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Priorità e scadenze

Un 2013 dalle apparenze anodine

2 Gen 2013 - Giampiero Gramaglia - Giampiero Gramaglia

Sulla bilancia delle attese, il 2013 non fa il peso, rispetto all’anno che l’ha preceduto ed a quello che verrà. Il 2012 era nato con una sua fisionomia ben precisa: un trittico di elezioni presidenziali cruciale, Russia, Francia, Usa; e l’anniversario del Titanic, un secolo dopo; e doveva essere, ma non lo è stato, l’anno dell’uscita dalla crisi. Il 2014 sarà un anno essenzialmente europeo, con il rinnovo di tutte le istituzioni comunitarie e con il centenario della Grande Guerra.

Uscita dal tunnel
Quest’anno tutto nuovo, invece, una sua fisionomia, almeno per ora, non c’è l’ha proprio. Non è denso di elezioni importanti, anche se ci sono – a portare un brivido europeo – quelle politiche italiane a febbraio e tedesche a settembre. È un anno senza Olimpiadi di sorta, né Mondiali né Europei di calcio. Ed è un anno senza un bell’anniversario tondo a cercarlo col lanternino, tutte ricorrenze mosce che celebrarle sarà difficile: il 60° anniversario della morte di Stalin – il 5 marzo, il 25° anniversario della strage di piazza Tienanmen – il 4 giugno; o, ancora, il 20° anniversario della separazione della Cecoslovacchia fra Repubblica Ceca e Slovacchia – subito il 1.0 gennaio: o, infine, il 200° della nascita di Verdi, che ha il suo fascino, ma non appartiene alla geo-politica.

Però, anche se nasce senza sfarzo, ché in tempi di crisi i lustrini sono di troppo, il 2013 dell’Unione è già pieno di novità da spacchettare: ci sarà – è deciso – un nuovo Stato membro, il 28º, la Croazia, che aderirà il primo luglio – altro che perdere i pezzi, l’Ue cresce sempre; ci sarà – è quasi sicuro, magari prima di uscire dall’inverno – l’adozione del nuovo quadro finanziario europeo 2014-2020; e ci sarà – è certo – la progressiva attuazione dell’Unione bancaria e la fine del segreto bancario.

Ma quello che tutti si augurano di trovare nel 2013, la fine della crisi e il ritorno della crescita, non è affatto scontato che ci sia. Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce), facendo un rapporto, il 19 dicembre, al Parlamento europeo, ha ipotizzato una “ripresa lenta”, meglio d’un pezzo di carbone, ma non proprio il regalo atteso.

Certo, uno potrebbe proclamare a priori il 2013 l’anno dell’uscita dal tunnel, dopo che le speranze risposte nel 2012 sono andate deluse. Ma nessuno ci crede fermamente, magari per scaramanzia. Anzi, molti sarebbero già contenti che l’Anno Nuovo non sia peggiore di quelli precedenti, com’è puntualmente successo nella galleria di ‘anni orribili’ post 2008.

Routine
Così, sull’agenda, restano una successione di appuntamenti standard e di routine: Vertici, riunioni, scadenze del G20, del G8, dell’Ue, delle altre organizzazioni regionali. Tutte cose di per sé noiose, se non c’è una crisi da risolvere, o una decisione da prendere cruciale; e poi le sessioni periodiche, più o meno mensili, dei Consigli dei ministri specializzati e dell’Eurogruppo, le plenarie del Parlamento europeo e delle altre istituzioni assembleari, i consigli della Bce. Negli Stati Uniti, ci sarà l’insediamento a presidente di Barack Obama; in Medio Oriente, le elezioni israeliane, ma, soprattutto, gli sviluppi dell’insurrezione siriana e della transizione egiziana.

L’Unione europea, invece, che è sempre sul punto di perdere i pezzi, tra la Grecia che le cassandre vedevano già fuori dall’euro e la Gran Bretagna che è a disagio nell’Ue, sa già che comincia a 27 e finirà a 28. E, dopo la Croazia, in fila a negoziare l’ingresso, ci sono l’Islanda e più o meno tutti i Paesi balcanici: insomma, è la solita storia, chi è dentro si lamenta, ma chi è fuori vuole entrare.

