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Traffico di droga

Anche eroina lungo la via della seta

20 Nov 2014 - Anna Paola Lacatena - Anna Paola Lacatena

Una diminuzione del consumo di eroina in Italia. Questo quanto emerso dalla relazione sullo stato delle tossicodipendenze del 2013, curata dal dipartimento per le politiche antidroga.

Al contempo però, i dati più recenti della direzione centrale per i servizi antidroga del Viminale su sequestri e denunce sembrano fotografare il fenomeno in crescita. Per il Viminale, infatti, nel corso del 2012, sono aumentati sia i sequestri di eroina (894chili rispetto agli 810 del 2011), che quelli di anfetaminici in dosi.

Tab. 1 – Consumatori di sostanze stupefacenti (prevalenza %) nella popolazione generale 15-64 anni negli ultimi 30 giorni. Anni 2010 e 2012 (fonte Dipartimento per le Politiche Antidroga).

È sufficiente guardare la relazione annuale della Guardia di Finanza del 2012 per rendersi conto che il contrasto appare più orientato verso le rotte marittime della cocaina (anche per fronteggiare lo sbarco di immigrati clandestini): 25,4 tonnellate tra hashish e marijuana, oltre 4 tonnellate di cocaina, 421 chili di eroina.

Inoltre, i mezzi sequestrati utilizzati per illeciti traffici vedono quelli marittimi nettamente superiori a quelli di terra. Eppure, secondo il World Drug Report del 2010, si sono stoccate nell’ultimo biennio oltre 12 mila tonnellate di oppio tra Afghanistan e Myanmar, attualmente le aree mondiali più importanti per la specifica produzione.

Mercato mondiale dell’eroina
Il mercato mondiale dell’eroina, stimato in 55 miliardi di dollari, ha in Russia, Iran e Europa occidentale la concentrazione più significativa del numero di consumatori, con l’Afghanistan al vertice dell’offerta (oltre il 90%).

Dati recenti del Centro di coordinamento regionale d’informazioni sull’Asia centrale segnalano la comparsa di una nuova rotta attraverso il Turkmenistan, paese leader dei precursori chimici sin dal 1990.

Nonostante il dato dei sequestri di eroina sia in crescita e non solo nel nostro paese, secondo il World Drug Report 2010, il numero ancora ridotto a fronte di una produzione in netta crescita potrebbe essere imputato all’individuazione di nuove rotte di scorrimento veloce via terra, ben organizzate e, spesso, lubrificate dalla corruzione di alcune polizie locali.

Peraltro, l’attività del servizio antidroga della polizia cantonale ticinese nel 2012 ha evidenziato che il forte aumento dei quantitativi di eroina intercettati potrebbe essere dovuto all’assenza di sequestri significativi nel 2011 (circa cinque chili di eroina nel 2012 a fronte di 870 grammi del 2011), per una contrazione delle risorse in campo.

Nuove rotte terresti per il traffico di droga
Trascurare le rotte terrestri potrebbe, nel tempo, favorire non solo il diffondersi dell’eroina, ma anche di quelle nuove droghe che giungono dall’est asiatico, come Mefedrone e Kfen.

Nella relazione congiunta dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) e dell’Europol sul mercato europeo degli stupefacenti (Bruxelles, 2013) si legge che la: “Turchia gioca ancora un ruolo centrale lungo la rotta dei Balcani, ma ci sono segnali di nuove rotte utilizzate dalla criminalità organizzata per rispondere ai successi di interdizione (ad esempio dei Balcani occidentali)”.

Da quanto analizzato è possibile concludere che la lotta al narcotraffico, non può registrare in alcun modo distrazioni e riduzioni dei livelli di attenzione.

Nel nostro paese non si può concludere di essere in presenza di una contrazione del consumo di eroina solo in ragione del numero più contenuto rispetto al passato di consumatori in carico ai Ser.D.. Si fanno necessarie politiche globali, a partire dall’attenzione nei confronti delle rotte sempre pronte a rinnovarsi per eludere controlli e sorveglianza.

Al momento, per quanto riguarda gli oppiacei, la cosiddetta Via della Seta, appare quella più utilizzata (il termine fu coniato dal geografo tedesco Ferdinand von Richthofen nel 1877, sebbene tra il 1271 e il 1295, il nostro Marco Polo la percorse da Venezia sino in Malesia, passando per la Cina).

Sarebbe opportuno, però, non trascurare la nuova Via della Seta. Fino al 2010, sui mercati del narcotraffico europeo ogni anno comparivano tra le quattro e le cinque nuove sostanze. Nel 2012 sono stati scoperti 73 nuovi “prodotti” in 690 diversi siti internet, molti dei quali cinesi e russi.

Conseguentemente, si fa necessario, un aumento dei finanziamenti per potenziare le operazioni delle forze di polizia e delle autorità doganali, i canali di comunicazione e informazione nonostante, e tutt’oggi, il grande nodo appaia il miglioramento della collaborazione tra posti di frontiera dell’Unione europea e paesi esterni all’Unione stessa.

È necessario ribadire, poi, la necessità di azioni di prevenzione e recupero in grado di coinvolgere l’intera comunità sotto il profilo socio-culturale e sanitario.

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