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Stato e potere in Medioriente
Silvia Colombo

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Per esaminare i cambiamenti che hanno investito il mondo arabo a cavallo tra la fine del secondo e l'inizio del terzo millennio e che hanno subito un'accelerazione nell'ultimo decennio servono nuovi paradigmi di analisi che tengano conto sia delle dinamiche interne ai paesi sia delle nuove opportunità e sfide poste dalla globalizzazione. È questo l'obiettivo del nuovo libro di Laura Guazzone e Daniela Pioppi dal titolo “The Arab State and Neo-Liberal Globalization. The Restructuring of State Power in the Middle East”, recentemente pubblicato da Ithaca Press.

Le due autrici, affiliate all'Istituto Affari Internazionali (Iai) di Roma, propongono un testo raffinato e completo che riunisce i contributi di una quindicina di studiosi internazionali nel campo delle scienze sociali e dell'economia su quattro casi studio principali - Marocco, Egitto, Libano e Arabia Saudita. L'aspetto più originale e scientificamente più significativo del testo è rappresentato dalla griglia concettuale che fa da sfondo ai casi studio e che è tratteggiata nell'introduzione dalle due curatrici.

L'approccio proposto si contrappone a certe visioni diffuse che postulano una transizione lineare da un sistema economico controllato dallo Stato a uno in cui le forze del mercato sono libere di agire grazie alle politiche di liberalizzazione e privatizzazione attuate dai paesi arabi a partire dagli anni ottanta, da una parte, e da un sistema politico autoritario a uno democratico o semi-democratico, dall'altra. Tali visioni del cambiamento in corso nel mondo arabo, che è illustrato in modo dettagliato nei quattro casi studio, si fondano sulle teorie della democratizzazione avanzate all'inizio degli anni novanta all'indomani della fine della Guerra Fredda e dell'ondata di trasformazioni in senso democratico avvenute in America Latina.

In questa prospettiva, il più lento ritmo dei cambiamenti nel mondo arabo faceva pensare a una certa resistenza di questa parte del mondo ai processi di de-regolamentazione e riduzione del potere statale generati dalla globalizzazione. L'eccezionalismo, soprattutto culturale, del mondo arabo diveniva così il paradigma dominante di analisi. Per spiegare l'assenza di democrazia e la scarsa performance economica del mondo arabo l’accento veniva posto su fattori culturali e religiosi.

Il quadro analitico proposto da Guazzone e Pioppi ribalta completamente questa prospettiva che, a detta delle autrici, non riesce a rendere giustizia della complessità delle interdipendenze tra contesti nazionali e prospettive regionali e internazionali così come esse si manifestano nel mondo arabo. Il quadro teorico, che pone al centro dell'analisi lo “Stato”, inteso come struttura di potere che è in grado di estendere il proprio controllo al di là delle proprie istituzioni e ruoli formali, si articola intorno a tre dimensioni: politica, economica e di sicurezza.

Dal punto di vista politico, sostengono le autrici, ci sono stati limitati tentativi di introduzione del pluralismo e di apertura, ma non si è avuto un “ritiro dello Stato” o un suo ridimensionamento, bensì una sua ristrutturazione in base a logiche pseudo-imprenditoriali, che hanno portato a una crescente privatizzazione degli stessi servizi fondamentali offerti ai cittadini, e neopatrimoniali. Questa dinamica si accompagna a una crisi delle ideologie politiche, ad eccezione di quelle di impostazione religiosa, e della partecipazione politica attraverso i partiti politici, mentre è cresciuta la mobilitazione intorno a identità di carattere etnico e religioso.

Nel settore economico, le stesse dinamiche di privatizzazione e di semi-liberalizzazione del mercato hanno portato a una proliferazione delle partnership tra potere pubblico e privato e, fatto che ha pesanti conseguenze in tutta la regione, a una crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza a livello nazionale.

Infine, il mondo arabo è sempre più investito dall'emergere di nuove sfide alla sicurezza che affondano le proprie radici nei deficit di carattere strutturale che le società arabe si trovano a dover affrontare, quali la disoccupazione, le migrazioni, i conflitti.

Il comune denominatore di questi fenomeni è la crescente esposizione del mondo arabo ai processi di globalizzazione. Lungi dall'essere impermeabile a questi processi, il mondo arabo ne è pienamente investito. In effetti, le sfide che si trova ad affrontare scaturiscono dal suo pieno ingresso nella modernità.

Il risultato di questa indagine scientifica, sorretta da una rigorosa ricerca empirica, è un testo imprescindibile per chiunque voglia approcciarsi al mondo arabo e alle profonde trasformazioni in campo politico, sociale ed economico in corso con occhio più lucido e meno “inquinato” da preconcetti o desiderata esterni.


Laura Guazzone and Daniela Pioppi (2009), The Arab State and Neo-Liberal Globalization. The Restructuring of State Power in the Middle East, Ithaca Press: Reading.