IAI
Annuario sulla politica estera dell’Italia

Italia in bilico

23 Apr 2012 - Stefania Cicco - Stefania Cicco

Il 2011 potrà un giorno essere ricordato come “l‘anno della svolta” della politica estera dell’Italia, protagonista di una delle stagioni più difficili della sua storia, stretta tra il progressivo deterioramento del quadro politico interno e il parallelo crollo della credibilità a livello internazionale.

A raccontarne gli sviluppi e i momenti salienti è l’edizione 2012 dell’annuario “La politica estera dell’Italia”, frutto di una collaborazione ormai pluriennale tra lo IAI, l’Ispi e la casa editrice Il Mulino. Severo il giudizio: “La china da risalire non è delle più agevoli” e, per fronteggiare la competizione internazionale e recuperare prestigio, occorrono “strategie condivise” e “uno sforzo collettivo che coinvolga tutte le istituzioni”.

Vie d’uscita
Il rapporto redatto dagli esperti dei due ‘think tank’ analizza le tappe più significative di questo travagliato percorso e ne approfondisce i fattori di complicazione (incertezza del contesto europeo, emergenza immigrazione, crisi della leadership, dipendenza energetica), ricercandone le vie d’uscita possibili. Ne filtrano i segnali di luce degli sviluppi positivi lasciati intravvedere dalle prime mosse diplomatiche ed europee del governo Monti, anche se poi il 2012 è stato foriero di difficoltà in scacchieri dove la politica estera dell’Italia è tradizionalmente debole o assente, come l’Africa o l’India.

Il tramonto di un approccio personalistico alla politica estera appare un fatto compiuto: quell’approccio era caratteristico del governo Berlusconi, quando il presidente del Consiglio riteneva di potere ovviare, grazie all’empatia con alcuni leader, non necessariamente i più rispettati e rispettabili sulla scena mondiale, alle carenze strutturali del sistema Italia e alle difficoltà dell’Italia d’inserirsi, ad esempio, nella gestione internazionale delle crisi nel mondo arabo.

Ma i risultati della svolta sono ancora tutti da verificare: all’accresciuta credibilità deve corrispondere una maggiore affidabilità e una accresciuta efficienza. Il racconto dell’annuario si ferma, per sua natura, al 31 dicembre 2011, ma il volume, che sarà in libreria a fine maggio e di cui è ora disponibile il rapporto introduttivo, contiene molti spunti prospettici.

Dimensione europea
Ciò che fino all’avvicendamento al governo tra Berlusconi e Monti sembra avere maggiormente danneggiato, nell’analisi di IAI e Ispi, l’Italia sul piano internazionale, è stato l’atteggiamento sbagliato verso l’Unione europea e, in particolare, la mancanza di una strategia coerente per promuovere e a consolidare il ruolo del paese nell’Ue: “Nel 2011 i rapporti con l’Ue hanno vissuto una grave crisi, che solo verso la fine dell’anno, grazie ad una serie di iniziative interne ed internazionali intraprese dal governo Monti, è sembrata in via di superamento”.

Il deficit di attenzione verso la dimensione europea, che ha caratterizzato anche altri paesi Ue, è stato, inoltre, in netto contrasto con un “orientamento consolidato della politica estera del paese”, generando una nociva discontinuità sia a livello continentale che internazionale. La percezione dell’isolamento a livello europeo, ad esempio, ha avuto un impatto nei rapporti con gli Stati Uniti, creando problemi e difficoltà. L’affidarsi alla capacità di leadership americana era stata, tra l’altro, per vari anni, un’ancora di salvezza per l’Italia, che ora, però, deve fare i conti con un mutato atteggiamento americano nello scenario internazionale.

Un altro punto debole della politica estera dell’Italia nel 2011 è stata la sorpresa con cui sono stati accolti e affrontati la Primavera araba e il domino dei satrapi nel Nord Africa, anche e soprattutto in un paese come la Libia al cui regime il governo di Roma era legato in modo speciale (ed eccessivo). L’Italia, in questo caso, però, sullo stesso piano dell’intero Occidente, ha cercato di fronteggiare l’inattesa situazione con una “retorica della democratizzazione” esasperata, confidando in un ruolo di mediazione risolutore, non legittimato, però, come magari in passato, da una effettiva autorevolezza politica ed economica se non morale.

Lungo respiro
Quella tra IAI e Ispi è una collaborazione che funziona, anche per la buona sintonia tra i due Istituti su come guardare all’azione di politica estera dell’Italia, tenendo, cioè, presente un interesse nazionale lungimirante, non di corto respiro, e i contesti istituzionali internazionali di cui l’Italia è parte. Quest’anno, a differenza dei precedenti, l’annuario di sofferma su un numero di argomenti selezionato, privilegiandone l’approfondimento sulla completezza: l’Italia nella crisi finanziaria e la denazionalizzazione della politica economica; l’Italia di fronte alla “primavera araba”; l’Italia e la crisi libica; l’Italia e l’Ue; la politica dell’immigrazione; la questione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti.

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