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Alle radici della “primavera araba”
Rosita Di Peri

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Gli avvenimenti in corso nel mondo arabo-mediterraneo hanno spinto media, esperti e studiosi ad interrogarsi su un’area che negli ultimi anni sembrava essere stata dimenticata o ricordata soltanto per questioni legate ai flussi migratori di cittadini di questa regione verso l’Europa, al terrorismo internazionale o ai rifornimenti di gas e petrolio. La pressante richiesta di informazioni emersa a partire dalla rivolta tunisina del febbraio del 2011, ha visto un fiorire di iniziative spesso condotte frettolosamente e di pubblicazioni superficiali, scritte sull’onda della notizia e dei frenetici tempi del mondo dell’informazione.

Oltre l’immobilismo
Oppure sono riemersi materiali riciclati ad uso e consumo delle nuove contingenze. Il carattere tumultuoso degli accadimenti, che rende difficile azzardare previsioni o ipotizzare scenari, rende le analisi sulla cosiddetta “primavera araba” emerse fino ad oggi spesso poco utili alla comprensione profonda dei processi in corso.

L’Africa mediterranea. Storia e futuro costituisce invece un documento chiaro, conciso ed efficace che tenta di guardare in prospettiva gli avvenimenti ancora in corso nella regione. Il pregio del volume non è di concentrarsi sul futuro cercando di prevederlo (anche se in ogni capitolo ci sono accenni alle visioni di medio e lungo periodo dei paesi analizzati e dell’intera regione), quanto piuttosto sul passato. La storia degli stati presi in considerazione nel testo, i loro percorsi politici, sociali e culturali sono elementi essenziali per comprendere il presente, per dare un fondamento ai fatti che si stanno sviluppando nell’area ancora sotto gli occhi di tutti.

Lo sguardo al passato, soprattutto, sottolinea un aspetto fondamentale che è il fil rouge di tutto il libro: nonostante una buona parte degli studi di area degli ultimi vent’anni (che si sono sviluppati principalmente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti) si sia soffermato sull’immobilismo della regione mediterranea garantito dal prevalere di varie forme di autoritarismi, dalle analisi condotte dagli autori del volume per ciascun paese, appare evidente come i profondi mutamenti in corso nella regione affondano le radici nelle dinamiche passate dei singoli stati e dell’intera area.

Il presunto eccezionalismo arabo, cavallo di battaglia degli analisti con un approccio di tipo orientalista e culturalista, viene riletto alla luce di un percorso a ritroso che tenta di “individuare trend e dinamiche interne all’Africa mediterranea riservando un’attenzione speciale agli elementi di continuità e cambiamento (p. XIV)”.

Nuove categorie
Il libro è suddiviso in due sezioni: la prima analizza i paesi in cui sono in atto sommovimenti importanti e/o rivolte di ampie dimensioni (Egitto, Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Sahel, Tunisia). Ciascun capitolo/paese è preceduto da schede che riportano i principali dati socio-economici dello stato e si conclude con una succinta, ma completa cronologia che va dal momento in cui i paesi hanno raggiunto l’indipendenza, ai giorni nostri. La seconda sezione offre, invece, uno sguardo d’insieme su alcune tematiche comuni a tutta la regione: i rapporti dell’Africa mediterranea con l’Occidente, con l’economia globale, con il ruolo delle nuove tecnologie.

La scelta dei curatori di insistere sulla definizione di “Africa mediterranea”, è dettata dalla necessità di andare oltre le difficili categorizzazioni che suddividono la regione in Maghreb, Mashrek, nord Africa, mondo arabo, area arabo-musulmana, Medio Oriente, etc. privilegiando, piuttosto, “la visione geografica geopolitica, che mette in luce, per tutti gli stati del Nord Africa, comuni problematiche scaturite dalla continuità geografica e dalle necessità dettate dalla geopolitica: condivisione dei mercati, definizione delle frontiere, immigrazione e sicurezza (p. X)”. Tale scelta esclude paesi che stanno sperimentando profondi cambiamenti come la Siria, lo Yemen o il Bahrein, ma che non rientrano, secondo i curatori, nel flusso di continuità spazio-temporale sopra accennato.

Il volume offre un panoramica esaustiva di un’area socio-geografica cui in Italia sono, per ora, stati dedicati pochi studi, cercando di tenere insieme vari approcci e metodologie di ricerca e privilegiando il punto di vista socio-politico. E tenta di farlo contando non soltanto sulle diverse competenze degli studiosi che si alternano nelle pagine del testo, ma anche sulla formazione e la provenienza dei tre curatori del volume, accademici, ma anche appartenenti a centri di ricerca nazionali e internazionali.

L’Africa mediterranea rappresenta un documento di sintesi importante non soltanto per coloro che si avvicinano per la prima volta ai temi e alle aree trattate nel volume, ma anche per gli esperti e gli studiosi che vogliano un testo che sistematizzi con accuratezza le informazioni, spesso frammentate e poco accessibili.

Karim Mezran, Silvia Colombo, Saskia van Genugten (a cura di), L’Africa mediterranea. Storia e futuro, Donzelli Editore, Roma, 2011, pp. 222, 17,50 euro