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Il debito dell’Europa con i monaci irlandesi, studi di Enzo Farinella

Il ruolo importante che monaci e studiosi irlandesi hanno avuto nel legare insieme Irlanda ed Europa è quanto mai affascinante. In Italia, per esempio, San Colombano a Bobbio e Milano, San Cataldo a Taranto, San Frediano a Lucca, Sant’Orso ad Aosta, San Donato a Fiesole e Firenze sono stati veri protagonisti di una nuova cultura, una cultura che ha gettato le basi dell’Europa, così come la conosciamo oggi.

San Colombano venne definito da Papa Pio XI come uno di quegli uomini eccelsi ed unici che la Divina Provvidenza fa nascere nei periodi più difficili della storia umana per rimediare a cause quasi perdute. Robert Schuman scrisse che Colombano è il santo patrono di coloro che cercano di costruire un’Europa unita.

Essi si diffusero dappertutto in Europa. Forse vi sarà capitato di prendere un taxi o un fiacre a Parigi, Vienna o al Cairo. Fiacre veniva chiamata – e lo è ancora – la carrozza trainata da un cavallo. Sembrerebbe che il primo vetturino, preso in locazione a Parigi, venne dall’Hotel St.Fiacre. Saint Fiacre fu un altro monaco irlandese del VII secolo.

Se avete sostato per un buon pranzo in Austria, forse l’avrete accompagnato con una gradevole bottiglia di Gruner Veltliner, assaporato delicatamente da un calice di cristallo francese Gobain. Ben pochi sanno che questo vino bianco, proveniente dalla Wachau Valley, trae le sue origini dall’Abbazia di Melk, famosa per la tomba di S. Koloman, un Santo martire irlandese dell’XI secolo. E anche Gobain fu monaco irlandese.

E’ bene ricordare che l’irlandese St. Adamnán, oltre 1.300 anni fa, scrisse e fece approvare una legge sulla violenza contro donne e bambini in tempi di guerra. St. Cuthbert, anche lui irlandese, oltre 13 secoli fa istituì leggi speciali sull’ambiente  che Verdi e Legambiente potrebbero rivisitare per una migliore protezione del nostro habitat.

Il monachesimo irlandese dal VI al XIV secolo fu una tappa importante della storia universale. Bobbio in Italia, Iona e Lindisfarne in Gran Bretagna, Luxeuil in Francia, San Gallo in Svizzera, Salisburgo e Vienna in Austria, Wurzburg e Ratisbona in Germania sono i centri culturali e religiosi più importanti, fondati da monaci irlandesi. E ancora l’Università di Pavia in Italia si deve al monaco irlandese Dungal; La Sorbonne in Francia a Clement e Scotus Eurigena; Sweeny di Clonmacnoise fu lo studioso che contribui alla fama dell’Università di Oxford; Vienna e Praga devono al monaco Donaldus le loro università; e cosi via.

L’Europa tutta è debitrice nei loro riguardi. Libri sul contributo culturale dei monaci irlandesi al nostro continente – li ricordiamo in calce (1) – sono stati pubblicati nel tempo da Enzo Farinella: a luglio uscirà quello sulla Germania.

L’Autore sottolinea che “il lavoro di questi illustri personaggi e soprattutto i loro ideali di rispetto per la persona umana e la sua dignità, di giustizia, uguaglianza e solidarietà tra tutti gli esseri umani, costituiscono una sfida per costruire insieme la casa comune europea, che rimane il progetto politico più affascinante, più coraggioso e più importante di questi ultimi secoli”.

(1) – Libri: San Cataldo, an Irish Monk? Acireale-Roma 2002.

Italia – Irlanda: Cultura e valori,  Alle radici dell’umanesimo personalistico europeo, Szombathely, 2009

Sulle Strade del Mondo, Monaci irlandesi in Europa e in Italia, Szombathely, 2015

Dall’Atlantico al Mediterraneo, Santi e studiosi irlandesi all’origine della Storia europea, Roma, 2015.

On the Summits of the Highest Love, Irish Monks in Europe and Switzerland, Grafiser, 2017.

Through Mountains and ValleysIrish Monks & Pilgrims in Europe & Austria, Grafiser, 2018.

E-Books: Dall’Atlantico al Mediterraneo, Appstore Apple ‘New Life Book’, 2015.

At the Roots of the History of Europe, Amazon, 2017.