IAI
Unione europea

L’Italia e il nuovo negoziato costituzionale

2 Feb 2007 - Gianni Bonvicini - Gianni Bonvicini

Il Trattato costituzionale europeo sta riemergendo dalle ceneri sotto cui è stato celato dopo gli sciagurati referendum negativi di Francia e Olanda. In questi ultimi mesi abbiamo assistito a un moltiplicarsi di proposte, sia sui contenuti che sulle procedure per fare resuscitare il quasi-defunto trattato. Parlamentari europei, centri di studio e singoli esperti si sono misurati con sofisticate analisi e proposte di soluzione, che tuttavia non sempre aiutano a comprendere bene i termini politici della questione. Nasce quindi un’esigenza di chiarire al meglio gli interessi dell’Europa e dei singoli paesi prima che si riaprano i giochi in sede comunitaria.

Questa è una cosa che avverrà molto presto: in effetti, nel suo recente intervento di fronte al Parlamento europeo, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha preannunciato che il secondo trimestre dell’anno sarà dedicato a tracciare una “road map” di azioni concrete e di scadenze per uscire dalla crisi istituzionale. L’appuntamento è quindi per il giugno 2007 all’ultimo Consiglio Europeo sotto presidenza tedesca.

Di fronte a questa accelerazione del dibattito, e in vista di un negoziato a 27 Stati membri che si preannuncia estremamente complesso, lo Iai ha accolto il suggerimento del suo Presidente d’Onore, Carlo Azeglio Ciampi, di costituire un Comitato di esperti che contribuisca a formulare e sostenere una posizione italiana nelle future trattative.

La prima riunione del Comitato ha quindi fissato un programma di incontri per l’elaborazione di un position paper, che sfocerà poi in un convegno pubblico organizzato con le quattro Commissioni competenti, esteri e affari comunitari, di Camera e Senato.
Nella sezione Documenti segnaliamo “Le considerazioni per un rilancio del processo costituzionale” di Gian Luigi Tosato, che è stato utilizzato dal Comitato Iai per l’individuazione delle varie opzioni di lavoro e dei possibili scenari di soluzione del nodo istituzionale.

Terremo al corrente i nostri lettori dell’evolvere dei lavori del Comitato, che si iscrive nell’ormai pluriennale contributo che il nostro Istituto ha dato alla riforma dei trattati europei, con il sostegno del nostro partner strategico, la Compagnia di San Paolo.