IAI
Bilancio 2013

Mannaia sulla difesa Usa

22 Feb 2013 - Claudio Catalano - Claudio Catalano

I prossimi mesi saranno impegnativi per il Pentagono a causa della sfortunata combinazione di due eventi con effetti restrittivi sul bilancio. Il primo consiste nella necessità di alzare il tetto del debito, scongiurare il fiscal cliff ed evitare la “sequestration”, ovvero il taglio automatico delle spese in eccedenza. Il secondo riguarda l’“Air-Sea battle”, la nuova dottrina per il post-Afghanistan, che comporterà cambiamenti alla pianificazione militare.

Probabili eccedenze
Sono già quattro anni che il deficit federale Usa supera i mille miliardi di dollari, creando il pericolo di “sequestration”, se il Congresso non troverà 1.200 miliardi. Le riduzioni agiscono in due modi, prima fissando limiti di spesa, poi, attraverso il taglio automatico delle eccedenze.

Il “Budget Control Act of 2011” (Bca) ha previsto nel periodo 2012-2021 limiti alle spese discrezionali sulla voce “sicurezza”, che dal 2014 includerà solo Pentagono e National Nuclear Security Administration. Nel caso in cui le spese discrezionali superassero il limite scatterebbe la “sequestration” sulla parte eccedente.

Amministrazione e Congresso hanno rimandato di due mesi le scadenze di gennaio, con l’approvazione in settembre della Continuing Appropriations Resolution che fino al 27 marzo garantisce i fondi federali in mancanza di leggi di bilancio e l’“American Taxpayer Relief Act” del primo gennaio 2013, che estende le leggi fiscali favorevoli fino al primo marzo.

Il Congresso ha approvato il 23 gennaio la sospensione fino a maggio del tetto del debito, che a dicembre aveva ha già raggiunto i 16.4 miliardi di dollari, in modo da separare la questione dal “fiscal cliff” dando respiro ad amministrazione, Pentagono e Congresso, impegnati in una corsa contro il tempo.

Circa la metà delle “sequestration”, stimate dal Bca a 109 miliardi annui nel periodo 2012-2021, interesserebbe il bilancio discrezionale difesa con tagli automatici su ciascun programma o voce da calcolare sul “Defense Appropriations Act FY2013”.

Nel rapporto dell’Office of Management and Budget (Omb) di agosto 2012, basato sulle proposte di leggi di bilancio 2013, la parte sicurezza sarebbe in eccesso di 6,6 miliardi. Nelle proposte per il 2012, l’eccedenza era 10 miliardi.

Il Pentagono ha iniziato a calcolare i possibili tagli automatici nel dicembre 2012, e più che difendere numeri e percentuali, punterà ad ottenere capacità, confidando in una certa flessibilità nei tagli. Le riduzioni dovrebbero essere effettuate non sui singoli programmi, ma sul livello totale di spesa, permettendo di ripartire meglio le riduzioni. Ma la parola finale è all’Omb.

Nuova dottrina
La dottrina “Air-Sea battle” del gennaio 2012 si focalizza sull’Asia-Pacifico e si basa operativamente sull’anti-accesso e interdizione d’area. Il capitano di vascello DuPree e il colonnello dell’aeronautica Thomas sono gli autori del concetto militare più dibattuto nel 2012, tanto da essere inseriti nella classifica di DefenseNews dei personaggi più influenti nella difesa.

La dottrina muta completamente i paradigmi operativi, ma non considera i tagli già previsti, complicando la situazione e creando un ribilanciamento tra le singole forze armate, con una notevole riduzione per esercito e Marines rispetto al periodo dell’Afghanistan. Prima vittima sarà infatti il veicolo da combattimento “Ground Combat Vehicle” la cui fase di sviluppo è estesa di sei mesi e l’assegnazione del contratto di produzione e sviluppo sarà per un solo fornitore, invece di due.

Paradossalmente, con l’”Air-Sea Battle” si riduce il ruolo di Marina e aviazione navale: due gruppi portaerei sono sospesi a tempo indefinito, quattro su nove degli squadroni aeronavali saranno sciolti dal marzo 2013, il supporto agli aerei imbarcati sarà ridotto tra aprile e settembre 2013 e non saranno attivati nuovi programmi.

Il paradosso si spiega perché la minaccia missilistica nel Sud Pacifico è tale che il raggio d’azione degli aerei imbarcati – in servizio e futuri – non è sufficiente a mettere al riparo le portaerei dal lancio di missili da terraferma, rendendole costose ed inservibili. La dottrina richiede risorse navali e sottomarine, mine navali, sistemi anti-missile, sistemi spaziali e cyber security. Esiste il progetto di un bombardiere strategico stealth, che potrebbe essere senza pilota.

Anche il settore emergente dei velivoli a pilotaggio remoto, uno dei pochi ad avere un aumento nel bilancio 2013 con una richiesta per 3,8 miliardi di dollari, potrebbe subire riduzioni a causa dell’”Air-Sea battle”. Infatti, questi velivoli sono generalmente vulnerabili se non c’è, come in Afghanistan, superiorità aerea e assenza di antiaerea, quindi sono inadatti a fronteggiare la minaccia missilistica in Asia.

Per il Pentagono diventano interessanti i missili ipersonici convenzionali del programma “Prompt Global Strike” per colpire ovunque dagli Stati Uniti in circa mezz’ora, come Hypersonic Test Vehicle lanciato nella stratosfera a 25.000 km/h colpisce a 7.500 km e l’Army Advanced Hypersonic Weapon che è capace di colpire a 4.300 km.

Si sospetta che lo shuttle senza pilota X-37 possa lanciare attacchi dallo spazio. In generale, nel post-Afghanistan tutte le forze armate americane taglieranno i costi di operazioni e supporto, avendo già ridotto all’osso il personale e i materiali, ma il pericolo è quello di una forza svuotata (hollow force), che non ha personale, addestramento, armamenti, parti di ricambio sufficienti per il mantenimento dello strumento operativo.

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