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Nuove strategie europee

L’Ue e la corsa allo Spazio

20 Mag 2011 - Alberto Traballesi - Alberto Traballesi

Gli Stati membri dell’Ue stanno definendo la loro posizione in vista del Consiglio competitività del prossimo 31 maggio, che dovrà adottare la comunicazione della Commissione “Verso una strategia spaziale dell’Unione europea al servizio dei cittadini”.

L’iniziativa si inserisce nello sviluppo di una politica spaziale europea, la cui importanza ha trovato formale riconoscimento nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che all’Articolo 189 impegna l’Ue ad elaborare una sua politica spaziale “per favorire il progresso tecnico e scientifico, la competitività industriale e l’attuazione delle sue politiche”. A tal fine il Consiglio ed il Parlamento europeo adotteranno le misure necessarie per configurare un programma spaziale europeo, in stretta connessione e complementarietà con gli Stati membri.

Proiezione globale
La comunicazione della Commissione, alla quale dovrebbe seguire il progetto di programma spaziale, riflette le conclusioni alle quali sono pervenute le sette riunioni congiunte del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Agenzia spaziale europea (Esa), il Consiglio Spazio previsto dall’Accordo quadro tra Commissione ed Esa del 2004. Conclusioni che sono state successivamente adottate dal Consiglio competitività dell’Ue.

Gli obiettivi della futura politica spaziale europea sono stati individuati nella promozione del progresso scientifico e tecnologico, nel sostegno all’innovazione e alla competitività industriale, nell’estensione dei benefici delle applicazioni spaziali ai cittadini europei e nel rafforzamento dell’Unione europea quale attore protagonista delle attività spaziali. Il conseguimento di questi obiettivi dipenderà, fra l’altro, dal mantenimento di un accesso indipendente e autonomo allo spazio.

La priorità assoluta è stata assegnata all’attuazione dei progetti, cosiddetti “faro”, Global navigation satellite systems (Gnss), Galileo e European geostationary overlay service (Egnos) e Global monitoring for environment and security Gmes), come indicato dal IV Consiglio Spazio del 22 maggio 2007. Le ulteriori priorità vanno dal concorso alla lotta contro i cambiamenti climatici, alla partecipazione alla realizzazione di un sistema di sorveglianza dello spazio, per proteggere gli assetti spaziali, e allo sviluppo di capacità europee per rafforzare la vigilanza marittima, il controllo delle frontiere e il supporto agli interventi in situazioni di crisi.

Obiettivi strategici
Egnos e Galileo costituiscono la prima infrastruttura pubblica spaziale di proprietà esclusiva dell’Unione e da essa gestita. Egnos è un sistema di potenziamento, basato su satellite, per migliorare l’accuratezza dei segnali trasmessi dai sistemi di navigazione attualmente in funzione, ed è già operativo su buona parte dell’area europea. Galileo, i cui primi servizi sono previsti per il 2014/2015, garantirà l’indipendenza europea nel settore e assicurerà una copertura globale con un’accuratezza metrica e decimale in linea con i piani di ammodernamento del Gps americano e del Glonass russo.

Il programma Gmes fornirà invece all’Unione una capacità di osservazione della Terra, integrando capacità nazionali ed europee, e contribuirà al perseguimento degli obiettivi comunitari in materia di sviluppo sostenibile e di governance globale, favorendo la lotta ai cambiamenti climatici, la sorveglianza marittima, il controllo dei confini e dei traffici illeciti, il supporto alla gestione delle emergenze e degli aiuti umanitari.

La Commissione è impegnata ad elaborare un programma Gmes pienamente operativo dal 2014. Il sistema italiano di osservazione Cosmo-SkyMed ed il suo successore svolgeranno un ruolo chiave nel programma. Per quanto riguarda la dimensione della sicurezza del progetto Gmes, va sottolineato che il VII Consiglio Spazio ha raccomandato di concentrarsi maggiormente “sulle possibili risposte ai bisogni specifici delle politiche di sicurezza e dei servizi dedicati”, riconoscendo nel contempo che “l’impegno dell’Ue per le questioni di sicurezza e di difesa si è rafforzato con il Trattato di Lisbona e la creazione del Servizio europeo per l’azione esterna”.

Ovvero, anche se il programma Gmes è nato con finalità civili, la sua dualità deve essere ottimizzata e sfruttata per rispondere adeguatamente all’evoluzione dello scenario geostrategico mondiale e delle conseguenti necessità di sicurezza per i cittadini.

Sorveglianza
Le infrastrutture spaziali sono molto delicate e richiedono, dunque, adeguata protezione. Già il V Consiglio Spazio aveva segnalato la necessità di “sviluppare una capacità operativa europea di monitoraggio e controllo della propria infrastruttura spaziale e dei rottami spaziali”.

L’esigenza, cioè, di realizzare un dispositivo di Sorveglianza dello Spazio (Space situational awareness, Ssa), indispensabile per evitare l’alto rischio, oggi presente, di collisioni accidentali dei satelliti con detriti pericolosi e proteggere le infrastrutture in orbita dagli effetti derivanti da fenomeni di natura elettromagnetica originati dal Sole o per ridurre il rischio d’impatto sulla superficie di corpi e oggetti orbitanti nello spazio.

L’infrastruttura per la Ssa sarà realizzata integrando future capacità dell’Unione con assetti degli Stati membri. Un’iniziale capacità potrebbe essere conseguita adattando e mettendo a fattor comune risorse già operative a livello nazionale, come radar e telescopi ottici. Non si potrà prescindere dalla collaborazione con gli Stati Uniti, perché gli Usa hanno già sviluppato una valida struttura Ssa e sono al momento gli unici in grado di fornire dati aggiornati e sicuri sulla situazione spaziale.

Esplorazione
La necessità di un programma europeo per l’esplorazione dello spazio era già stata evidenziata nelle risoluzioni del Consiglio Spazio del 2008 e 2009, che l’avevano indicata come una priorità. Forte dei successi conseguiti, l’Ue potrà infatti giocare un ruolo essenziale nella cooperazione internazionale per l’esplorazione del sistema solare e per l’individuazione delle condizioni per consentire la vita oltre il nostro pianeta.

Per giunta, l’esplorazione dello spazio offre molte opportunità di progresso tecnologico e scientifico, con importanti ricadute anche in settori non spaziali. Al momento sono stati individuati quattro temi preminenti: le tecnologie critiche, la stazione spaziale internazionale, l’accesso allo spazio e l’istituzione di un forum internazionale ad alto livello.Prima di passare al consolidamento di un programma spaziale europeo, si dovrà tuttavia migliorare il coordinamento degli interventi, definendo compiti e limiti dei vari attori in campo. In particolare, andranno chiariti ruolo e responsabilità della Commissione e dell’Esa alla luce del Trattato di Lisbona, ma senza disperdere il patrimonio di esperienze e successi accumulati dall’Agenzia nei decenni trascorsi dalla sua nascita.

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