chi scrive era un giovane laureando in Diritto Internazionale con una tesi di laurea connessa alla Csce e si trovava ad Helsinki in quel periodo, con una borsa di studio, proprio per la tesi. Ebbi la fortuna di essere accreditato e di poter assistere a quell’evento di grande portata per il destino dell’Europa, ma anche dell’umanità. Ed ebbi quindi l’occasione di vedere il presidente del Consiglio italiano Aldo Moro firmare l’Atto Finale.

In una delle foto della mostra, si intravede Moro, un po’ ripiegato e concentrato ad ascoltare in cuffia l’interpretazione dei discorsi. Della delegazione faceva parte anche un grande testimone e tessitore per l’Italia di quella Conferenza, l’ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris, personalità di grande cultura e di profonda esperienza diplomatica.

E firmando Moro nell’agosto 1975 l’Atto Finale della Conferenza di Helsinki, sia come presidente del Consiglio italiano sia come presidente di turno dell’allora Comunità europea, gli fu da qualcuno contestato che era illusorio sottoscrivere un documento così innovativo mentre da parte del presidente sovietico Leonid Breznev si affermava il permanere della “sovranità limitata” degli Stati amici dell’Urss. Moro replicò profetico: “Il signor Breznev passerà e il seme che tutti insieme abbiamo gettato darà i suoi frutti”.

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