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Eurostorie di ordinario successo, di Didò e Tufarelli

Eurostorie di ordinario successo in tempo di Brexit, a cura di Monica Didò e Francesco Tufarelli, Lithos, 2018, pag. 173, euro 15

Tredici storie, anzi, “eurostorie”, ognuna scritta da un autore diverso, per raccontare i molteplici  aspetti delle sfide e delle opportunità che oggi attendono l’Unione europea. È questa l’idea alla base del volume curato da Tufarelli e dalla Didò, che rappresenta il quarto contributo della collana ‘Quo Vadis Europa’ edita da Lithos. Gli autori sono entrambi europeisti di lungo corso, comunicatori, docenti, funzionari pubblici.

Eurostorie - Tufarelli - DidòIl libro intende dimostrare come, seppur in un momento storico difficile segnato dalla crisi economica, dall’avanzata dell’euro-scetticismo e dall’instabilità internazionale, la scelta comunitaria rappresenti ancora per i 27 Stati membri quella più significativa e vantaggiosa. Ciò non solo in termini di rilevanza politica, ma anche di valori condivisi.

Senza dubbio, a meno di un anno dalle elezioni del Parlamento europeo del 2019, le prime a non vedere la partecipazione del Regno Unito, l’Unione risente ancora di non poche difficoltà rappresentate ad esempio dagli scarsi progressi fatti in campo sociale e da una comunicazione ancora prevalentemente nazionale piuttosto che europea. Sono elementi che non hanno certo favorito il senso di appartenenza dei cittadini né tanto meno una più profonda consapevolezza dei traguardi e degli obiettivi raggiunti a livello comunitario.

La volontà di combattere il problema della scarsa conoscenza delle tematiche europee tra i cittadini ha spinto gli autori del volume ad esaminare – attraverso i 13 capitoli – gli sviluppi di una serie di politiche e di attività che l’Unione europea ha portato e porta tuttora avanti con grande successo sia a livello comunitario sia nei singoli Stati membri.

Le 13 “eurostorie”, spaziando tra diversi argomenti, trattano di legalità e trasparenza, come pure di cultura, formazione ed Erasmus, e analizzano le potenzialità di un’Europa digitale e gli sviluppi di politiche più radicate nel tempo, come la Politica agricola comune. Non manca poi lo spazio dedicato all’analisi del ruolo giocato dall’Italia, né quello per temi cruciali come bilancio, sicurezza e difesa. E ci sono pure momenti di riflessione sulla prospettiva di un’ “Europa sociale”.

Tanti temi differenti dunque, ma tutti tesi allo stesso obiettivo, quello cioè di evidenziare come – nonostante non manchino nelle istituzioni e nelle politiche dell’Unione criticità e problematiche – quella europea sia anche una storia caratterizzata da successi e da traguardi raggiunti insieme.

Nell’intento degli autori il volume vuole dunque rappresentare una chiara scelta di campo, che assume ancora più significato perché fatta durante quello che viene definito “semestre che non c’è” (cioè quello che sarebbe dovuto essere a presidenza britannica: nel secondo semestre 2017, la Gran Bretagna è stata sostituita dall’Estonia).

a cura di Ilaria Lang