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Storia e Geografia delle Guerre del 21° secolo. Un salto nel passato per una finestra sul futuro
Donatella Cugliandro

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Il tema della guerra è sempre stato, e ancora rimane, uno dei più discussi e controversi argomenti nella storia delle relazioni internazionali. Elemento costante dei rapporti tra Stati, la guerra si è trasformata negli anni seguendo i mutamenti della politica internazionale e cambiando i propri schemi per adattarli a quelli delle diverse epoche chen si sono succedute, dalla Pace di Westfalia ad oggi.

Seguire il percorso compiuto da un simile cambiamento in quasi quattro secoli di storia non è opera semplice, soprattutto se durante il cammino ci si imbatte nella nascita e nel declino dello Stato moderno, oltre che nell’immensa rete della globalizzazione, con le sue intricate maglie inter- e trans-nazionali. Egregio tentativo in tal senso è quello perseguito da Alfonso Desiderio nella sua recente pubblicazione, “Guerre del 21° secolo” (Giunti Editore, 2008). L’autore, uno fra i più autorevoli esperti italiani in geostrategia e geopolitica di Internet, non solo si propone di ripercorrere in poco meno di 150 pagine i conflitti che oggi sconvolgono il mondo fin nei suoi angoli più reconditi. Desiderio cerca anche di scovarne le cause e di delineare i possibili scenari delle guerre del nuovo secolo. Un obiettivo arduo, ma che sembra essere raggiunto attraverso il sapiente utilizzo di mappe geografiche che facilitano la collocazione visiva dei conflitti e arricchiscono la lettura della variabile spaziale, che altrimenti mancherebbe in un discorso di taglio essenzialmente storico.

Storia e geografia si intrecciano, dunque, delineando il mutevole scenario dei conflitti di oggi. Sebbene alle guerre mediaticamente più note – Iraq ed Afghanistan – siano riservate le sezioni del libro più dettagliate, Desiderio non dimentica di segnalare la maggior parte dei conflitti ancora in corso, da quelli africani in Congo, Sudan, Sierra Leone, Liberia, agli asiatici in Birmania, Kashmir, Sri Lanka, ricordando anche quelle guerre ormai croniche che sembrano non attrarre più l’attenzione dei media, come ad esempio il conflitto arabo-israeliano. Il libro ci accompagna poi nelle cosiddette zone franche, tutti quei territori nullius in cui i potenti locali dominano indisturbati ed incuranti di un governo centrale ormai fantasma: le giungle della Colombia, ormai proprietà delle Farc, la linea Durand tra Pakistan ed Afghanistan, dove i taliban sono insediati da anni, lo Stretto di Malacca, in cui gli atti di pirateria non appartengono affatto ad un’altra epoca.

“Guerre del 21° secolo” non si limita, tuttavia, ad essere una mera descrizione delle guerre di oggi, ma propone un’analisi del cambiamento di questi conflitti alla luce dei mutamenti storico-politico-tecnologici degli ultimi anni. Da una guerra industriale, combattuta con armi convenzionali e tecnologia limitata, il conflitto si è evoluto verso le forme di una ‘guerra senza limiti’ o di una ‘guerra tra la gente’. Il progresso tecnologico, l’incremento dei mezzi di comunicazione, la globalizzazione, moltiplicano il potenziale per una guerra senza confini. Non esistono più limiti alle armi, siano esse convenzionali e non, ormai considerando come tali anche virus informatici, strumenti finanziari o immagini trasmesse dai network mondiali. Non esistono più limiti geografici, come dimostrato dagli attacchi dell’11 Settembre, i primi a violare il cuore del territorio statunitense. Non esistono più limiti temporali, dal momento che le nuove guerre spesso non si concludono in modo definitivo, ma vengono sommerse da indefiniti tentativi di negoziato per poi riemergere qualche tempo dopo come fenomeni carsici. Si tratta di guerre nuove combattute tra la popolazione, la quale non è più soltanto oggetto delle operazioni militari, ma si trasforma nell’ambiente in cui si svolge la guerra e dove il nemico è infiltrato. È proprio la popolazione a rappresentare la sfida maggiore del 21° secolo: secondo Desiderio l’incremento demografico, che si sta verificando ad un ritmo incredibilmente maggiore nelle aree meno ricche del pianeta, può fomentare ulteriori conflitti in queste zone a causa della crescente scarsità di risorse e del loro sempre più difficile reperimento.

Sul futuro l’autore sembra non avere dubbi: il concetto di guerra senza limiti raggiungerà il suo climax estendendosi fino allo spazio. Mentre gli Stati Uniti hanno deciso di tagliare i fondi Nasa – civili – per la ricerca spaziale, affidando gran parte dei progetti alla Difesa, la Cina fa sviluppare il proprio programma spaziale direttamente dalle forze armate. A ruota seguono l’Europa, che disperatamente cerca di uscire dalla sua condizione di nano politico, il Giappone e la Russia, ormai indietro nella corsa allo spazio rispetto a quanto fu l'ex grande madre Urss.

Lo scritto di Desiderio, dunque, si presta ad una facile lettura per chiunque voglia una panoramica ricca e sintetica alle guerre di oggi. Dalla guerra industriale a quella al terrorismo, il libro è un omaggio alla geostrategia, cche combina l’importanza della variabile tecnologica – information warfare – al ruolo crescente della dimensione post-statuale del sistema internazionale, secondo i noti canoni dell’era globale.

Alfonso Desiderio Guerre del 21° secolo, Giunti Editore, 2008