IAI
Diplomazia culturale

“Marchio Italia” da rinnovare

10 Mar 2014 - Iacopo Viciani - Iacopo Viciani

L’italiano è la quarta lingua studiata al mondo, l’ottava più usata su Facebook, con un bacino potenziale d’interessati di 250milioni di persone. Molti sono gli italofoni influenti nei paesi, e la diaspora italiana, con 80-100 milioni di italo discendenti, è la più estesa dopo quella cinese e rappresenta un gruppo economico influente in molti paesi.

L’Italia ha un capitale di reputazione legato alla cultura, alla lingua e al turismo non intaccato dalla crisi, ma sottoutilizzato perché frammentato. La semplice concentrazione può generare immediati ritorni turistici, d’investimenti, di export e d’influenza.

Promozione culturale
Il “marchio Italia” ha già una sua identificabilità all’estero, vi concorrono a formarlo i vari elementi che rappresentano il sistema Italia all’estero: studenti, nuova e vecchia emigrazione, beni materiali e immateriali, prodotti creativi, patrimonio culturale, audiovisivo, letterario e linguistico.

Il marchio non è stato ancora assunto, valorizzato, monitorato e gestito a livello istituzionale. Il rischio è che la reputazione e l’immagine dell’Italia siano etero-determinate negativamente e che il Paese subisca un’immagine troppo stereotipata, eccessivamente ancorata al passato.

Solo la rete di promozione culturale e linguistica dell’Italia è presente in più di 250 città al mondo, ma la sua presenza potrebbe essere molto più estesa e il suo impatto maggiore se fosse gestita in maniera unitaria. Vi sono duplicazioni e obiettivi differenti, anche per la presenza di vari testi legislativi che disciplinano separatamente la promozione della lingua, la scuola e la cultura italiana all’estero.

La rete di promozione nel “marchio Italia” è composta dai circa 80 istituti italiani di cultura, dalle 140 istituzioni scolastiche all’estero, dalle 146 associazioni che insegnano la lingua italiana, dai 322 lettori di lingua italiana nelle università straniere, i 20 addetti scientifici per la promozione della ricerca italiana e i 28 uffici dell’Ente nazionale del turismo.

A questi si aggiungo i comitati Dante Alighieri, associazioni private, che possono essere inserite in una strategia di sistema, così come le azioni di promozione territoriale degli enti locali e i comitati degli italiani all’estero.

Rete limitata
La rete è troppo concentrata in Europa, risultato della sua stratificazione storica nata nei luoghi d’aggregazione dell’emigrazione degli inizi del ‘900 e del dopo guerra. È ben posizionata in America Latina e nel nord Africa, ma resta limitata nel Golfo Persico e in Asia. Le recente proposta della chiusura di otto istituti italiani di cultura hanno alleggerito la presenza in Europa e mantenuto la copertura su 60 paesi.

Le competenze sono in capo al Ministero degli affari esteri (Mae), inclusa la gestione del personale degli insegnanti. Manca un coordinamento strutturato con le amministrazioni del Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo (Mibact), del Ministero dell’università e della ricerca (Miur), e con altri soggetti pubblici attivi nella promozione linguistica e culturale.

La situazione è peggiorata a seguito dell’abolizione della consulta nazionale per la promozione della cultura nel 2011 che era un organismo che con il tempo si era sclerotizzato. Oggi manca un luogo di discussione condiviso per l’elaborazione di una strategia pluriennale di promozione culturale, intesa in senso ampio.

Francia, Spagna, Regno Unito e Germania dedicano maggiori risorse alla promozione linguistica e culturale e hanno una struttura più autonoma dalla rete diplomatica, affidata a fondazioni o agenzie. In questi paesi la struttura centrale elabora gli spunti strategici e fornisce sostegno tecnico alle sedi nei paesi.

Nella scorsa legislatura alcuni parlamentari hanno presentato proposte di modifica della sola legge relativa agli istituti italiani di cultura, puntando ad aumentarne l’autonomia e a creare una sorta di agenzia autonoma, senza portare a sistema gli altri aspetti legati alla promozione della lingua, disciplinati da altri testi normativi.

Proposta
È possibile utilizzare la rete per aumentare un flusso turistico-culturale-linguistico e di domanda d’Italia, permettendo a chiunque di fare esperienza d’Italia a 360°, evitando la separazione troppo netta tra lingua, cultura, scienza, beni di consumo, regioni e turismo.

È importante monitorare e contribuire a formare la reputazione dell’Italia nei differenti paesi, utilizzando la rete e la nuova emigrazione, intervenendo in casi di criticità dannose politicamente ed economicamente. Questa più ampia rete potrebbe lavorare in sinergia con il nuovo Istituto nazionale per il commercio estero, ma non si configurerebbe per il servizio alle imprese.

La proposta è di nominare una figura politica con un forte mandato che si avvalga del dipartimento del turismo del Mibact, della direzione promozione del sistema paese e della Direzione italiani all’estero relativamente all’emigrazione italiana, entrambe del Ministero degli affari esteri.

Il primo obiettivo è quello di riattivare un luogo di programmazione strategica complessiva che coinvolga esperti del turismo, cultura, istruzione, enti locali, ricerca scientifica.

Contemporaneamente, si miri ad attivare programmi di sensibilizzazione di studenti e ricercatori in partenza per l’estero sul loro ruolo di “Ambasciatori dell’Italia nel mondo”, in collaborazione con scuole, università e organizzazioni di scambio studentesco, prevedendo che al programma partecipino anche esponenti delle comunità straniere che ritornano nei paesi di origine e coinvolgendo le élites straniere “italofone” che hanno studiato e conoscono l’italiano.

Importante è anche realizzare la prima rilevazione mondiale sulla reputazione dell’Italia nel mondo e convocare un Forum periodico sull’immagine e reputazione dell’Italia nel mondo a cui partecipino anche operatori economici, sportivi, della solidarietà ed enti territoriali attivi nel mondo.

Infine, l’obiettivo che richiede il maggiore investimento politico è riformare il sistema di governance complessivo dell’Ente nazionale per il turismo, Istituti Italiani di Cultura, scuole d’italiano, e associazioni per la promozione dell’Italia all’estero e comitati italiani all’estero in un’unica agenzia di diritto privato o in una Fondazione pubblico privata, vigilata dalla Presidenza del consiglio.

Le articolazione nelle città del mondo dell’agenzia sarebbero dei “Palazzi Italia”, luoghi dove fare incontro e esperienza d’Italia, intesa in senso ampio dalla cultura, all’economia, enogastronomia, conoscenza dei territori, scienza e design.

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