Ue: elezioni, contagio populismi

30 Ott 2017 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Questa rubrica nasce dalla collaborazione col Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma e col Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia ed è parte del Progetto ‘Una Finestra sull’Europa’, che dal 2011 sensibilizza i giovani alla cittadinanza europea tramite prodotti giornalistici realizzati da studenti universitari. Altri media partner sono Metro e RaiRadioTre.

Nel 2017, dalle elezioni in vari Paesi Ue è emerso uno scenario sempre più incline ai populismi. Partendo dalle politiche olandesi e passando per le presidenziali in Francia e le legislative in Germania, Austria e Rep. Ceca, sono notevolmente aumentati i consensi per le forze euro-scettiche.

Repubblica Ceca: il ‘Trump di Praga’
In Repubblica Ceca le elezioni per la Camera sono state vinte dal partito dell’ex ministro delle Finanze e imprenditore Andrej Babis, l’Alleanza dei Cittadini Scontenti, populista e anti-establishment.

La vittoria del ‘Trump ceco’ col 30% dei consensi è negativa per il futuro dell’Europa, perché basata sul no all’accoglienza dei migranti e sullo scontento verso l’Ue, come già accaduto in Polonia e Ungheria.

Austria: spostamento a destra
Sotto la leadership di Sebastian Kurz, il suo partito, l’Oevp – tradizionalmente popolare e conservatore -, s’è spostato, specie in tema d’immigrazione, su posizioni simili a quelle dell’Fpoe (la destra di Heinz-Christian Strache).

Kurz, 31 anni, è “il cancelliere millennial”, “il più giovane leader mondiale”, molto attivo sui social. Ha fortemente personalizzato il Partito popolare, portandolo al voto con il proprio nome e cambiandone il colore da nero a turchese. E’ così riuscito a sottrarre consensi a Strache.

Germania: da Groβe Koalition a Giamaica
Come in Austria anche in Germania si negozia per formare le coalizioni di governo. In Germania si lavora alla formula  Giamaica – impossibile in Austria dove i Verdi sono rimasti sotto la soglia del 4% -, così chiamata dal colore dei partiti che vi partecipano: il nero della Cdu di Angela Merkel, il giallo dei liberali dell’Fdp e il verde dei Verdi. Questa formula, mai realizzata in Germania a livello federale, è stata sperimentata a livello locale.

La Groβe Koalition è improbabile sia in Germania che in Austria. In Germania il leader dell’Spd Martin Schulz preferisce andare all’opposizione, non lasciandone la leadership all’AfD. Come l’Fpoe in Austria, anche in Germania l’AfD – partito di estrema destra  – è al terzo posto per seggi e suffragi.

Le conseguenze delle nuove coalizioni
I negoziati per formare i governi in Germania, Austria e Repubblica Ceca creano nell’Ue una stasi. Un governo di destra e populista in Austria inciderà sulla gestione dell’Unione: Vienna avrà la presidenza di turno del Consiglio Ue nel secondo semestre 2018. Tutti e tre i governi peseranno sull”Europa di domani’.

Giulia Doneddu