Europa forte in mondo fragile: EU Global Strategy di Nathalie Tocci

È un viaggio, quello che Nathalie Tocci invita a intraprendere con il suo ultimo libro Framing the EU Global Strategy. A stronger Europe in a fragile world. La metafora del viaggio, infatti, coglie in modo pieno il percorso compiuto dall’autrice, direttore dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), nell’elaborazione della recente strategia di politica estera dell’Unione europea (Ue). Un viaggio che ha condotto l’Ue – in un frangente storico non facile- ad adottare una mappa per indicare una nuova rotta e porre fine ad un evidente senso di disorientamento.

Il fine del volume non è solo illustrare i contenuti della European Union Global Strategy (Eugs), ma anche rendere il lettore partecipe del processo che ha portato alla sua redazione. Tuttavia, ciò che contraddistingue in maniera particolare questo lavoro è la volontà di Nathalie Tocci di condividere la sua personale esperienza, l’impegno e la passione vissuti in questo percorso, come ricercatrice e come Special Advisor dell’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini.

La Eugs è presentata seguendo una riflessione su quattro direttrici: le ragioni per una rinnovata strategia (Why?); le fasi di lavoro attraverso cui si è giunti ad essa (How?); i suoi contenuti (What?) ed infine, gli sviluppi futuri che stanno cominciando a concretizzarsi (What next?).

Il motivo per cui è stata sviluppata la Eugs è triplice. Prima di tutto, dare una direzione politica rispetto alle varie sfide economiche e geopolitiche che l’Ue si trova a fronteggiare; favorire poi un’unità politica nelle scelte e nelle decisioni da compiere; incoraggiare infine un approccio più coeso ed efficace nell’azione esterna europea.

Per quanto riguarda il processo di preparazione della nuova strategia, l’autrice presenta i vari momenti che lo hanno contraddistinto, iniziando dalla volontà dell’Alto rappresentante di prevedere due fasi: la prima di revisione (gennaio-giugno 2015), con l’obiettivo di valutare i cambiamenti del sistema internazionale, le minacce correnti e gli strumenti a disposizione, e la seconda (settembre 2015-giugno 2016) dedicata alla vera e propria formulazione della nuova strategia. Ciò che emerge dall’analisi dell’attuale assetto globale, anche grazie ad un confronto continuo con la precedente European Security Strategy del 2003 e con la sua implementazione del 2008, è un mondo decisamente più complex, connected e contested: molte le sfide e le opportunità per l’Ue, tra cui la grave crisi economica del 2008 con effetti perduranti fino ad oggi, le diverse zone di instabilità a est e a sud del continente, la crescita del fenomeno dell’euroscetticismo, la sfida migratoria, il terrorismo. L’esigenza di creare non solo una visione condivisa, ma anche un progetto concreto e operativo, è stata alla base della seconda fase, che si è sviluppata intenzionalmente su un costante e reciproco scambio di opinioni e idee a livello pubblico (con università, think tank, società civile) e a livello istituzionale europeo e nazionale, per far sì che la strategia non fosse solo un prodotto di “addetti ai lavori”, ma il frutto di un lavoro comune e condiviso.

Ma cosa prevede la Eugs? Innanzitutto, l’idea di una strategia globale, che risponda alla presenza e alle aspirazioni internazionali dell’Ue e consideri tutti gli strumenti di cui essa può avvalersi. Perciò, sono definiti gli interessi europei: sicurezza, prosperità, democrazia e rules-based global order e i principi su cui fondare l’azione esterna europea: impegno, responsabilità, unità e partnership. Infine, nella Global Strategy sono individuate cinque priorità di azione: la sicurezza dell’Unione, la resilienza degli Stati nelle regioni vicine, un approccio integrato ai conflitti e alle crisi, ordini regionali cooperativi e una governance globale per il XXI secolo.

L’ultimo capitolo è dedicato ai primi passi compiuti verso l’attuazione della Eugs, dopo la sua presentazione ufficiale all’indomani del referendum sulla Brexit, che riguardano, forse un po’ inaspettatamente, soprattutto la dimensione della sicurezza e della difesa, mettendo in rilievo le prime misure concrete da intraprendere.

Gli spunti di riflessione offerti dal libro sono tanti, ma due emergono con rilevanza. Il primo è la necessità e la capacità di saper leggere i segnali, i cambiamenti e le sfide che il mondo pone; il secondo, con una piccola nota di speranza, è l’esigenza di riscoprire un senso di unità di visione e di azione tra gli europei da “mettere a servizio di una rifondata Unione”.

Framing the EU Global Strategy. A stronger Europe in a fragile world, Nathalie Tocci, Palgrave Studies, 2017, 174 pp.

Recensione a cura di Azzurra Bassi, dottoranda di ricerca in Scienze Politiche presso l’Università di Pisa.