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Roberto Iannuzzi - Se Washington perde il controllo
 
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ROBERTO IANNUZZI - Se Washington perde il controllo
Fabiana Luca

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Dal crollo del Muro di Berlino all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca: Roberto Iannuzzi, arabista e acuto analista geopolitico, racconta il tramonto dell’unipolarismo statunitense attraverso le più importanti scelte di politica estera prese da Washington in Medio Oriente.

La fine della Guerra Fredda ha determinato, oltre al declino dell’ideologia comunista, l’affermarsi degli Stati Uniti come potenza egemone nello scacchiere internazionale e la creazione di un mondo globalizzato ispirato ai valori dell’Occidente, la democrazia e il libero mercato innanzitutto.

Iprimi sintomi di una crisi di ruolo a livello mondiale si avvertono con l’attacco all’America dell’11 settembre 2001, durante la presidenza Bush Jr., e con gli eventi che ne scaturirono: l’intervento militarein Afghanistan e l’invasione dell’Iraq - rivelatisi presto inconcludenti, se non fallimentari - che hanno messo in crisi il ruolo egemonico degli Usa come garante dell’ordine mondiale. Lo scossone decisivo è però la crisi economica scoppiata nel 2008, che condanna a una fase di recessione l’Occidente e favorisce l’ascesa di potenze competitive come la Cina e, in generale, i Brics.

Partendo da qui, l’autore passa in rassegna tutte le tensioni internazionali che hanno accompagnato gli otto anni del doppio mandato presidenziale di Barack Obama. Dalle rivolte arabe del 2011, alle crisi in Siria e in Iraq con relativa ondata jihadista in Medio Oriente e Nord Africa, senza tralasciare l’Europa e le rinnovate tensioni tra Mosca e Washington in Ucraina. Fino all’elezione (per molti versi inaspettata) del magnate protezionista e neo-isolazionista Donald Trump alla Casa Bianca: un’ascesa al potere discussa e contestata fin dall’insediamento, a testimoniare che la crisi della leadership americana nel mondo è il riflesso di una frattura interna al Paese.

Nella parte conclusiva del volume Iannuzzi apre al lettore uno squarcio sul futuro: se le crisi internazionali e il ritorno o l’ascesa di potenze come la Russia e la Cina hanno indebolito il ruolo globale di Washington, la sfida più impegnativa per gli anni a venire sarà certamente fare fronte ad una situazione interna ed esterna al Paese molto problematica.

Come? Intanto prendendo atto del fallimento di un sistema internazionale a guida esclusivamente statunitense, fortemente auspicato dagli Stati Uniti, ma attualmente irrealizzabile. E poi, ripensando un ordine mondiale fondato sul multilateralismo, sulla riduzione delle disuguaglianze e su un equilibrio economico in grado di arginare l’ascesa delle forze populiste e nazionaliste.

Se Washington perde il controllo. Crisi dell’unipolarismo americano in Medio Oriente e nel mondo, di Roberto Iannuzzi, Castelvecchi, Roma, 2017, pagg. 236, 19,50 euro.

Fabiana Luca è stagista per la comunicazione dello IAI.