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Istituzioni finanziarie internazionali

Pubblico e privato per lo sviluppo sostenibile

4 Feb 2013 - Oliver Griffith - Oliver Griffith

Può apparire una novità per alcuni, ma le banche di sviluppo multilaterali e bilaterali hanno moltiplicato per quattro gli stanziamenti al settore privato nel corso dello scorso decennio, incrementando i loro investimenti annui dai dieci ai quaranta miliardi di dollari. Malgrado il dibattito sul giusto equilibrio tra il tradizionale aiuto pubblico allo sviluppo ed il sostegno del settore privato continui a dividere gli esperti, il vertiginoso aumento del volume complessivo delle banche di sviluppo è stato accolto in maniera positiva.

International Finance Corporation (IFC), la più grande banca multilaterale per lo sviluppo, ha assunto un ruolo centrale in questa discussione promuovendo l’importante ruolo svolto dal settore privato nel contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Nel 2011, ad esempio, ha coordinato uno studio firmato insieme ad altre trenta banche multilaterali e bilaterali (inclusa l’Italiana ‘Simest’) – intitolato Istituzioni finanziarie internazionali e sviluppo attraverso il settore privato – che delinea in dettaglio il circolo virtuoso innescato dalla cooperazione tra settore pubblico e privato.

Questa pubblicazione è stata divulgata in un momento particolarmente indicato, dato che il settore privato ha partecipato per la prima volta alla quarta edizione del Forum di alto livello sull’Efficacia degli aiuti svoltosi a novembre 2012 a Busan, in Corea del Sud.

Due lati della stessa medaglia
La dichiarazione conclusiva adottata a Busan segna una estensione dell’approccio tradizionale, aprendo alla cooperazione Sud-Sud, ai BRICS, alla società civile e al settore privato. Questo cambiamento di paradigma non avrà effetto immediato, ma i lavori legati alla dichiarazione conclusiva, considerata come un nuovo denominatore comune, sono iniziati a luglio 2012. IFC contribuirà energicamente a questo processo grazie ad una consolidata conoscenza del tessuto imprenditoriale nei mercati emergenti.

Il ruolo essenziale dell’attore pubblico nei paesi in via di sviluppo non viene, comunque, messo in questione. Il settore pubblico deve rimanere fonte di approvvigionamento di servizi essenziali per la popolazione come l’educazione, i servizi sanitari, le infrastrutture e gli ammortizzatori sociali.

Inoltre, i governi giocano un ruolo cruciale nella creazione di un ambiente favorevole agli investitori privati, garantendo un quadro legislativo adeguato, il rispetto dei diritti di proprietà ed adempimenti contrattuali, la sicurezza nazionale e la stabilità macroeconomica.

Il ruolo dei governi è di promuovere lo sviluppo economico assicurandone un’equa ripartizione tra i diversi segmenti della popolazione. Finanziamenti a fondo perduto, finanza multilaterale e bilaterale e assistenza tecnica aiutano i paesi che non hanno risorse e l’expertise necessario per adempiere pienamente ai ruoli citati.

Il settore privato è e deve essere una fonte di crescita e di opportunità che permetta a popolazioni indigenti di migliorare la propria condizione socioeconomica. Il settore pubblico può creare le precondizioni ed innescare i meccanismi necessari per favorire gli investimenti, ma sarà il settore privato in ultima istanza a generare la grande maggioranza della forza lavoro, a coadiuvare il miglioramento dei servizi pubblici e a contribuire in modo significativo alle entrate nelle casse dello stato.

Come si posizionano le istituzioni di sviluppo in questo panorama? Il rapporto del 2011 spiega come le istituzioni finanziarie internazionali giochino un ruolo essenziale nel sostegno del settore privato. Aziende in paesi in via di sviluppo necessitano non solo dell’accesso al credito volto ad espandere le proprie operazioni, ma anche di un’infrastruttura performante, di una regolamentazione locale adeguata, e di una forza lavoro qualificata.

Senza queste condizioni esse non potranno crescere, e questo vale a maggior ragione nei contesti più difficoltosi. Le istituzioni finanziarie internazionali hanno esperienza nei mercati più difficili e sono disposte a stanziare finanziamenti là dove istituti di credito privati tendono ad essere maggiormente avversi al rischio.

Possono inoltre fornire assistenza tecnica per migliorare i mercati, perfezionare la fattibilità finanziaria dei progetti ed attrarre investitori terzi fornendo conforto ed assicurazioni sul rischio. Assistono inoltre il settore privato nell’essere più inclusivo, promuovendo standard ambientali, sociali, e di corporate governance di alta qualità, che a loro volta affinano la sostenibilità dei progetti.

Passo storico
Per citare qualche esempio, finanziamenti stanziati da istituzioni finanziarie internazionali hanno aiutato ad estendere la rete mobile nelle aree rurali della Papa Nuova Guinea, comportando una serie di vantaggi propri ad una migliore rete di comunicazione.

In Senegal, partenariati pubblico-privati facilitano la creazione di un’infrastruttura destinata ad avere un impatto positivo sulla crescita economica. In India tali schemi hanno un impatto positivo sulle condizioni di vita nelle aree urbane più disagiate. In un momento cruciale come quello che vive oggi l’Egitto, investimenti privati favoriscono la creazione di numerosi posti di lavoro, mentre in Brasile il microcredito e formazioni professionali hanno migliorato considerevolmente le condizioni dei venditori ambulanti.

In tempi di risorse scarse ci si chiede se i governi possano permettersi di sostenere entrambi i settori, pubblico e privato. La risposta è si. La maggior parte di queste istituzioni si autofinanziano usando i rimborsi dei prestiti stanziati in precedenza per investire in nuovi progetti. Il successo è dimostrato dalla loro ristretta necessità in capitale. Nonostante la crescita sostanziale dei loro investimenti negli ultimi anni, la maggior parte di queste istituzioni non ha ricevuto significativi contributi sotto forma di capitale, mentre aiuti diretti ai governi necessitano solitamente di continui esborsi da parte dei governi donatori. Inoltre, dato che le aziende patrocinate da istituzioni finanziarie internazionali contribuiscono alle entrate nelle casse dello stato che ospita il progetto, la necessità di aiutare questi stati viene ridotta considerevolmente.

Per concludere, aiutare il settore privato nei suoi investimenti più giudiziosi costituisce una proposta vincente sia per i donatori che per i paesi in via di sviluppo. Una piccola porzione di capitale combinato con adeguati servizi di assistenza tecnica può stimolare talenti e finanziare investitori privati, che a loro volta stimoleranno l’attività economica locale. Questo tipo di ragionamento non deve creare sconcerto, ma deve essere accettato come un passo storico nel mondo dello sviluppo.

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