E, sul piano istituzionale, l’Anno Nuovo dell’Ue dovrebbe muoversi lungo il percorso tratteggiato dalla Commissione e dal rapporto dei quattro presidenti (Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi): si parte dall’unione bancaria, si finirà – ma non ora nel 2013, magari verso la fine degli Anni Dieci – con la piena integrazione finanziaria, sia sul fronte pubblico che su quello privato.

Appuntiamoci, ora, le principali scadenze di questo 2013 dalle apparenze anodine:

1° gennaio – La Russia assume la presidenza di turno annuale del G20; la Gran Bretagna assume quella del G8; l’Ucraina quella dell’Osce, l’Irlanda la presidenza di turno semestrale del Consiglio dei Ministri dell’Ue. Inizia l’anno Ue della cittadinanza europea.

7 gennaio – Washington, visita del presidente afghano Hamid Karzai.

10 gennaio – Dublino, conferenza stampa di presentazione del semestre di presidenza irlandese.

11 e 12 gennaio – Rep. Ceca, elezioni presidenziali.

12 gennaio – Marsiglia, apertura di Marseille – Provence capitale europea della cultura 2013.

20 gennaio – Austria, referendum sulla soppressione del servizio militare obbligatorio.

20 gennaio – Gerusalemme, assemblea plenaria del Congresso Ebraico Mondiale (fino al 22).

21 gennaio – Washington, insediamento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

21 gennaio – Addis Abeba, Vertice dell’Unione africana (fino al 28).

22 gennaio – Israele, elezioni politiche.

23 gennaio – Giordania, elezioni politiche.

23 gennaio – Davos (Svizzera), World Economic Forum 2013 (fino al 27).

27 gennaio – Bulgaria, referendum sul nucleare.

2 febbraio – Il Cairo, Vertice della Conferenza islamica (fino al 7).

3 febbraio – Cuba, elezioni parlamentari.

7 e 8 febbraio – Bruxelles, Vertice europeo sulle prospettive finanziarie a medio termine dell’Ue.

24 febbraio – Cinema, Hollywood, Oscar.

24 e 25 febbraio – Italia, elezioni politiche.

4 marzo – Kenya, elezioni presidenziali.

14 e 15 marzo – Bruxelles, Vertice europeo.

30 marzo – Città del Capo, Vertice dei Brics.

18 aprile (fino al 21) – Washington, Fmi/Bm, riunioni di primavera, con a margine incontri G20 e G8.

6 maggio – Budapest, Assemblea plenaria del Congresso Mondiale Ebraico (fino al 7).

8 maggio – Madagascar, elezioni presidenziali.

18 maggio – Musica, Stoccolma, concorso dell’Eurovisione.

30 maggio – Bruxelles, Vertice europeo.

13 giugno – Londra, G8, Vertice.

23 giugno – Albania, elezioni politiche.

23 giugno – Tunisia, elezioni presidenziali e politiche. Eventuale ballottaggio il 7 luglio.

27 e 28 giugno – Bruxelles, Vertice europeo.

1° luglio – Ue, la Croazia diviene il 28.o Stato membro; la Lituania assume la presidenza di turno (semestrale) del Consiglio dei Ministri.

19 luglio – Mosca, G20, riunione ministri finanze e governatori banche centrali.

22 settembre – Germania, elezioni federali.

5 e 6 settembre – Russia, San Pietroburgo, G20, Vertice.

17 settembre – Onu, apertura Assemblea generale Nazioni Unite.1° ottobre – Bali, settimana di riunioni dei leader dell’Apec.

9 ottobre (fino all’11) – Washington, Fmi/Bm, riunioni annuali, con a margine incontri G20 e G8.

24 e 25 ottobre – Ue, Vertice europeo.

27 ottobre – Turchia, elezioni amministrative.

Novembre – Sri Lanka, Vertice del Commonwealth.

19 e 20 dicembre – Bruxelles, Vertice europeo.

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