Fact checking: il ponte e le Meraviglie

14 Set 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

“Tagliatele la testa!”, avrebbe urlato la Regina di Cuori del Paese delle Meraviglie di Lewis Carrol. “Colpa dei vincoli europei”, hanno invece urlato Salvini e i suoi dopo il crollo del Ponte Morandi, che ha provocato la morte di 43 persone lo scorso 14 agosto. Da quella mattina, bufale varie sono state diffuse su tutti i media e specie sui social, perché il ‘caso di Genova’ è diventato un’arma degli euroscettici che non vedono l’ora di staccarsi dall’Unione.

Eppure, inveire contro l’Europa non ha risparmiato l’avviso di garanzia ai 20 indagati ripartiti tra Autostrade e ministero delle Infrastrutture, accusati di omicidio stradale colposo plurimo, omicidio stradale colposo per violazione delle norme antinfortunistiche e disastro colposo.

I fatti non sono dalla loro. E l’Ue ci ha messo pochissimo a controbattere alle accuse dati alla mano. Salvini e Claudio Borghi, economista della Lega e presidente della Commissione Bilancio dlla Camera, e Alberto Bagnai, economista vicino alla Lega: se dal “Partito di Cuori” avessero temporeggiato, si sarebbero forse risparmiati la pessima figura.

I vincoli europei con la caduta del ponte, infatti, non c’entrano niente: il Piano Juncker, lanciato nel 2014 dalla Commissione europea, “aveva l’obiettivo di smuovere 315 miliardi di euro in finanziamenti privati garantendo il Fondo europeo per gli investimenti strategici”, si legge in un articolo de Il Sole 24 Ore. E, stando ai dati forniti dalla Commissione stessa, nel 2018 il programma è andata oltre le previsioni, arrivando a 335 miliardi di euro.

L’Italia avrebbe poi dovuto trasferire le concessioni indicendo un bando di gara, ma ha preferito continuare a rinnovare le prime, guadagnandosi una denuncia alla Corte di Giustizia europea per aver violato le leggi sulla concorrenza. Inoltre, in base agli accordi fiscali, sta agli Stati membri – quindi anche all’Italia – scegliere i settori prioritari in cui investire i fondi. Evidentemente, quello della manutenzione delle infrastrutture è stato sottovalutato.

L’Espresso ha anche pubblicato il verbale di una riunione del 1° febbraio indetta per valutare la stabilità del ponte. Vi si legge chea livello dei piloni 9 – quello crollato – e il 10 è stata rilevata una corrosione dei cavi fino al 20%” con “aspetti discutibili per la stima della resistenza del calcestruzzo”. Di esperti dell’Ue a quel tavolo nemmeno l’ombra.

Carmen Baffi