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Il risveglio dell’America latina e il ruolo dell’Ue
Marina Izzo

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Alla vigilia di una nuova tornata elettorale in molti paesi latinoamericani - il cui primo risultato è rappresentato dalla recente vittoria di Piñera in Cile - la lettura del libro di Gian Luca Gardini, L'America Latina nel XXI secolo. Nazioni, regionalismo e globalizzazione può essere sicuramente proficua non solo per i latinoamericanisti e per gli studiosi di relazioni esterne dell'Unione europea - un'importante parte del volume è dedicata al tema dei rapporti euro-latinoamericani - ma anche per tutti coloro che sono a vario titolo interessati a comprendere le politiche e le relazioni internazionali dei paesi di questo affascinante continente.

Gardini, già autore di numerosi saggi, libri e articoli, è docente di Relazioni internazionali e politica dei paesi latinoamericani nonché vicedirettore dell'European Research Institute presso l'Università britannica di Bath. Come spiega nell'introduzione, da appassionato latinoamericanista, ha deciso di dedicare questa sua ultima opera in italiano a “un continente vario e meraviglioso, ricco di storia, cultura e sperimentazione politica e sociale”.

In questo libro l'autore offre un esame esaustivo della politica dei paesi del continente latinoamericano all'inizio del nuovo millennio. L'opera si sviluppa in tre parti: la prima che analizza le dinamiche sia politiche sia economiche in atto nei paesi della regione; la seconda, più articolata e complessa, che prende in esame le caratteristiche specifiche del regionalismo latinoamericano e traccia un quadro dettagliato dei principali schemi di integrazione subregionale quali Mercosur, Can, Nafta, Alba e Unasur e delle loro possibili evoluzioni nel futuro prossimo. Infine, la terza parte esamina attentamente la collocazione internazionale dell'America Latina: dall'evoluzione dei rapporti con gli Usa, storico partner commerciale, all'emergere di un nuovo importante interlocutore quale la Cina fino all'analisi delle relazioni con l'Unione europea, secondo maggiore investitore straniero e “principale fornitore di cooperazione allo sviluppo nell'area” (p.126).

Nel quadro di questa dettagliata panoramica offerta dall'autore, uno degli elementi più significativi che emerge dalla lettura di questo libro riguarda sicuramente l'esame approfondito della nuova impostazione data, in tutti i paesi dell'area, alle politiche pubbliche in particolar modo a quelle sociali, dopo più di un decennio di applicazione rigorosa delle ricette neoliberiste scaturite dal Washington Consensus. In particolare, l'autore sottolinea come la priorità assegnata negli ultimi anni all'agenda sociale non sia stata esclusivo appannaggio della cosiddetta “onda rosa” - indicando con tale termine la clamorosa affermazione elettorale di governi di sinistra e centro sinistra che ebbe inizio con la prima elezione del Presidente venezuelano Chavez nel 1998 - seguita da quella del brasiliano Lula nel 2002 - proseguendo con la tornata elettorale del 2006.

Al contrario di quanto comunemente sostenuto, secondo Gardini, l'innovativa e efficace agenda sociale latinoamericana è indicatore di un mutamento profondo nell'elaborazione delle politiche pubbliche di questi paesi, mutamento che si è verificato sia nel Venezuela di Chavez sia nel Messico liberista di Felipe Calderon, per esempio. Tale nuova impostazione prevede una rinnovata attribuzione di responsabilità allo Stato quale principale attore dello sviluppo economico e sociale dei territori di questo continente.

Ed è proprio nell'elaborazione di questo nuovo modello di sviluppo che si può comprendere anche l'importanza che i latinoamericani attribuiscono alle relazioni con l'Unione europea. Quest'ultima è considerata un riferimento sia per le differenti declinazioni di Welfare State che ha saputo sviluppare sia per le particolari caratteristiche che contraddistinguono il suo processo di integrazione regionale. In tal senso, l'Unione europea rappresenta “una possibile alternativa all'influenza nordamericana tanto come partner politico e commerciale e come alleato nei fori multilaterali, quanto dal punto di vista dei modelli di riferimento” (p.127).

Lettura agile, ma allo stesso tempo complessa, L'America Latina nel XXI secolo. Nazioni, regionalismo e globalizzazione rappresenta un testo completo per coloro che desiderano avere un'immagine a tutto tondo dell'attuale situazione politica, economica ed internazionale di questo continente.

Marina Izzo è consulente di ricerca presso l'International Fund for Agricultural Development (Ifad) e ricercatrice presso il Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) di Roma.

Gian Luca Gardini, L'America Latina nel XXI secolo. Nazioni, regionalismo e globalizzazione, 2009, Carocci, pp.155.