IAI
La nostra rivista

Saluti ai lettori

2 Set 2008 - Stefano Silvestri - Stefano Silvestri

Per più di trent’anni l’Istituto Affari Internazionali non ha avuto una sua rivista in lingua italiana, concentrando invece le sue limitate risorse sulla rivista trimestrale in lingua inglese, The International Spectator*. Si trattava di una scelta pressoché obbligata, per partecipare pienamente al dibattito internazionale e contribuire così a far conoscere il punto di vista e le specifiche sensibilità italiane nel mondo degli istituti di ricerca. Tale scelta ha avuto successo, sia sul piano editoriale (dove la nostra rivista raccoglie lusinghieri successi ed è ormai ben conosciuta ed affermata) sia per le attività internazionalistiche dell’Istituto, che è ormai divenuto il principale interlocutore italiano dei maggiori centri di ricerca esteri.

Tuttavia questa scelta ha limitato la nostra capacità di partecipare al dibattito italiano. Certo, molti nostri collaboratori, in tutti questi anni, hanno potuto far sentire la loro voce sui grandi media nazionali, dalla carta stampata alle agenzie di stampa, alla televisione e alla radio, e lo IAI è comunque divenuto un interlocutore credibile ed accettato delle maggiori istituzioni governative, economiche e politiche nazionali, ma è mancato uno strumento più agile e puntuale di intervento e riflessione, che permettesse di valutare i maggiori eventi internazionali in tempo reale, anche se con l’ottica particolare del ricercatore e dell’analista.

Per questo, due anni or sono, con il generoso sostegno della Compagnia San Paolo, lo IAI ha deciso di sperimentare l’avvio di questa nuova iniziativa editoriale on-line, affarinternazionali.it

L’esperimento, grazie in particolare alla dedizione e all’impegno del suo primo direttore responsabile, Enrico Sassoon, ci sembra bene avviato e degno di proseguire e, se possibile, rafforzarsi. Anche per questo, abbiamo deciso di collegare più strettamente la rivista con il lavoro ed il dibattito giornaliero in corso presso l’Istituto, riportando a Roma, presso lo IAI, l’attività di direzione oltre che di redazione. In questo quadro, e per facilitare una tale transizione, ho accettato l’invito del Comitato esecutivo di assumere la direzione della rivista.

Più legata all’Istituto, dunque, ma non una rivista “di istituto”: in altri termini Affarinternazionali rimane una voce indipendente e distinta, cui collaborano i ricercatori e gli amici dello IAI, ma anche altre voci del tutto indipendenti. Né la rivista è, né deve diventare, il portavoce delle opinioni dell’istituto, e questo per almeno due ragioni: la prima, perché lo IAI, in quanto istituto di ricerca, non ha opinioni politiche proprie, diverse da quelle, liberamente espresse, dei suoi singoli ricercatori, fatto salvo l’unico obbligo politico ed ideale del rispetto di quanto stabilito dal suo statuto; la seconda, perché gli articoli pubblicati sono tutti firmati dai loro autori che, in tal modo, si assumono la piena paternità delle loro opinioni. Ad un lettore attento non saranno certo sfuggite le numerose volte in cui due articoli da noi pubblicati esprimevano punti di vista diversi tra loro: ciò è da noi apprezzato ed incoraggiato, anche per ottenere un dibattito più aperto sui problemi e per arricchire il patrimonio di analisi a disposizione dei nostri lettori. Nostra unica preoccupazione è quella di scegliere e pubblicare articoli che affrontino i loro temi in modo serio, informato e responsabile, garantendo così la qualità della rivista stessa.

Una rivista generale ed indipendente dunque, ma non per questo una rivista onnicomprensiva né un’agenzia di informazioni. Non abbiamo né le risorse, né l’ambizione, di entrare in concorrenza con i maggiori media italiani e internazionali. Questa resta una rivista di analisi, riflessione e commento prima ancora che di notizie, anche se può avvenire che in qualche caso essa fornisca al lettore elementi di fatto che non è facile né abituale trovare sui grandi mezzi di informazione. La nostra intenzione è quella di alimentare un dialogo continuo ed informato con i nostri lettori, che contribuisca a dare un senso, una prospettiva, ai grandi eventi della politica internazionale, uscendo dalla pressione della cronaca quotidiana, per attestarci là dove possiamo avere un maggiore ruolo e forse anche una qualche maggiore abilità ed autorità, e cioè nella lettura e comprensione degli eventi e delle grandi scelte strategiche che possono aprirsi per il nostro Paese e per l’Europa.

Colgo questa occasione per ringraziare tutti i nostri lettori, passati, presenti e futuri: cercheremo di fornirvi un prodotto il più possibile interessante ed attuale. Ci auguriamo di continuare a riscuotere il vostro consenso.

* The International Spectator