IAI
Legge di stabilità 2012

Colpo di grazia alla cooperazione italiana

27 Ott 2011 - Iacopo Viciani - Iacopo Viciani

Il parlamento italiano sta esaminando in questi giorni la legge di Stabilità 2012 e la legge di Bilancio, che registrano i tagli delle manovre d’estate. Per la legge che disciplina la cooperazione allo sviluppo (legge 49/87) gestita dalla Direzione generale cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del ministero degli affari esteri (Mae) si passa dai 179 milioni di euro del 2011 – che era già stato il minimo storico dal 1996 – a un altro minimo con soli 86 milioni di euro (-51%).

Si tratta del terzo dimezzamento degli ammontari in quattro anni, ossia dall’inizio di questa legislatura. Il taglio complessivo applicato al Mae dalle manovre estive è stato di 206 milioni di euro, di cui 92 milioni a carico della legge 49/87 che pesa però per il 10% circa sull’intero bilancio del ministero.

Tracollo
Dal 2008, anno in cui gli stanziamenti per la cooperazione avevano raggiunto i livelli più alti, con 732 milioni di euro, si arriva a 86 milioni (-88%), mentre nello stesso periodo il bilancio del Mae, al netto delle disponibilità della cooperazione, passa da 1,8 miliardi di euro a 1,6 miliardi (-11%), con un numero di uffici all’estero, tra ambasciate e consolati praticamente immutato.

Con uno stanziamento di soli 86 milioni di euro sarà obbligatorio un ulteriore ridimensionamento dell’azione italiana di cooperazione, se si pensa che nel 2009 le stesse risorse erano state stanziate dall’Italia in soli due paesi – Etiopia e Afghanistan – dei 61 paesi in cui interveniva.

In risposta al dimezzamento delle risorse 2010-2011 la cooperazione italiana aveva ridotto la lista dei paesi prioritari da 35 a 25; forse nel 2012 si avranno solo 15 paesi d’intervento, sempre che siano disponibili risorse per nuove iniziative. Il Mae prevede comunque una ulteriore riduzione degli uffici territoriali di cooperazione, dopo la riduzione dagli iniziali 21 del 2009 ai 13 del 2011.

Alle scarsissime dotazioni della legge 49/87 vanno sottratte le spese di funzionamento e gli impegni pluriennali già sottoscritti. Alla fine sarebbero disponibili per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo meno di 20 milioni di euro, che equivalgono a meno delle dotazioni dedicate dalla cooperazione italiana per le sole risposte alle emergenze nel 2010.

Organizzazioni internazionali
Il risultato è che gli interventi a dono verranno pesantemente ridimensionati, con l’azzeramento di tutti i contributi volontari ai bilanci delle organizzazioni internazionali di sviluppo, come il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, le erogazioni al Fondo sicurezza alimentare della Fao, i contributi al Comitato internazionale della Croce rossa e all’Agenzia per i profughi palestinesi.

Nuovi interventi di cooperazione potranno essere avviati solo facendo ricorso ai crediti d’aiuto dove le disponibilità, adesso intorno ai 200 milioni, non sono state intaccate dai tagli. Tuttavia, si tratta di uno strumento d’azione di lungo periodo, che ha bisogno di tempo e governi stabili per poter essere impiegato.

Si tratta di un ammontare che dimostra tutta la sua inadeguatezza per il soggetto pubblico di riferimento della politica di cooperazione, se paragonato con i risultati di raccolta fondi da privati delle maggiori Organizzazioni non governative (Ong) italiane. Infatti le disponibilità finanziare 2012 della Dgcs sono addirittura inferiori a quanto le prime due Ong italiane per raccolta fondi da privati (Medici senza frontiere e ActionAid) hanno raccolto dai cittadini italiani.

Oltre alla cooperazione allo sviluppo, la legge di bilancio registra riduzioni forti per molte altre spese sociali e di solidarietà: Fondo politiche per la famiglia (-38%), Fondo politiche giovanili (-75%), azzeramento del Fondo affitti, Fondo servizio civile (-40%), Fondo accoglienza per i rifugiati internazionali (-83%), ormai quasi azzerato.

Priorità
Vi sono alcuni stanziamenti che sono salvaguardati. La manovra conferma il 5 per mille per il 2012 con tetto di copertura per 400 milioni di euro come nel 2011 e i 70 milioni sul Fondo per le politiche sociali.

Si continuano a stanziare 180 milioni di euro per il trattato Italia Libia e si dispone lo stanziamento di 750 milioni di euro per le missioni militari internazionali (ammontare invariato rispetto al costo di sei mesi di operazioni militari all’estero lo scorso anno).

Si conferma l’investimento di 375 milioni l’anno fino al 2022 per la costruzione delle fregate italo-francesi Freem e di almeno 70 milioni fino al 2023 per la partecipazione al consorzio europeo di aereonautica militare.

Infine, quasi paradossalmente, nonostante il clima di austerità, per alcuni dicasteri o spese si registra un incremento, di cui potrebbe beneficiare anche la cooperazione allo sviluppo multilaterale gestita dal ministero dell’economia e finanze. Ad esempio la manovra ripartisce il 50% di un tesoretto imprevisto legato alla vendita all’Asta delle frequenze Tlc – 750 milioni di euro – tra sei ministeri, soprattutto Interno e Difesa. Si prevede anche lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro aggiuntivi per politiche giovanili, addestramento militare, ospedali universitari non statali, rete ferroviaria, festeggiamenti della ricorrenza del 4 novembre.

Insomma, per la cooperazione allo sviluppo, la legge di stabilità 2012 conferma alcune tendenze emerse dal 2008 in poi:
1) la progressiva dismissione degli interventi pubblici a dono di cooperazione bilaterale che si inserisce in una riduzione generale degli investimenti sociali e di solidarietà,
2) la trasformazione della struttura di cooperazione in un “ente inutile”,
3) la tenuta degli investimenti degli italiani in interventi di cooperazione con alcune Ong che sono finanziariamente attori più rilevanti dell’istituzione pubblica,
4) la capacità del ministero dell’economia di reperire fondi per la proprie aree di competenza di cooperazione 5) la tenuta delle spese e investimenti militari.

.