affarinternazionali
Inserisci la tua e-mail per ricevere la newsletter periodica di aggiornamento
 
SANDRO GOZI, Generazione Erasmus al potere
 
ALBERTO ZANCONATO L’Iran oltre l’Iran
 
Rassegna delle principali riviste internazionali
I think tanks europei e nordamericani


Il ventennio costituzionale dell’Unione Europea. Testimonianze di un diplomatico al servizio della causa europea
Gianni Bonvicini

  più piccolo più grande
È un anno positivo, questo 2009, per la pubblicistica italiana sull’Unione europea: già solo su questa rivista sono state pubblicate recensioni di alcuni bei libri scritti da Perissich, Chevallard e Fagiolo (vedi archivio). Oggi è la volta di un altro interessante volume di Rocco Antonio Cangelosi “Il ventennio costituzionale dell’Unione Europea. Testimonianze di un diplomatico al servizio della causa europea”, Marsilio, Idee d’Europa, 2009.

In comune queste opere hanno il fatto di essere scritte da “practitioners”, funzionari della Commissione o ambasciatori d’Italia, che portano analisi e ricostruzioni basate sull’esperienza diretta. E tutti riflettono una forte adesione al grande sogno di un’Unione sempre più efficace e coesa; ma tutti riconoscono che il sogno è ancora lontano dall’essere raggiunto.

Di European Dream parla proprio Rocco Cangelosi che nell’introduzione al libro ricorda il percorso tracciato con tanta determinazione dai Padri nobili, Spinelli, De Gasperi, Monnet, Shumann e altri, per concludere che, malgrado il traguardo finale sia molto lontano e in ogni caso diverso da quello immaginato dai Padri fondatori, la tormentata ratifica del Trattato di Lisbona ha dato finalmente il via “a una nuova fase del processo di integrazione per tanto tempo perseguito e auspicato”.

In effetti a ripercorrere assieme a Cangelosi il lungo percorso del riformismo istituzionale europeo, che dall’Atto Unico europeo del 1986 ci ha condotto attraverso Maastricht, Amsterdam e Nizza fino a Lisbona, bisogna riconoscere che il risultato raggiunto è stato al di là di ogni aspettativa, di gran lunga migliore di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Questo sentimento nasce proprio dalla rilettura del volume di Cangelosi, costruito su un insieme di saggi e articoli che l’Autore ha scritto nel corso dei lunghi anni, un ventennio appunto, da lui trascorso in varie prominenti posizioni diplomatiche all’interno dell’Unione europea.

A vedere le difficoltà che si sono dovute affrontare in un’Unione che è passata da 12 a 27 membri, che ha aggiunto progressivamente politica estera, di difesa e di sicurezza interna alle competenze originarie, che ha affrontato un mondo radicalmente diverso da quello in cui era nata, che è stata costretta a misurarsi con guerre e crisi ai propri confini si deve ammettere che nel complesso la barra iniziale è stata mantenuta e che i risultati raggiunti sono più che mai importanti. Lo dice a chiare lettere Cangelosi che in una polemica lettera al direttore della rivista Limes, uscita nel 2005 con un numero monografico dal titolo “L’Europa è un bluff”, si chiede come sia possibile dire che l’Europa è un bluff, quando “esiste un grande mercato di 450 milioni di consumatori, norme comuni che lo regolamentano, una Corte di Giustizia , che sin dalla sentenza sul Cassis di Dijon agisce come organo federatore alla stregua della Corte suprema americana, un acquis giuridico e costituzionale; una moneta unica, una politica commerciale, azioni comuni in politica estera, uno spazio comune dove circolano liberamente i cittadini senza controlli alle frontiere, grandi programmi comuni nei settori più avanzati come l’Agenzia spaziale europea, Iter, Galileo, Erasmus”.

Ora, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona è probabilmente finito il lungo periodo del riformismo istituzionale o “costituzionale” europeo, come giustamente lo definisce l’Autore: dovrà passare un’altra generazione, un altro ventennio, perché gli europei decidano di procedere ancora di più verso una “ever closer Union”. Ma Lisbona assicura agli europei un potenziale di crescita enorme: il trasformarsi in un attore internazionale credibile ed efficace in un mondo che ancora una volta, rispetto al recente passato, sta subendo dei drammatici mutamenti.

Lisbona fornisce agli europei una serie di strumenti, dal nuovo alto Rappresentate al Presidente eletto del Consiglio europeo, dal servizio diplomatico esterno alle cooperazioni strutturate nel campo della difesa, che possono dare sostanza all’ambizione dell’Ue di giocare un ruolo internazionale fino ad oggi sconosciuto.

Ma certo nulla in politica è automatico e come avverte il Presidente Giorgio Napolitano nell’introduzione al libro di Cangelosi “se l’integrazione ristagna o regredisce, non c’è futuro per il ruolo dell’Europa nel mondo di oggi e di domani”.

Tocca quindi anche a noi italiani contribuire a mantenere viva l’opzione “ideale” dell’Europa, la barra del processo di integrazione, facendo in modo che il Trattato di Lisbona non rimanga lettera morta, ma che al contrario diventi un elemento dinamico nel futuro dell’Ue, superando di volta in volta le probabili difficoltà che si incontreranno nel metterlo in atto. Il ricordarlo con libri come quello che oggi ci presenta Rocco Antonio Cangelosi è già di per sé un piccolo ma significativo contributo in questa direzione.

Rocco Cangelosi, Il ventennio costituzionale dell’Unione Europea. Testimonianze di un diplomatico al servizio della causa europea, Marsilio, Idee d’Europa, 2009.